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 Band on the run... di Marco
 
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Ciò che non fa bene all'alveare non può far bene alle api.

Marco Aurelio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 28/05/2007 @ 09:00:48, in News, linkato 79 volte)

Sacra di San Michele
Torino è una bella città, sbocciata in occasione delle Olimpiadi 2006 e in costante miglioramento. Oltre al centro storico, subito attorno a Torino ci sono dei siti decisamente interessanti, meritevoli di attenzione: dai castelli dei Savoia di Moncalieri e Rivoli (tanto per citarne qualcuno nelle immediate vicinanze), alla Chiesa di Superga. Dall'altro lato, la Sacra di San Michele, posta esattamente a sentinella della Val Susa.
Sita a 960 metri, è facilmente raggiungibile da Avigliana, dove uno slargo della strada consente il parcheggio dei visitatori.
Sacra di San Michele vista da Chiusa San MicheleIo ci sono andato, invece, partendo da Chiusa di San Michele, un paesino posto alle pendici della collina. Attraverso l'antica mulattiera, si raggiunge la Sacra, mantenendo un discreto passo, in circa 1 ora.
La camminata è decisamente piacevole e interessante: passando per il bosco, si possono notare le differenze di vegetazione (molto verde all'inizio, più scura e diradata salendo, complici anche gli alti alberi) e di luce, oltre che di temperatura.

 

Bosco sotto la Sacra di San Michele - fusto Man mano che si procede, il rumore di fondo della civiltà (statale, autostrada e ferrovia) si attutisce progressivamente, consentendoci di cogliere tutti i rumori della natura: il respiro del vento tra le foglie, i movimenti leggeri degli animali, il dolce suono del ruscello...
Il bosco prende vita, e con un po' di attenzione riesci a scorgere particolari interessanti, come questo fusto che sembra osservarti con un occhio tutto particolare... ; - )

 

Una volta arrivati alla Sacra, una visione spettacolare ci attende: la vecchia chiesa a pianta circolare ci invita al raccoglimento, mentre la Sacra-fortezza si staglia maestosa sul cucuzzolo (vedi foto iniziale).
Un senso di pulizia e ordine ci pervade, dandoci la sensazione di essere quasi in un nuovo Eden: i padri Rosminiani ci tengono molto, e difatti sono tanti i cartelli in cui è spiegato che "pulito è meglio". Ed è così, infatti: dopo la faticosa camminata, arrivare fin qui e ammirare un tale spettacolo, rende più gustoso e suggestivo il momento. Il costo del biglietto (4€) è del tutto ragionevole e ci invita a entrare nella Sacra: altre scale, decisamente ripide, scolpite nella pietra; una sfida continua all'altezza e alla roccia; l'interno della Chiesa impreziosito da canti gregoriani di sottofondo che rendono il tutto particolarmente suggestivo.

E poi, la vista: che panorama! la piana di Torino da un lato, la Val Susa dall'altro, con il Rocciamelone che sovrasta tutte le cime circostanti con la sua punta imbiancata.
Sacra di San Michele - la parte vecchiaDall'anno scorso (grazie Olimpiadi!!), è possibile anche visitare la parte vecchia della Sacra, diroccata, ma tenuta in perfetto stato. L'erba verdissima e perfettamente tagliata splende tra la roccia e gli antichi muri ancora in piedi nonostante i secoli. In definitiva, questa passeggiata unisce l'utile della camminata con il dilettevole della visita culturale: ci si rende conto di quanto sia piacevole il posto man mano che si torna giù, verso la macchina: il caldo che si fa sentire, il rumore delle macchine...

 

Nella sezione foto ho inserito, oltre alle foto che vedete riprodotte in piccolo qui, altre immagini della Sacra.. enjoy! ; - )

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Di Marco (del 25/05/2007 @ 14:29:03, in Filosofia, linkato 93 volte)

Ying & Yang
Sinceramente non pensavo che la mia poesia ("Golden Heart") suscitasse tutte queste domande... ne sono (piacevolmente) sorpreso e rispondo molto volentieri agli spunti che mi avete dato..
I commenti di Valeria sono molto interessanti, perché sono dei veri e propri squarci di luce.. ..in quella notte buia senza luna... In fotografia si scopre che il concetto di chiaro e scuro è decisamente "aleatorio": uno sfondo bianco, con gli opportuni accorgimenti, può diventare addirittura nero. Senza, ovviamente, ricorrere al fotoritocco!
Tornando alla poesia, il mio non è un cuore d'oro, ma un cuore debole, che si lascia prendere dalle emozioni e dalla gioia di vivere. Purtroppo questa "sovraesposizione" ti porta a non filtrare nulla, o ben poco, e a risentire di ciò che difficilmente puoi definire come piacevole o "bello". Rivestirlo d'oro è un'immagine che ha il significato di creare una corazza, ma anche di proteggerlo e preservarlo. Ho usato l'oro perché è un metallo nobile, è lucente, malleabile, prezioso. ma è anche il simbolo del denaro e volevo dare un connotato a questo rivestimento: buttarmi nel lavoro, nella fatica, nel risultato, per dimenticare, per superare le avversità, le delusioni, le tristezze.
La poesia ha un suo sviluppo che parte dalla descrizione di una situazione di disagio, il protagonista avverte "un buco" nel cuore.. l'immagine è già di per sé eloquente: il cuore, pulsante, pieno di sangue, di linfa vitale, ..bucato. Come se il protagonista avesse ricevuto un formidabile colpo al petto, che lo ha privato di qualcosa di fondamentale. Questo buco lo avverte nelle operazioni più comuni, dalla mattina alla sera: si va avanti, nella ricerca di una superficiale normalità, ma dentro di sé si percepisce che una parte importante non c'è più. Il cuore è ben protetto dalla cassa toracica, da fuori non traspaiono i problemi e le emozioni che si vivono "dentro"... allora si passa a una introspettiva, si vive questa assenza "dal di dentro", dal punto di vista del cuore. che stanco, ferito, bucato appunto, cerca di reagire con l'unico modo che conosce: mascherarsi, coprirsi, rivestirsi. dotandosi di una patina d'oro: perché l'obiettivo non è nascondersi, ma limitare i danni. il cuore d'oro cerca di mostrare il suo valore, ma al contempo non vuole più soffrire, non riuscirebbe a resistere ad altri "buchi", ad altre sofferenze.
Perché Ying e Yang?
Pensare, provare a vivere, essere attori e non spettatori... quando sei sul palco la magia è rispettata. Ying e yang, c'è sempre un pizzico di tristezza in una grande gioia, la vita è una sinusoide, fatta di momenti "alti" e di altri "bassi". Ognuno di noi vorrebbe vivere al massimo (di Vasco memoria), non avere mai "bassi". a parole, però... perché la luce per risplendere ha bisogno dell'oscurità, così come per cercare riparo dalla luce ci rifugiamo nell'oscurità. Il mio sito, essendo una web page personale, è in fin dei conti una finestra del mio mondo, fatto di luci e ombre (a proposito: grazie per i complimenti, ma non sono così bravo... soprattutto in fotografia: le belle foto sono altre! però mi impegno...), in cui possono alternarsi inni alla gioia e alla felicità, ma anche amare e crude riflessioni. Ogni tanto ci si ferma, ci si interroga e ci si chiede: perché? perché questo affannarsi, perché questa ricerca, perché questo moto infinito... domande esistenziali che in certi momenti ti portano alla malinconia, ma anche, subito dopo, nell'apprezzare quegli attimi in cui la magia avviene, si manifesta: l'eterno che si tramuta in un fantastico presente.
Nell'ultima parte della poesia c'è un riferimento al profumo: è perfetto come metafora per il senso di vacuo, di effimero. un profumo ti inebria, ti rapisce, ti porta in posti fantastici.. ma poi, più o meno lentamente, evapora, svanisce, e si trasforma in un vago ricordo.
La vita a volte si configura come un buon profumo: non ne cogli la materialità, ma percepisci la sua essenza. Provare a sintetizzarla, a razionalizzarla, equivale a mancarla, inesorabilmente. Avevo già descritto questo concetto in una poesia (il ruscello): là mi ero aiutato con l'immagine dell'acqua che cerchi di tenere in una mano, eppure sfuggente scorre via in mille rivoli non appena cerchi di stringerla nel tuo pugno.
Ying e Yang... avverti l'acqua, ma non la cogli.
c'è una bella canzone dei Queen, "Pain is so close to pleasure" (album: "A kind of magic"), che bene musica questo concetto.. il giusto sottofondo musicale per accompagnarsi con queste riflessioni.

ps: ho inserito di recente un po' di poesie che ho recuperato dal passato. E di passato si deve parlare, visto che molte le scrissi più di 10 anni fa... alcune sono di tipo adolescenziale, altre possono essere interessanti: vale la pena dare un'occhiata.. Non compaiono come ultimi inserimenti, perché le ho salvate alla data in cui vennero "partorite": ma basta andare sul sito nella sezione Poesie e si trovano facilmente...

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Di Marco (del 21/05/2007 @ 20:30:00, in Poesie, linkato 183 volte)

Golden Heart (thanks to mark knopfler's album..)
Ho un buco nel cuore
la mattina, quando mi sveglio
ho un buco nel cuore
mentre osservo distratto le notizie del giornale
ho un buco nel cuore
quando, in macchina, vedo sfrecciare altre vite affianco la mia
ho un buco nel cuore
mentre mangio un panino e non mi ricordo cosa ci sia dentro
ho un buco nel cuore
quando torno a casa, la sera, e mi sembra tutto cosi' vuoto
ho un buco nel cuore
quando accendo la tv per un'illusione di compagnia
ho un buco nel cuore
quando spengo la luce del comodino, sognando che sia tutto diverso

il mio cuore...

A volte assapori un gusto prelibato
per quanto ti sforzi di ricordarne la fragranza,
col tempo, si affievolisce e muore

Ho un buco nel cuore
lo rivestiro' d'oro
e non si fara' piu' del male

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Di Marco (del 15/05/2007 @ 15:14:40, in Cucina, linkato 63 volte)
Zucchine in padella
Una semplice ricetta per preparare un piatto succulento con poca fatica e velocemente...
Ingredienti per 2 persone
Una cipolla
4 zucchine di media grandezza
una manciata di olive nere di Gaeta
un pomodoro maturo
olio extra vergine di oliva
qualche foglia di basilico
sale grosso

Preparazione
Tagliate le zucchine a rondella e finemente le cipolle, mettete tutto in una padella sufficentemente capiente e versateci l'olio, il sale grosso e le olive.
Cuocete a fuoco basso e con il coperchio, girando ogni tanto il tutto per evitare che le zucchine cuociano in modo differente.
Quando vedete (indicativamente, dopo 10 minuti) che il tutto si è asciugato, tagliate il pomodoro e aggiungete il basilico, con le foglie tritate (di modo da rendere piu' uniforme il gusto).
Dopo circa 20 minuti, il vostro piatto e' pronto.

La ricetta, come vedete, e' decisamente semplice: non ci vuole molto nel prepararla ed è di sicuro effetto. Ovviamente, molto è dovuto agli ingredienti: prediligere prodotti freschi e di stagione garantisce sicuramente un risultato ottimale.

Qualche piccola curiosita':
preferisco il sale grosso a quello fino in quanto lo trovo piu' "gustoso"; dati i tempi di cottura, poi, ha la possibilita' di sciogliersi completamente e di amalgamarsi a sufficienza con gli altri ingredienti;
cuocere a fuoco basso ha il pregio di non friggere l'olio e di non bruciare le cipolle, che diventano in questo caso indigeste e, potenzialmente, cancerogene;
non mettete troppo olio, le zucchine sono gia' di per se' saporite e non hanno bisogno di molto altro;
le olive conferiscono un buon sapore alle zucchine, completando il loro gusto;
non cucinate solo per voi stessi... e' un piacere condividere le vostre creazioni con qualcuno cui volete rendere felice... anche in cucina....
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Di Marco (del 11/05/2007 @ 18:13:37, in Cinema, linkato 72 volte)
Spiderman 3
...si, questa volta sono uscito un po' deluso dalla sala cinematografica... speravo in qualcosa di meglio riuscito. le premesse erano buone: caratterizzazione del personaggio, che scopre il suo lato negativo, una storia potenzialmente centrata sulla scoperta che non tutto il bene è bene, come non tutto il male è male. come anche la constatazione che il male può nascere dal bene e viceversa. Ma l'interpretazione di Tobey Maguire, decisamente scialba (certe scene sono addirittura paradossali per le espressioni che adotta), nonché l'estrema lunghezza della pellicola, dà un senso di pomposità innaturale al film, che in certe occasioni risulta lento e superfluo. Gli effetti speciali sono notevoli, ma non contribuiscono a rendere il tutto più fluido, anzi forse si avverte un po' di narcisismo in questa ricerca dei particolari.
Insomma... il film non convince: troppo lungo, attori "stanchi" o semplicemente poco convinti... è pur sempre un fumetto, a volte le ambizioni possono far male.
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Di Marco (del 09/05/2007 @ 18:34:51, in Filosofia, linkato 87 volte)

Veduta del porto di Alassio
Partire è un po' come morire... Francamente, un po' mi manca non riuscire ad andare con una certa continuità in barca a vela, o in windsurf. il senso di libertà e di comunione, oserei dire quasi "mistica", con la natura, difficilmente te li possono dare altri sport, con questa intensità. Immersi nelle nostre città piene di cemento e catrame, presi dalle mille attività, soverchiati dalla fretta e dall'urgenza dei nostri impegni, ci dimentichiamo troppo facilmente dei ritmi naturali, del contatto con ciò che dovrebbe essere, per noi, assolutamente familiare e, appunto, naturale.
La sensazione di avere il vento tra le mani e la salsedine sulla pelle... beh, è qualcosa di unico, di indescrivibile. Ci si sente parte integrante di qualcosa di meraviglioso, di una vera e propria magia. E' come se i nostri sensi e il nostro corpo si estendessero a quello che abbiamo attorno...
Il windsurf è ovviamente uno sport individualista, mentre la vela, seppur praticabile singolarmente, prevede il gioco di squadra, o meglio la condivisione di un'emozione. A volte è necessario ritrovarsi, rientrare in una dimensione che può essere, in quel momento, soltanto nostra. A volte, invece, il vivere un'esperienza elettrizzante tutti insieme è importante per far crescere il senso di affiatamento e di coesione. Un concetto di per sé scontato: basta andare una volta allo stadio, in curva, e da lì si capisce subito come soffrire, imprecare, gioire per 90 minuti ti consenta di abbracciarti con gioia e vera emozione al gol della squadra del cuore con chi hai conosciuto da pochi minuti.
E' però nella vela che questa unione diventa forte, densa di significati: il mare è mistero, soggezione, timore, ma anche vita, emozione: questa enorme massa in perenne movimento, a volte quieta, a volte irascibile, ti attrae e al contempo ti respinge, ti fa sentire grande e subito dopo piccolo e inerme. Ci vuole sempre profondo rispetto per il mare: mancargli di rispetto può costare veramente caro.
Così, preda della furia dei venti e delle onde che si frangono sulla chiglia, la barca è un tramite per unire chi si impegna nella stessa direzione: adrenalina che scorre sopra, mentre questo misterioso blu ci porta là dove il frastuono della città non può arrivare.

Nella sezione delle foto in questi giorni inserirò nuove foto su Alassio (come quella riportata qui sopra).

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Di Marco (del 07/05/2007 @ 23:00:43, in Poesie, linkato 133 volte)

Temporale. Tuoni, lampi...
piove dentro di me. Una cascata d'acqua rumorosa, continua e infinita
che bagna la mia terra, inonda i miei campi aridi.
Lacrime che si confondono aumentando la sensazione di freddo
e solitudine
In una giornata senza luce rifuggo anche le ipotesi di sole
per ritirarmi in una silenziosa oscurità.

Che quest'acqua lavi i miei peccati
e la presunzione di felicità.
In questa vita, forse,
non c'è spazio per i sogni.

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Di Marco (del 09/04/2007 @ 10:40:38, in Filosofia, linkato 138 volte)

Messa all'aperto in occasione del venerdi santo
Pasqua... la Resurrezione per i Cristiani.. Vincere la morte, la nostra peggiore nemica. Immaginare che ci sia qualcos'altro dopo questa vita che, molte volte, ci sembra inutile o, peggio, assurda, ci consente di conservare quel briciolo di ottimismo o di illusione che, un giorno, riusciremo a comprendere quello che adesso non possiamo nemmeno intuire.
La morte non è la nostra peggiore nemica. E' la paura invece quella che ci blocca. E, paradossalmente, non è la paura di morire che ci spaventa, ma quella di non saper vivere. Di sopravvivere, invece di vivere consapevoli... d'altronde uno dei motti più ricorrenti è: "ah... beata ignoranza...".  Certo, l'ignoranza salva... Salva perché quante volte è meglio non sapere invece che conoscere? Conoscere porta sofferenza? molte volte sì. a ognuno la scelta. Il pomo di Eva non era nient'altro che questo, l'uomo è nato per sfidare la sua natura, per cercare di andare oltre le sue possibilità. senza avere uno straccio di prova che possa riuscirci. A volte è frustrante, arrivi sempre a un punto morto, oltre il quale la ragione (e l'istinto) si fermano. La ragione si ferma al Big Bang, l'istinto all'intervento divino. E l'intervento divino non è nient'altro che un altro punto che si dovrà superare: "Chi ha creato Dio?" E, se Dio esistesse da sempre, il concetto "sempre" non potremo mai concepirlo. Per noi ogni cosa ha un inizio e una fine. Qui interviene il dogma, il credo. Così, siamo condannati ad accettare, a fermarci cercando di giustificare le nostre azioni terrene con ciò che siamo e ciò che abbiamo fatto.
Fa più paura morire, o sapere di non aver vissuto?

Marco

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Di Marco (del 28/03/2007 @ 12:40:13, in News, linkato 71 volte)

Vodafone mi ha contattato "scusandosi" per il disguido (ha poi temporaneamente sospeso il servizio provvedendo a inviare a tutti una mail di "chiarimenti").
Resta, a mio avviso, GRAVISSIMO, il fatto che si possa, tranquillamente, attivare un servizio e/o modificare le condizioni vigenti del contratto SENZA DARE UN ESPLICITO AVVISO ALL'UTENTE E SENZA CHIEDERNE CONSENSO ALL'ATTIVAZIONE...
Qui sono chiari, a mio avviso, 2 aspetti cruciali:
- il senso di impotenza e di schiacciamento degli Utenti di fronte a una multinazionale che si "nasconde" dietro ai call center (i cui lavoratori poco possono data la loro posizione);
- la quasi totale mancanza di controlli automatici che intervengano (e puniscano) questi comportamenti allucinanti.

Insomma, il senso di protezione e di fiducia nelle istituzioni da parte del cittadino comune sta andando sempre di più a sgretolarsi, portando a un imbarbarimento generale del costume: inizia sempre di più a diffondersi il concetto di impunità, di vittoria del sopruso, del plauso alla sopraffazione e all'inganno non scoperto, oltre che alla beffa di vedersi salvi e innocenti anche in caso di reato commesso (vedi per esempio l'indulto).
I cattivi esempi partono sempre dall'alto, da chi cioè ci rappresenta, ma resto convinto dell'idea che la "rettitudine" e il buon esempio debbano, necessariamente, partire SEMPRE da noi, da noi singoli, nella nostra vita quotidiana, nelle azioni che svolgiamo ogni giorno. E' da lì che si combatte il marcio che, sempre più, ci sta circondando.
Vi faccio un esempio: ci lamentiamo della sporcizia delle carrozze del treno: è vero che la pulizia è in certi casi allucinante, ma è altrettanto vero che c'è gente che butta per terra le cartacce, mette le scarpe sopra i sedili, imbratta gli scompartimenti senza ritegno... alla base c'è il poco rispetto verso il prossimo: l'importante è, come dice Ligabue, "avere un posto in prima", occupare l'unico posto al sole, e chi se ne frega di chi sta all'ombra.
barbarie allo stato puro... che solo ognuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a contrastare.

per inciso: Vodafone finora si è mostrata molto attenta nei confronti della propria utenza, a differenza di altre compagnie telefoniche (come Telecom e Fastweb, per esperienza personale) che hanno fatto dell'omertà e del "muro di gomma" un loro vanto, alla faccia della trasparenza e del "servizio clienti".
Francamente io non mi scaglio contro questi giganti, ma contro chi dovrebbe controllare per noi e non lo fa.

Marco

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Di Marco (del 22/03/2007 @ 15:55:30, in News, linkato 104 volte)

Logo Aigest Laureati

Knowledge Sharing Meeting

Logo Politecnico di Torino

Domani, venerdi 23 Marzo, presso il Politecnico di Torino (aula 7T, dalle 10.30 alle 12.30), sono stato invitato a portare la mia testimonianza nell'incontro tra i laureati in Ingegneria Gestionale e gli studenti del 5° anno. Si tratta dell'undicesimo KSM (Knowledge Sharing Meeting) organizzato dall'Aigest Laureati: un ottimo punto di contatto tra chi è diventato dottore e chi lo diventerà a breve.
Sperando di fare bella figura... grazie all'Aigest Laureati per questa bella opportunità! ; - )
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