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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 Il vero titolo de "Il giovane Holden" è "The catcher in the rye", che gioca sui doppi significati delle parole in inglese. in italiano non era possibile replicare lo stesso gioco, per cui si è deciso di scegliere un titolo "neutro" con il nome del protagonista, tale Holden. Ero curioso di leggere questo libro, perché ne ho sempre sentito parlare bene, come un "masterpiece", uno di quei libri "da leggere assolutamente". Ebbene, quest'estate, stagione tradizionalmente dedicata più delle altre alle letture, mi sono messo di buona lena a leggerlo. Premessa: questo è un libro del 1951, in pieno dopoguerra, con la ricostruzione, la voglia di emergere e di dimenticarsi di un periodo orribile, i conflitti sociali, il rock&roll... gli Stati Uniti vivevano da una parte la Corea, dall'altra la segregazione razziale, la divisione in caste e il sogno americano. E' ancora un periodo in cui certe "libertà" di espressione erano fortemente mitigate (confrontandole con i giorni nostri). Ora, fatta questa premessa, il libro racconta 2-3 giorni del giovane Holden, liceale di buona famiglia sbattuto fuori dai college in cui è stato per scarso rendimento, che torna a casa in seguito all'ultima espulsione. E' uno spaccato breve in cui si condensano gli elementi principali (e negativi) della sua giornata: la noia, l'indifferenza, l'insofferenza... Il racconto è lento e faticoso, perché fatto da Holden stesso, che non ha voglia di mettersi a descrivere questi giorni, è solo costretto a farlo. Nella storia ci si imbatte in una vita sbagliata, vissuta per "tirare a campare" più che per piacere, dove non ci sono elementi che possano giustificare la sua esistenza, portata a estremi di distruzione, come alcool, prostitute, papponi, notti insonni... Personalmente tendo a dividere i libri in due grandi insiemi: quelli che ti danno qualcosa, e quelli che non ti danno niente. Sarò impopolare, ma metto "the catcher in the rye" in questo secondo insieme: è difficile da leggere, è fondamentalmente noioso, non mi arricchisce in nessun aspetto. Calandolo nel contesto dell'America degli anni '50, posso capirne le motivazioni, ma ritengo che per mettere in luce, o condannare, o semplicemente rappresentare una certa società, ci siano altri modi, altre forme di racconto che possano lasciare al lettore qualcosa di più che il fastidio per un protagonista che butta così, senza un apparente motivo, la sua vita. ...e il nostro tempo...
Di Marco (del 15/07/2007 @ 22:03:00, in News, linkato 267 volte)
 ..è tempo di andare in vacanza... non vedevo l'ora...  no, dai, a parte le battute, come le pile, a volte bisogna ricaricare un po' le energie, per poter ripartire di slancio. E per poter offrire qualche foto interessante... non si può mica sempre lavorare, no? ;-D Cosa mi riprometto... beh, guardare con occhi nuovi, fare tesoro delle esperienze passate, cercare nuove strade. L'estate in fondo rappresenta il vero fine anno, di ritorno dalle vacanze ricomincia tutto e questo è molto più sentito dei botti di San Silvestro. Si torna, e si cambia pelle, non solo per le inevitabili scottature.. non serve una vacanza per crescere, perché il cambiamento è sempre un processo in continua esecuzione. Ma alcune esperienze possono accelerarlo in modo significativo. Beh, ci risentiamo al mio ritorno, un inchino a tutti voi che leggete il mio blog, se scrivo è perché so che, da qualche parte, qualcuno mi legge, e trova pure interessanti queste righe. Uno stimolo a fare sempre meglio e a proporre. Buona estate...
Di Marco (del 09/07/2007 @ 12:16:46, in News, linkato 70 volte)
 Mi capita di parlare bene della mia città. Torino è splendida, merita molto di più rispetto alla considerazione di cui gode in questi anni in termini turistici. Basta viaggiare un po' all'estero per rendersi conto che quanto viene proposto altrove come eccezionale, non è nient'altro che un'abile, abilissima manovra mediatica per esaltare le poche cose di cui si dispone. Cosa, di per sé, da prendere da esempio: valorizzare cio che si ha è il primo passo verso la proposizione di un'offerta turistica. Ma per poter godere appieno di quanto la città offre, ci deve essere anche una contestuale presenza di strumenti che consentano di spostarsi e muoversi tra i vari siti culturali in modo pratico, veloce, comodo ed efficiente. Torino, da questo punto di vista, è in uno stato che posso definire disastroso: i mezzi pubblici sono in larga parte insufficienti sotto molti punti di vista e pagano una poca lungimiranza dei passati governi locali. Prendiamo il concerto di Vasco della scorsa settimana: 90mila persone tutte al Delle Alpi, periferia nord della città. La GTT (che gestisce il servizio pubblico) proclama un potenziamento dei mezzi. Fiducioso, e conscio delle difficoltà del parcheggio con tale afflusso di gente, prendo il pullman. All'andata, nessun problema: sono le 18.30, orario di punta per i pendolari, per cui il bus è mediamente affollato e puntuale. Ritorno, ore 24. Facciamo un calcolo approssimativo riguardo i potenziali utilizzatori dei mezzi pubblici: su 90mila persone, facciamo ottimisticamente una stima del 5%: sono 1'800 persone che devono salire sui mezzi pubblici. ipotizzando una media di 90 persone stipate nei pullman (capacità massima), servono almeno 20 pullman. almeno... ebbene, la linea 62 aveva un solo pullman, stipato oltre ogni ragionevole ordine di posto. un solo pullman per centinaia di utenti. che, come me, han dovuto ripiegare sui taxi, all'1e30 di notte. Questo è il potenziamento offerto dalla GTT...
Parlando, invece, del sistema trasporti pubblici in generale, mi viene da ridere pensando alla gestione e all'efficienza di Parigi: tralasciando l'impietoso paragone con la metropolitana parigina (14 linee, dico 14), ogni pullman e ogni tram ha l'indicazione dei tempi di attesa, nonché tutto il tragitto (sulla banchina e, sopratttutto, sul mezzo) con i relativi incroci con le altre linee, siano esse di metropolitana o di superficie. ci vuole tanto? è così complicato creare una mappa con l'evidenziazione delle fermate? è così difficile mettere queste informazioni? In più, non valorizziamo i nostri tesori. Com'è possibile che non ci sia un modo efficiente per raggiungere i castelli di Rivoli, Moncalieri, Venaria, Stupinigi... com'è possibile che non ci sia il turistibus con il pullman scoperto (che addirittura c'è a Milano, chissà per cosa poi...). abbiamo un patrimonio, ma non siamo in grado di sfruttarlo appieno. e perdiamo molta visibilità: il valore per un turista è dato anche dalla capacità della città ospitante di fornire mezzi adeguati per spostarsi. Senza, ovviamente, dimenticare il viaggio da odissea che si deve affrontare da Caselle a Torino... Sono carenze che ci portiamo dietro da anni, ma certi miglioramenti potrebbero essere fatti già nell'immediato e non comportano somme ingenti.. a volte basta semplicemente copiare altre realtà e adattarle alla situazione locale... e, se non mi sbaglio, Torino non ha le stesse dimensioni di Parigi, per cui...
Di Marco (del 05/07/2007 @ 18:11:00, in News, linkato 143 volte)
 Premetto: non sono un fan di Vasco. O meglio... non lo ero... I concerti hanno sempre un loro fascino, i concerti con 75mila persone e con una band che sa cosa vuol dire fare musica, hanno la dote di trascinarti in un mondo dove i problemi della vita quotidiana ti sembrano tanto tanto lontani, e la vita ti appare nel suo massimo splendore. Qualche canzone la conoscevo, ma mi sentivo davvero un pesce fuor d'acqua rispetto ai restanti 74999 spettatori, che all'unisono intonavano i testi... In testa avevo in mente un Vasco diverso, legato nel suo ruolo di cantante fuori dal coro, mezzo brillo, mezzo fatto, mezzo contro. Ho trovato, invece, un vero professionista: buona voce, bene impostata (nonostante i suoi 55 anni suonati), grande "animale da palcoscenico", trascinatore nei suoi movimenti, nelle sue espressioni spiritate, simpatico e accattivante con una folla che lo adora in modo incontrastato. E poi, che band! che musica! al di là di tutto, questi sono proprio bravi! si può essere in disaccordo sui testi, sugli accordi, ma questi qui sanno come utilizzare gli strumenti... Infine, la scenografia, le luci, il suono. Sicuramente uno dei più bei concerti cui io abbia partecipato. E un rammarico: pensare che Vasco non abbia raccolto quel consenso che è quasi plebiscitario in Italia anche all'estero, uscendo dalle vesti di icona nazionalpopolare; meriterebbe molti altri riconoscimenti, per quello che, ancora oggi, riesce a dare dallo stage.
 A volte vorremmo farci trasportare dalle emozioni. A volte, vorremmo sentirci parte di qualcosa di grande. A volte, ci sentiamo piccoli e indifesi, e vorremmo sentirci accolti e coccolati da una mano calda e sapiente, che colga le nostre sfumature. Cos'è che ci fa vivere, lottare, soffrire... La sera sento il rumore della città, il fruscìo del vento tra gli alberi. dove ci portano le nostre scelte, quale sarà il prossimo passo che faremo, in quale direzione ci porterà il vento. Aria.. aria che ci avvolge, che ci fa respirare, che ci fa sentire vivi, che ci emoziona.
 La canzone del giorno che vi presento oggi è Fever, di Bruce Springsteen. Non sono un fan del mitico Bruce, ma questa canzone è a mio avviso stupenda. credo che le canzoni migliori, quelle che ti piacciono di più, siano in realtà quelle che, in qualche modo, senti come tue. Questa è certamente una di quelle: atmosfera sospesa, una grande base, parole che leggere corrono sullo spartito completando il suono, la voce di Bruce, un po' roca, che interpreta meravigliosamente il testo... Fever. febbre. Stare male per una persona, avere la febbre per lei. quando le notti diventano eterne, e i giorni sono i peggiori perché svuotati e privi di significato. Cercando di aggrapparsi a un passato, a un ricordo, che flebile e sempre più lontano "fades away"...scivola via. C'è poi una frase nel testo che trovo... .."assoluta": Oh, you were my sun in the morning And my moon at night ..eri il mio sole durante il giorno, la mia luna nella notte. Da brividi. Rende perfettamente l'idea, ti fa capire l'importanza di quella persona, la centralità che aveva nella tua vita. Difficile, ora, accettare di trovare un altro sole che scaldi le tue giornate, e un'altra luna che ti faccia compagnia in queste lunghe e buie notti.
Vi consiglio di ascoltarla, è un brano a mio avviso fantastico.
When I get home from my job I turn on my T.V. But I can't keep my mind on the show When I lay down at night I don't get no sleep So I turn on the radio But, Lord, the only thing I hear Is you whisperin' in my ear The words that you used to say Well, now the days grow longer My love grows stronger And the fever gets worse every day
I got a fever for a girl He's got the fever Oh, he's got the fever Nothing that a boy can do When he's got the fever for a girl He's got the fever Oh, he's got the fever Left this little boy blue
I can remember comin' home See you standin' at the stove With the dishes on the table Dinner ready to go Or maybe out to a movie show Something that you'd like to see Oh, you were my sun in the morning And my moon at night When you put your arms around me Made me feel alright Well, now the days grow longer And my love just grows stronger And the fever gets so bad at night
I got a fever for a girl He's got the fever Oh, he's got the fever Nothing that a boy can do When he's got the fever for a girl He's got the fever Oh, he's got the fever Left this little boy blue
It's gonna be alright, now If I can make it to the morning I'm gonna be alright, now If I can just make it to the morning
It's just this long and lonely nights Everytime I close my eyes All I see is her face Everytime I shut my eyes All I see is her face But I'm gonna be alright, now I'll be alright, now When I shut down all the lights When I turn off all the lights When I turn down all the lights And when I lay my head on the pillow I can't stop myself in thinking "Baby, where are you tonight?" "Where is she tonight?"
Ci sono due cose terribili che vorremmo non avvenissero mai: - avere una vita senza sogni - avere una vita con i sogni che non reggono su nessuna ipotesi realistica
E' peggiore la seconda. Se hai un sogno, anche difficile, ma che sai che si può realizzare, nutri una grande forza interiore, in te c'è sempre una spinta che ti porta a fare e a dare di più. Ma se hai un sogno, e sai che non si potrà realizzare o, peggio ancora, senti che questo tuo desiderio non possa avverarsi mai... beh, è come vivere una eterna notte, conscio del fatto che il sole di domani non sorgerà mai. La vita non è sempre nelle tue mani, a volte devi condividere il tuo destino con una o più persone, e il tuo futuro dipende anche dalle loro azioni. Fiducia, fiducia reciproca, alla base del rapporto e della nostra personale realizzazione. Se manca quella, manca tutto.
Di Marco (del 11/06/2007 @ 10:04:23, in Cinema, linkato 72 volte)
 Alcuni film risentono dell'eccessiva esposizione mediatica dei loro protagonisti: invece di acquisire importanza, vengono in qualche modo "etichettati" come "il film di" e così, a seconda del fatto che piaccia o meno l'attore di turno, viene o non viene visto. Personalmente, la recitazione di Scamarcio piace molto: non risentendo del suo fascino, ne apprezzo l'interpretazione.. lo trovo bravo nel caratterizzare i suoi personaggi e nel conferire loro "spessore". Il film, "mio fratello è figlio unico", è una storia che scorre veloce e intensa, fatta della quotidianità dei protagonisti, inserita nel contesto dell'Italia degli anni '60, con i problemi della povertà, della ricostruzione, ma anche della contestazione giovanile, degli schieramenti tra destra e sinistra, delle prime avvisaglie del terrorismo. Un film curato e interessante, che sicuramente piacerà. O, almeno, io... ..lo consiglio...
Di Marco (del 30/05/2007 @ 14:30:02, in News, linkato 107 volte)
 Ho avuto la fortuna di andare in Olanda e, in particolare, ad Amsterdam. So che molti vanno nella città delle XXX (è nel simbolo di Amsterdam) per... ..altri fini, ma devo dire che se uno si anima di voglia di camminare ed è paziente a sufficienza per portare con sé una macchina fotografica... beh, non si contano gli scatti. Sarà anche la differenza di stili architettonici rispetto al nostro tipico mediterraneo, sarà anche il senso di ordine, o l'aria più pulita (non tanto per le biciclette, ma per i frequenti acquazzoni) che regala colori forti e netti... ..ma è davvero piacevole girare per la città. In questi giorni (quando ne ho la possibilità, ovviamente) sto inserendo man mano le foto... qualcuna può essere interessante (almeno, questo è il mio proposito); il mio intento era non solo di fare fotografie "da cartolina" (come questa qua sopra del Rijksmuseum), ma anche di cercare di cogliere l'atmosfera di Amsterdam... beh, come al solito, mi farete sapere se sono riuscito nell'intento o meno...  Il link alle foto sull'Olanda è questo
Di Marco (del 28/05/2007 @ 23:36:36, in Poesie, linkato 64 volte)
E così Ti feci entrare nel mio mondo Ti accompagnai per le vie Presi la tua mano per mostrarti I miei luoghi, i miei colori E tu portasti luce E non ci fu ombra E non ci fu un attimo In cui non mi sentii felice Ora ricordo E penso A quel senso di leggerezza A quell'orgoglio che mi nasceva dentro Avrei potuto amarti di più O forse no E così Vedo il treno che si allontana Confondendosi all'orizzonte Un giorno, un anno, una vita Degna di averla vissuta Con te
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