Immagine
 Black&Red... di Marco
 
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Per sapere se un sogno è giusto bisogna prima rinnegarlo, affinché la vita te lo restituisca per sempre con una rivelazione improvvisa.

Massimo Gramellini
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 17/01/2008 @ 20:35:11, in News, linkato 165 volte)
Monviso
Ci sono dei posti che ti strappano un sorriso anche quando sei triste.
Ci sono dei posti nei quali ti rifugi dai tuoi problemi, dal caos che senti attorno a te.
Ci sono dei posti che ti fanno capire che c'è qualcosa di più in questa vita.
E' mattina. mattina presto, ci si sveglia quando il cielo è ancora buio fitto, e il rumore del traffico gradualmente sale.
Si fa colazione con la luce del lampadario, mezzi assonnati e con la testa metà sul cuscino e metà sulle attività che ci aspettano.
Poca voglia di vestirsi, di affrontare l'aria fredda, di immettersi nel traffico.
Ecco, sei sveglio, ti ritrovi in mezzo a un'umanità indifferente e rinchiusa nelle sue preziose scatoline metalliche. ognuno rappresenta un mondo, un mondo distinto e autonomo con pochissime interazioni con quello di fianco.
Segui la strada, o forse è la strada a condurti alla tua destinazione.
D'un tratto, però, spunta un fiore dal panorama di cemento e asfalto che ti circonda.
Ed è proprio il caso di dirlo... Per una fortuita coincidenza di orari, in questo periodo ho la fortuna di assistere a uno spettacolo indimenticabile.
Percorrendo Corso Trieste e immettendosi nell'autostrada Torino Savona, ti si presenta all'alba uno scenario memorabile. La strada effettua una lunga e dolce "S", magicamente orientata per donarti una visione che ti entra dentro per donarti calore e serenità.
Il sole sorge timido tra i tetti del borgo vecchio di Moncalieri, a metà strada tra il campanile e il Castello dei Savoia, donandoti il profilo del paese arricchito dagli sbuffi dei camini.
E' un attimo, sei in autostrada, non puoi rallentare troppo...
Così, mentre ancora hai negli occhi l'immagine del sole che si fa largo tra le punte dei tetti, ecco che la strada ti porta a volgere lo sguardo verso un altro, incredibile scorcio: è lì, nella sua perfetta cornice, maestoso ed elegante...
Il Monviso, colorato di un rosa gentile, si presenta vicinissimo, donandoti un altro momento indelebile.

...ora posso iniziare la mia giornata
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Di Marco (del 13/01/2008 @ 21:43:51, in Biblioteca, linkato 58 volte)
Marco Malaspina - La scienza dei Simpson
Ecco la recensione di un regalo di Natale...
Premetto che non sono mai stato un fan dei Simpson... fino a poco tempo fa... Diciamo che, complice anche la stanchezza del lavoro, i pochi giorni di ferie a disposizione li ho passati a spegnere il cervello e a guardare la tv in stato semi-vegetativo, spaparazzato sul divano e con l'inerzia del telespettatore accanito. tanto per non perdere il contatto con uno schermo...
In più, ho avuto a disposizione Sky, e così i motivi per accendere quella droga elettronica si sono moltiplicati. Tra questi, la possibilità di vedere in più occasioni della giornata I Simpson. Ogni puntata dura più o meno 20 minuti e un giorno, mentre mi accingevo a stirare le 12 camicie arretrate, sono arrivato a guardare 6 puntate consecutive...
I Simpson sono un grande cartone animato, ma è fuorviante definirlo cartone animato. perché (almeno io) istintivamente lo associo a un programma per i bambini (essendo, per l'appunto, un cartone). invece, al suo interno, trovi riferimenti sottili, anche complessi, decisamente "fini" per un target così giovanile... al che mi chiedo, sovente, se questo sia il primo vero cartone animato per adulti. E la risposta inevitabilmente è "sì!". Che gioia vedere i Simpson... anche se, nel mare magnum delle puntate, qualcuna non è propriamente memorabile, in ognuna di essa c'è sempre qualcosa di speciale, una perla che è lì, pronta per essere colta al volo (il cartone non dà tempo per la riflessione, tanto è veloce e sarcastico), a disposizione di tutti noi.
Così, mi sono messo a leggere con curiosità e piacere questo libro, che mi ha fatto scoprire numerosi aspetti della striscia che non avevo colto, anche perché sono un "fresh fan", un cultore dell'ultimo periodo.
Questo libro è dedicato a chi i Simpson li conosce bene, ma anche a chi, come me, li conosce appena,  o intende conoscerli meglio. Si scoprono cose decisamente interessanti, come per esempio il fatto che chi sta dietro i protagonisti è una squadra di persone decisamente valide (e non poteva essere che così, visti i risultati...), e quanto la scienza sia al centro del mondo dei pupazzi gialli. la scienza, come tutto il resto, d'altronde: una dissacrante visione della realtà di tutti noi, che ci porta a riflettere sulle nostre piccole grandi debolezze, e a ridere di loro. cercando, alla fine di ogni puntata, di prendere con maggiore leggerezza i nostri drammi e di migliorarci tra una ciambella e un proverbiale "ciucciati il calzino"...
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Di Marco (del 07/01/2008 @ 14:21:23, in Biblioteca, linkato 118 volte)
Sandro Veronesi - Caos Calmo
Ok, probabilmente non farò mai il critico letterario...
Innanzitutto, buon anno! dopo un lungo silenzio, ecco che riprendo a scrivere sul mio blog... per chi ogni tanto viene qui a curiosare, chiedo venia... il periodo natalizio è stato un po' troppo "pieno" e, a malincuore, non ho avuto modo e tempo di riflettere e scrivere. Ho poi approfittato per spegnere un po' il pc... non sembra, ma stare 12 ore davanti a un monitor alla lunga diventa pesante...
Veniamo all'argomento del post. In questi freddi giorni invernali ho avuto come compagno il romanzo di Sandro Veronesi, Caos Calmo, vincitore tra l'altro del prestigioso Premio Strega 2006. Questo libro l'aveva acquistato incuriosita mia mamma in seguito al suo successo proprio al Premio su citato (quando si dice che i concorsi portano pubblicità...), che me l'aveva caldamente consigliato dopo averlo letteralmente divorato (eppure, sono 450 pagine...).
Così, terminate le mie letture, mi sono accinto a intraprendere questa avventura insieme al protagonista del romanzo, tale Pietro.
Il romanzo... beh, sicuramente è originale, se non altro nell'ambientazione. Il protagonista, vittima di un grave lutto famigliare, decide di proteggere la piccola figlia (e di proteggersi) rimanendo ogni giorno davanti alla sua scuola.
A meno di piccoli lampi, tutto il racconto si svolge lì, in quel background di una zona di Milano. Un giardino che diventa, improvvisamente, il centro del mondo, crocevia di frustrazioni, dolori personali, aspirazioni professionali... un caleidoscopio di realtà quotidiane, che ognuno di noi osserva e vive su di sé, ma che nel romanzo assumono una controparte interessante: da un lato, la stravaganza del protagonista, che nonostante un ruolo di primordine nella sua società (direttore di una pay per view), riesce a restare impermeabile ai piccoli grandi drammi della sua azienda (è in corso una fusione); dall'altro, le ansie dei suoi colleghi e dei suoi parenti più stretti, che gli riversano addosso il loro mondo, sottolineando di fatto invidia e ammirazione per una scelta così controcorrente.
Il titolo è dovuto essenzialmente al fatto che dentro il protagonista dovrebbe essere nel caos più pieno (la morte della sua compagna e prossima sposa, nonché madre di sua figlia), mentre all'esterno esterna una calma e una tranquillità "olimpica", un po' come quando, al mare, prima del temporale il vento si placa, le onde si chetano, creando una situazione di "attesa".
Per tutto il racconto il protagonista si chiede quando scoppierà la bomba. Una bomba che, in fin dei conti, abbiamo anche noi. Ognuno di noi ha un suo "punto di rottura", un momento in cui dice basta e segna una demarcazione netta e precisa dal suo passato. Questo può avvenire in qualsiasi contesto, oppure grazie (o a causa) l'apporto di una persona a noi vicina.
Nel mentre, si vive, o forse si sopravvive, cercando di far quadrare il bilancio, di "rientrare" nei canoni, di sperare in un futuro migliore.

Gli spunti del libro sono interessanti. Quello che sta alla base è decisamente interessante e porta a porci degli interrogativi su di noi, sulla nostra vita, sul nostro caos calmo. Nel complesso, però, il libro sembra un po' la riedizione di Aspettando Godot del grande Beckett: un'attesa per un colpo di scena, per una variazione, per un sussulto. Leggi i capitoli quasi avidamente, pensando che nel prossimo avverrà la rivelazione. E invece.. invece è proprio un caos calmo, è la tempesta che arriverà, ma che potrebbe non arrivare. E che ora non c'è. La tempesta la portano gli altri, le comparse, che scaricano le loro nuvole nere, per poi andarsene e lasciare la scena.
Ora.. non so se leggendo questo mio commento vi ho incuriosito o meno.. logicamente, come nella stragrande maggioranza dei casi, attendo il film (che stanno girando, protagonista Alessandro Gassman), per vedere se avrà rispettato il plot o se si sarà concesso qualche variazione.
La sensazione che ho provato, leggendo l'ultima pagina, è stata: "...e allora?". Insomma, è stato un po' come un fiore che non si schiude: ...manca di qualcosa, manca di un finale. perché un finale di fatto non c'è. sarebbe potuto andare avanti all'infinito, nell'attesa (appunto) di un evento speciale.
Ecco perché, probabilmente, non farò il critico letterario... ; - ) c'è da dire che, per un lettore medio, il successo di un libro è in buona parte determinato da quanto egli riesca a identificarsi in un protagonista della storia, proiettando su di esso le proprie aspirazioni o frustrazioni. il libro, in fin dei conti, è un'evasione, e questa riesce meglio se in qualche modo prendiamo il posto tra le pagine, no?
Ebbene.. io non ci sono riuscito, non ho trovato un punto di contatto con nessuno degli attori. Sono rimasto un po' distaccato, a guardare, a osservare, ad aspettare...
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Di Marco (del 22/11/2007 @ 08:54:56, in News, linkato 70 volte)
Mimmo Jodice al Forma di Milano
Perdersi a guardare...
Da questa frase poetica nasce la mostra fotografica di Mimmo Jodice presentata al Forma di Milano.
La mostra termina il 25 novembre... un peccato perderla!
Allora, visto che si va a Milano, irrinunciabile un'altra ghiotta opportunità fotografica...

La Chapelle - Palazzo Reale Milano
In pieno centro di Milano, David La Chapelle stupisce con le sue creazioni fotografiche, proponendoci una interpretazione della realtà decisamente fuori dagli schemi. realtà trasfigurata, realtà piegata alla nostra fantasia e alle nostre suggestioni.

Le due mostre diventano così complementari: osservare per Jodice, interpretare per La Chapelle...

Che ne dite di andarci questo sabato?
contattatemi direttamente nel caso foste interessati a un'interessante gita a Milano tra shopping e fotografia... ; - )
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Di Marco (del 16/11/2007 @ 08:53:38, in News, linkato 118 volte)
               Testo di presentazione
  Cherries   Le Bistrot        
George Michael     Scooter sushi      Testo illustrazione
  San Menaio   Gare de Lyon        

E' stato un successo oltre le aspettative. più di 13mila visitatori, apertura anticipata il sabato e la domenica... insomma, quello che si può definire "un evento".
Qui sopra, la mia parte di "muro", su cui ho allestito le mie foto.
Su ognuna delle foto c'è l'hyperlink per poterle scaricare per il desktop (come tutte le altre presenti sul sito). lo stesso per leggere il testo.
un breve commento alle motivazioni del mio allestimento...
Il filo conduttore dell'esposizione era "Libertà". In un carcere, questo assume un significato enorme, con un retrogusto dolceamaro che non ti abbandona facilmente. Cosa si intende per libertà...
Girando per il carcere, al momento del primo sopralluogo, ho provato sensazioni uniche.. il senso di claustrofobia, di costrizione, ti rimane appiccicato sulla pelle, ti entra dentro mentre, con passo lieve, attraversi i corridoi, entri nelle celle, osservi le brande, le inferriate...
Benvenuti nel luogo simbolo del fallimento umano.
Libertà... anche le operazioni più semplici, quelle che quotidianamente noi, soggetti liberi, compiamo, qui diventano preziose, miraggi di un passato rimpianto o di un futuro lontano, dai contorni incerti.
Tempo... tempo che qui, in carcere, non passa mai. Tempo, che là fuori sprechiamo quotidianamente, e che non valorizziamo a dovere.
Responsabilità... per non dilapidare la ricchezza che possediamo, soprattutto in rispetto di chi non la possiede più.

Ho così voluto rappresentare le mie opere come un orologio, per dare enfasi al concetto del Tempo. In più, ho inserito 5 immagini in b&n e una colori, corredate dalla freccia di "partenza" della lettura, con l'intenzione di fornire un "crescendo emozionale" al contesto rappresentato:
- l'occasione di un aperitivo tra amici,
- il sushi per l'esotico, il movimento dello scooter, la cena a casa,
- la stazione, simbolo della partenza, del viaggio, dell'eccitazione dei viaggiatori
- la spiaggia, vacanza, camminare a piedi nudi sulla sabbia, respirare a pieni polmoni la brezza del mare,
- il concerto, adrenalina tra 60mila persone, cantare a squarciagola,
- l'ultima immagine, a colori.. un semplice piatto di ciliegie. La felicità è luce, è colori, è trarre il massimo dalle nostre piccole esperienze, ogni giorno.

Troppe volte ci rendiamo conto di ciò che abbiamo quando lo perdiamo... non facciamo questo errore.

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Di Marco (del 26/10/2007 @ 08:59:01, in News, linkato 157 volte)
Logo ParatIIIssima 2007

Eccoci arrivati al mitico, imperdibile, terzo appuntamento di ParatIIIssima... più di 150 artisti, in una location assolutamente unica e oltremodo suggestiva...
Quest'anno, nonostante i numerosi impegni, ci sono anche io. Una piccola parete che ospita un po' delle mie foto, cercando di non sfigurare nei confronti dei veri artisti che condivideranno con me l'area espositiva...
Allora, mi raccomando, non mancate!
Tutte le informazioni sul sito di ParatIIIssima, ovviamente su www.parassito.it...
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Di Marco (del 04/10/2007 @ 19:00:00, in Canzone del giorno, linkato 425 volte)

Meduse del cielo
Dopo tanto (forzato, non voluto) silenzio, riapro un articolo sul blog per tirare fuori un avvenimento che mi ha profondamente scosso. sperando di non essere frainteso, e nel massimo rispetto delle persone coinvolte, vorrei dedicare questa canzone a chi non ho conosciuto e che non conoscerò più.

Domenica mattina. giornata un po' uggiosa, come quelle di inizio autunno, tipiche a Torino. Chi può, resta a casa, a godersi il tepore delle coperte e il piacere di rimanere a dormire ancora un po'. Io invece mi sveglio di buon'ora, devo andare a lavorare. Faccio colazione, mi preparo, mi vesto ed esco. prendo la macchina, faccio la mia solita strada. ci sono poche vetture, ma qualcuno c'è. qualcuno che, suo malgrado, deve come me andare in giro a quell'ora...
Poi, d'improvviso, un po' di coda. strano, come mai... mah, saranno dei lavori in corso... Scorgo una macchina, ferma e accostata sul ciglio della strada. Le poche macchine presenti si accodano docili nell'unica corsia sgombra. Poi, ecco che vedo la camionetta dei vigili del fuoco... strano, perché ci sono i vigili del fuoco?
Appena sorpasso i vigili, ecco che scorgo un'ambulanza e una macchina messa di traverso sulla strada, con la portiera del passeggero adagiata sull'asfalto.
e poi, eccoli, due infermieri del pronto intervento: uno sta praticando un massaggio cardiaco, l'altro osserva mentre tiene la bombola dell'ossigeno.

lentamente, sfilo via, con la sensazione di aver ricevuto un pugno sulla bocca dello stomaco.
mi rendo conto di quante volte perdiamo il senso e la misura della nostra vita, di come restiamo coinvolti nelle nostre azioni quotidiane, e non riusciamo più ad astrarci, a valutare con obiettività ciò che ci capita.
Un senso, che senso ha... ecco allora, che mi è venuta in mente la canzone di Vasco, Un senso. racchiude un po' i miei pensieri e, soprattutto, i miei tanti dubbi.

Un senso - Vasco Rossi
Voglio trovare un senso a questa sera
Anche se questa sera un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa vita
Anche se questa vita un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa storia
Anche se questa storia un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa voglia
Anche se questa voglia un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...

Voglio trovare un senso a questa situazione
Anche se questa situazione un senso non ce l’ha

Voglio trovare un senso a questa condizione
Anche se questa condizione un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...
Domani un altro giorno... ormai è qua!

Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha

Commento # 1
credo che in fondo sia normale lasciarsi coinvolgere dalla quotidianità; è la vita che ce lo chiede, le esigenze di ogni giorno.
Più radicalmente, il fatto stesso di essere vivi, di essere tutti interi nell'azione.
"Domani arriverà lo stesso" dice la canzone - anche senza un senso, mi sembra che intenda. Ma a volte mi chiedo come si fa a non impazzire.
Quando dobbiamo lasciare in una tomba chi amiamo; quando la morte sembra la conferma di ogni altra sconfitta, di ogni altro non senso incontrato nelle pieghe della nostra quotidianità, di ogni dolore, di ogni male.
Nella tua dedica in qualche modo raccogli il dolore della persona che hai incontrato sulla strada in quelle circostanze tragiche. Non hai lasciato che andasse perduto -almeno, la parte versata davanti a te- lo hai trasformato in riflessione. Hai come accolto il dono che, inconsapevolmente, attraverso l'estrema sofferenza, quella persona ti ha fatto.
Non so se anche il cielo che hai scelto fa parte della dedica, ma è come se rimandasse a una speranza. Quella racchiusa nella sua bellezza e nella sua immensità. Che la vita, così più grande di noi, sia un regalo nonostante tutto destinato a non essere contraddetto, a essere bello anche quando è brutto e doloroso. Soprattutto, che sia un regalo.
Come cantava Jovanotti in una canzone che ho amato molto e che vorrei far risuonare accanto a quella che hai scelto per la tua dedica.
La ninna nanna che ha scritto alcuni anni fa per la nascita della figlia. "Per te". In queste due parole è racchiusa una grande speranza, l'unica vera per me. Che questo mondo e "ogni cosa che c'è", nonostante tutto, sia stato creato per noi, per amore nostro. Ed è nell'ultimo verso di questa canzone che io vedo questa speranza trovare fondamento.
Nel regalo più grande che ho scoperto nella vita, quello che- ai miei occhi, quelli della fede - non permette che nessun altro regalo vada perduto. Non te lo svelo, perchè vorrei che riascoltassi la canzone. Io ho avuto la presunzione di sentirmela dedicata, quando l'ho ascoltata la prima volta. Vorrei farti provare a guardare coi miei occhi, a fare la mia stessa esperienza- per la durata della musica; sentirtela dedicata da un padre molto speciale... il Padre che è nei Cieli.
Di Valeria (inviato il 12/10/2007 @ 16:25:50)

Commento # 2
scusassemi... (come si direbbe nella mia Terra di origine.. ;))) ) ma questo ineffabile IZEUXIbc comunica verità metafisiche o pedestramente contigenti? ergo, dovrei inchinarmi o ... ??? un salutone a tutti... anche al "criptico" camilla
Di camilla Ruardi (inviato il 17/05/2008 @ 21:29:44)

Commento # 3
...l'eterna lotta contro lo spam....
Di Marco (inviato il 17/05/2008 @ 22:55:39)

Commento # 4
ohi Camilla! ma sai che me lo sono chiesto anch'io?! poi ho pensato: questo qui o è pazzo o sta comunicando con gli extraterrestri.. e gli sta spiegando come funziona il pianeta terra.. così si spiegherebbe tutto!
Di Federica (inviato il 17/05/2008 @ 22:56:38)

Commento # 5 non concordo ... qui non si tratta di spam. Con tale conclusione si "appiattisce" il problema. Esiste un disagio personale. senza giungere alle - sacrosante! - conclusioni manzoniane: "fra un cattivo e un cretino preferisco sempre il primo, ogni tanto si risposa" Di durgakalaratri (inviato il 18/05/2008 @ 16:14:18) # 6 In ogni caso, spam o non spam, queste intrusioni sono perfettamente calzanti per il post: un senso, non ce l'ha.... Di Marco (inviato il 19/05/2008 @ 10:59:05) # 8 "eccolo di nuovo"... e al leggere - fra le righe del suo disagio autistico - è lapidario: donne celebri in costume "evitico", summa di articoli di Playboy.... il NULLA.... continua così. almeno a me mi inorgoglisci dei miei 4 neuroni funzionanti. (scusa Marco, per lo "sfogo") Di durgakalaratri (inviato il 19/05/2008 @ 16:58:10) # 9 non mi intendo di spam, ma- visto che è automatico, visto che colpisce sempre questo post - io proporrei una soluzione drastica...Lo so che ogni articolo è un pezz'e core ( e qui c'è anche un figlio mio...), ma per il bene del sito forse dovresti...sacrificarlo. Oppure -se funzionasse- bloccarne i commenti. Che dici, Marco, si può? Io dò il mio consenso... Di Valeria (inviato il 19/05/2008 @ 17:31:14) # 10 in effetti ci stavo pensando... devo fare qualche prova... Di Marco (inviato il 20/05/2008 @ 10:31:36) # 11 eccolo di nuovo! un dramma ambulante.... acido e cretino.... unica eccezione che dovrebbe confermare la regola che non si possa essere, al contempo, cattivi e imbecilli. Ma Marco fai qualcosa... Te ne prego.... :((( Di durgakalaratri (inviato il 24/05/2008 @ 20:08:48)

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Di Marco (del 07/09/2007 @ 22:44:20, in News, linkato 104 volte)
Iscriviti al Vaffanculo Day

La vigilia... oggi, 7 settembre 2007, è la vigilia..
ma vigilia di cosa? i giornali non ne parlano, la televisione non ne fa cenno, le radio scivolano via sulle note... eppure, l'informazione passa, per internet, per passaparola, per sms...
Il V-day, ovvero il giorno di protesta, che passa per le principali piazze d'Italia (e non solo...) contro la distanza della politica italiana, fatta di corruzione, di sprechi, di difesa di anacronistici privilegi, di clientelismi odiati e ridicoli.
Cos'è che stupisce? che la gente trovi nuove forme di protesta civile? Che ci sia ormai la constatazione della enorme distanza tra "le stanze di potere" e la gente, il vulgus?
Forse quello che più fa male è constatare, amaramente, che i mezzi di stampa, di informazione, tutto fanno fuorché il loro compito.. che è poi quello di informare. ora, può anche essere un evento che può non essere apprezzato, ma una manifestazione che coinvolge centinaia di migliaia di persone, in modo capillare, non può essere qualcosa che viene sistematicamente ignorata... e proprio questa forzatura, questa strana volontà di volgere lo sguardo dall'altra parte, rafforza ancora di più il segnale che i partecipanti vogliono dare: la dimostrazione della distanza e dell'insofferenza di noi, piccoli cittadini schiacciati dal potere in mano a poche persone, che comandano mediante call center, sfruttamento di neolaureati, precarietà del lavoro, telecamere installate in ogni angolo...
Questi potenti mezzi di comunicazione che ci mostrano quello che vogliono loro, quello che fa più comodo... delle piccole cose, se non ne sei direttamente toccato, puoi anche diffidare, nel senso che nemmeno ti rendi conto della loro portata e della loro presenza. ma di una manifestazione che, in contemporanea, tocca tutte le principali città italiane, nate da un'idea sì di beppe grillo, ma coordinata e sviluppata da noi, gente comune, che si raccoglie prima virtualmente su meetup e poi concretamente per le strade... insomma, è poco dire che sia una strana coincidenza.
Tanto meglio, allora. aumentare questa distanza non è nient'altro che la dimostrazione della bontà dell'iniziativa, oltre che alla provata efficacia di qualcosa che, nel terzo millennio, stiamo via via perdendo: il contatto, il discorso vis-à-vis, il concetto di "autorevolezza" e di "fiducia" che si può sperimentare quando chi dice qualcosa lo fa a ragion veduta e con una credibilità costruita nel tempo, e non mediante una comparsata in tv.
E' uno degli ultimi tentativi di riportare a una dimensione più umana la realtà politica.. è ora che i migliori tornino a frequentare il Parlamento, e non la brutta rappresentanza della popolazione italiana. via i corrotti, via i condannati, via i delinquenti, via tutti. perché la chiara sensazione non è che il "sistema paese" sia in crisi, quanto l'enorme sperpero di risorse, a vantaggio dei (soliti) pochi, affossi la nostra nazione al di là dei suoi demeriti.
Il successo dell'iniziativa la decreteremo noi, un grazie a Beppe per aver catalizzato l'energia positiva che in tutto questo tempo abbiamo (colpevolmente) nascosto dentro di noi.

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Di Marco (del 29/08/2007 @ 22:12:30, in Biblioteca, linkato 52 volte)


Concludo questo tris di libri con una vera perla... Altro che perla, un libro da leggere assolutamente.
L'ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon, è un romanzo che ti coinvolge fin dalle primissime pagine, un racconto lieve, eppure così intenso, così romantico e pieno di storia, di avvenimenti, di colpi di scena, di vite che si intrecciano e si confondono tra di loro...
Mi ha accompagnato per una piccola parte della mia vacanza: l'avrei voluto tenere di più con me, ma purtroppo la voracità con cui l'ho letto non mi ha consentito di godermelo per maggior tempo...
Di cosa parla? beh, la storia è ambientata in Spagna, a Barcelona, per un periodo che va dagli inizi del '900 ai primi anni '60, in piena dittatura del caudillo Franco. Il protagonista è un giovane ragazzo che scopre, in un libro, un universo, nel quale si identifica e che è portato a vivere direttamente. Mi viene da pensare se sia stato solo il protagonista del libro a vivere quella storia, o se non l'abbia fatto anche io, dato il coinvolgimento che ho provato pagina dopo pagina...
Francamente mi piacerebbe scendere nei dettagli, parlare di Fermin, di Juliàn, di tutti gli amici che ho conosciuto tra le pagine del romanzo, ma temo seriamente di togliere un po' di magia per voi che leggete queste poche righe di presentazione... vi volete fidare del mio consiglio? allora andate a comprarlo... a differenza del suo illustre "predecessore" che ho commentato qualche giorno fa (il giovane holden), questo è un libro "eterno": lo leggi in qualsiasi periodo della storia, e non cambia nulla, mantiene sempre la sua magia, il suo potere di coinvolgimento e di vera passione. insomma.. quando leggere fa bene, perché fa bene al cuore, alla testa, e ti rendi conto di quante cose belle l'uomo possa creare...
Bravo Carlos, hai un fan in più! ; - )

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Di Marco (del 15/08/2007 @ 15:42:20, in Biblioteca, linkato 77 volte)
Federica Bosco - Mi piaci da morire
A dispetto del titolo, non mi è piaciuto così tanto questo libro... Un racconto breve (186 pagine con caratteri grandi), che narra le vicende di una giovane romana residente nella grande mela e alle prese con i piccoli grandi drammi d'amore.. il racconto scorre veloce nelle pagine, in certi momenti è divertente, soprattutto perché l'autrice inserisce numerosi riferimenti alla cultura popolare di noi trentenni italiani (Frankenstein Junior, telefilm...). Non mi convince la consecutio temporum: è tutto scritto al presente, ma gli stacchi temporali non avvengono per capitoli, ma all'interno del capitolo, dandoti (almeno, a me l'ha data) la sensazione che "qualcosa non quadra".
In definitiva, è piacevole da leggere e scivola via velocemente, un buon libro sotto l'ombrellone, anche se in questo periodo la concorrenza è molto agguerrita, soprattutto con il prossimo libro che commenterò, L'ombra del vento.
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