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 Marsa Alam - guardando il mare al tramonto... di Marco
 
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Le parole più belle sono quelle che ti aspetti, ma che sai non arriveranno

Marco
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 25/04/2008 @ 10:37:21, in News, linkato 117 volte)
Qui avrò avuto circa 2 anni....
Questa è la prima foto che mi ritrae che pubblico sul mio blog. L'ho trovata in un vecchio scatolone in cui c'erano diverse foto di un'era glaciale fa. Qui avrò avuto due anni. Me la fece mio padre: mi ha raccontato che ero su un girello, e davo l'idea di divertirmi parecchio. Ispirato da quell'immagine, il mio papi mi ha fermato, mi ha detto: "guarda qua!", e ha scattato questa foto. A me piace parecchio. E' innocente e al tempo stesso spontanea, dolce.. sniff, una lacrimuccia mi scende dal viso.
Ora veniamo al tanti auguri... nonostante nessuno se ne ricordi mai (se non i diretti interessati), oggi in Italia si fa festa non perché è l'anniversario della Liberazione (evento decisamente secondario), ma perché è San Marco! ovvio, no??? ; - )
E così...voglio festeggiare insieme a voi. Tanti auguri e... buona vacanza.
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Di Marco (del 24/04/2008 @ 13:01:29, in News, linkato 22 volte)
Vday
Il 25 aprile è il giorno della Liberazione, festa nazionale.
In questo importante appuntamento, a Torino si svolge una manifestazione del tutto particolare: il V2day, come direbbe il suo creatore, Beppe Grillo, il risveglio delle coscienze.
A differenza della manifestazione di settembre 2007, svoltasi a Bologna, in cui la protesta era rivolta contro i partiti, colpevoli di avere generato una nuova casta sociale, intoccabile e autoprotetta, in questa occasione si coniuga al concetto della Liberazione il desiderio di ottenere una libertà di stampa, di informazione. Sempre più, in questi anni, l'informazione determina dove cadrà l'ago della bilancia: più informazione, più conoscenza, più potere. L'informazione mediata, veicolata, gestita e occultata da parte di pochi gruppi politici e/o politico-economici (che, a ben pensarci, sono purtroppo la stessa cosa), ha l'obiettivo di manipolare le masse, gestire il loro consenso dissenso, spostare capitali.
Una informazione qualsiasi, se ben indirizzata, può comportare conseguenze importanti dal punto di vista economico: un po' come se dal pendio di una montagna si facesse rotolare un sasso: a valle si potrebbe ottenere una frana.
Il 25 Aprile, allora, anche solo per essere informati sull'evento, appuntamento in piazza san Carlo, a Torino, per il V2day.
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Di Marco (del 23/04/2008 @ 20:54:52, in Biblioteca, linkato 103 volte)

La Chiave Gaudì
Spinto dall'entusiasmo dei romanzi di Dan Brown, mi sono avvicinato alla libreria con la ferma intenzione di trovare un libro che ripercorresse la trama e l'atmosfera di avventura intrisa di storia (romanzata, appunto) e di suspance.
Leggendo la quarta di copertina, La chiave Gaudì mi ha ispirato: Barcelona, Gaudì, un po' di massoneria... insomma, gli ingredienti ci potevano essere. Così... comprato!
Data però la precedenza agli altri libri precedentemente acquistati, è rimasto lì in attesa di degna lettura... Mia mamma mi ha anticipato, e il suo commento non è stato entusiastico. Ciononostante, mi sono comunque avventurato nella lettura.
Prima impressione: uhm... le prime pagine sono quasi scolastiche, la storia fatica a "carburare". Scolastico per la descrizione, per la caratterizzazione dei personaggi, per l'atmosfera che viene creata. Non prende molto.
Nel proseguo del libro, invece, il ritmo narrativo diventa più fluido e interessante. Di fondo, ti porta a leggere e a continuare il romanzo, fino al suo epilogo.
La storia... come al solito, non voglio svelare molto (sennò poi uno non lo legge nemmeno), ma accennerò agli aspetti principali.
Le grandi opere di Gaudì presenti in Barcellona forse sono dovute a un preciso disegno del Maestro, che probabilmente era qualcosa di più di un grande architetto. Un disegno, il suo, alto, frutto di una antica leggenda che si tramanda da secoli e vede contrapposti il "bene" e il "male". Nel mezzo, una giovane donna e il suo compagno, che dovranno decifrare i tanti enigmi che porteranno al compimento della profezia.

Eccoci qua. La profezia... gli enigmi.. proprio gli enigmi sono l'aspetto che mi convince meno. Facendo un prallelo con Dan Brown (e, in particolare, il Codice Da Vinci), questi sembrano un po' "campati in aria", un po' estemporanei. Non compiutamente spiegati, nella loro generazione, tantomeno sviluppati, nella loro soluzione. La sensazione è che gli autori abbiano utilizato un manierismo di scrittura e che non abbiano poi sostenuto in modo adeguato quanto immaginato. Gli indizi dovrebbero, come in Brown, stuzzicare il lettore, portarlo a ragionare sulla soluzione, interrogarsi sul perché. Qui, invece, gli elementi ci sono (riferimenti a edifici esistenti, oltre che all'utilizo del simbolismo), ma si percepisce che questi non sono stati sviluppati compiutamente.

In definitiva, il libro si legge volentieri, ma alla fine ti lascia un po' l'amaro in bocca. Il libro oscilla più verso l'inverosimile che il probabile, e la storia è un po' troppo fine a se stessa. ...non lo so, non mi convince troppo. Forse avevo troppe aspettative, o forse la traduzione (soprattutto in alcuni punti) non sembra molto "adeguata"... ma si sente che, di fondo, nel romanzo manchi qualcosa.

Voto finale... diciamo che non è un libro da acquistare assolutamrente. Mi orienterei verso altri titoli.

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Di Marco (del 22/04/2008 @ 18:44:18, in Viaggi, linkato 83 volte)
Edimburgo da Holyrood Park
Un po' di pubblicità alla mia sezione dedicata alle foto... ; - )
Edimburgo... E' stata finora l'ultima città che ho visitato, in occasione delle festività di Pasqua.
Leggendo la Lonely Planet, mi immaginavo un clima un po' più mite, e invece, come testimoniano altre foto presenti nel sito, ho incontrato molta neve. E molto freddo! diciamo neve e vento. Ma non pioggia, il che è positivo. beninteso, a me piace molto la pioggia, ma purtroppo non è la compagna migliore nei viaggi. La neve, invece, ti consente di avere degli scorci unici, indimenticabili. Come, mi auguro, quelli che ho fotografato e che sono presenti sul sito.
Edimburgo, dicevo. Ve ne parlo perché mi sono messo a riguardare un po' delle foto che ho realizzato e a comporne qualcuna per ottenere qualche panorama significativo, come quello che potete apprezzare qui sopra. Per avere un'idea della bellezza di Edimburgo ci sono sostanzialmente due punti di osservazione: il castello, che domina nel centro della città, e Holyrood Park. Quest'ultimo è un parco naturale che si estende a sud est del centro città, e ti consente di godere di due viste impareggiabili: una sul centro, l'altra sul Firth of Forth (che si pronuncia così: fiffoffoff : - )). L'aspetto divertente era che, mentre dove ero io si moriva di freddo, vuoi per il vento del mare del nord e per il tempo che dava neve, verso il fiordo naturale c'era un bel sole, che ti ispirava tepore e caldo. Come al solito, l'erba del vicino è sempre più verde, no? ; - )
Dicevo di Holyrood Park. Sorge su un vulcano ormai spento. Gli scozzesi, più furbi sicuramente di noi, non hanno intaccato questo angolo incontaminato con speculzioni edilizie (mi immagino, se fosse stato in Italia, villette per i cumenda e qualche altra bestialità), ma l'hanno reso un posto unico dove immergersi, praticamente in mezzo alla città, nella natura.
Si cammina agevolmente verso la vetta, con un dislivello di circa 200 metri (anche il meno allenato ci mette davvero poco ad arrivare in cima), per poter ammirare un panorama fantastico. Ma quello che sorprende, o meglio che ha sorpreso me, è la differenza così marcata dalla città: pochi minuti prima, eri immerso nel cemento e nelle costruzioni umane, e in un batter d'occhio ti trovi in mezzo a un tipico paesaggio scozzese, con dolci avvallamenti, laghetti e scorci del mare. In certi punti ti sembra di essere in aperta campagna. Per non parlare, poi, della sorpresa nel camminare su un prato d'erba morbidissimo, soffice al punto da sdraiarti e dormire con buona pace di tutto e di tutti.
Che dire... non dimenticate di andare all'Holyrood Park, se andate a Edimburgo. Merita veramente una visita.
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Di Marco (del 21/04/2008 @ 18:54:56, in News, linkato 37 volte)
Mi sto interrogando in questi giorni su cosa possa incidere nel recupero fisico. Chiaramente, ho subito un trauma. Un trauma cercato e voluto, fortemente voluto, ma pur sempre un trauma. Cosa che ha comportato ovviamente la necessità di un recupero, ovvero convalescenza più stabilizzazione.
Ora, sono passati già un po' di giorni, e purtroppo ancora sono lontano da una visione accettabile. Miglioramenti...pochi, non significativi. Ogni mattina mi sveglio con la speranza di vedere l'orologio in modo nitido, ma poi mi devo ricredere. Questione di tempo, era da mettere in conto, per cui non mi abbatto, mantengo la fiducia, e aspetto.
Nell'attesa, però, mi interrogo. E mi chiedo: il recupero fisico è solo tale? oppure c'è anche la componente psichica? Quanto contribuisce questo aspetto sul recupero generale?
A mio parere, moltissimo. Negli anni passati, in cui svolgevo una intensa attività agonistica, mi è capitato di avere subito traumi distorsivi anche piuttosto ingenti. uno su tutti, mi ha costretto a un lungo periodo di inattività (circa 3 mesi), con tanto di gesso e stampelle e una rieducazione estremamente dolorosa e faticosa. Quel periodo è stato un momento piuttosto campale per me: sotto pressione con l'univesità, costretto a fisioterapia che poteva durare anche 8 ore al giorno. In me, la grande voglia, direi determinazione, di recuperare in fretta e bene, per poter tornare di nuovo a giocare. Mi dividevo tra facoltà e centro di recupero. non mi risparmiavo in nulla, cercavo di fare il possiible, fino allo stremo delle mie forze.
In quel centro fisioterapico c'era una signora che poi si è rivelata un esempio per tutti, forse l'esempio più fulgido e appropriato del concetto "forza di volontà". In seguito a un incidente, questa signora diventò tetraplegica. Non era stata nemmeno colpa sua. Voleva tornare a una vita accettabile, e i medici non le avevano dato molte speranze. All'inizio della terapia muoveva a fatica il collo. Dopo 3 anni, è uscita dal centro con le stampelle.
Basterebbe questo esempio per rendere evidente quanto sia importante, addirittura fondamentale, la compkente psicologica. Ed è su questo aspetto che sto cercando di fare leva. Anche se, lo ammetto, non è facile.
Il motto volere è potetre è assolutamente appropriato. Training per la mente, prima che per il corpo.
Notizia, tra l'altro, di questi giorni è di un signore che si è fatto operare alla mano senza anestesia. Ha chiesto uno specchio e ha praticato l'ipnosi su di sé. Sembra che abbia funzionato. Il potere della mente...
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Di Marco (del 21/04/2008 @ 11:33:12, in Canzone del giorno, linkato 36 volte)

Oggi vi propongo una canzone decisamente famosa, pluriascoltata e pluripremiata, alla quale sono particolarmernte affezionato. Era il 2002, eravamo nel periodo dell'autunno che progressivamente lascia spazio all'inverno.
Feel... Ci sono dei passi in questa canzone che sono estremamente significativi. Chiunque, nel bene e nel male, si è trovato in una situazione analoga. Avere il desiderio, dentro di sé, di donare, di donarsi, di avere tanto dentro, ma di non riuscire a esprimerlo in modo compiuto. Vuoi per incapacità propria, vuoi perché devi anche trovare la persona giusta cui dedicare le mille attenzioni che vorresti esprimere.
Anche qui, compare forte il senso di condivisione, concetto a me molto caro.
Ringrazio Robbie per aver tradotto in modo magnifico, con testo e melodia, quello che io a fatica cerco di rendere attraverso le mie strampalate su questo mio sito web.
D'altro canto, sono assolutamente convinto che amare, ed essere amato, costituisca un bisogno primario di ogni essere umano. Perseguire questo obiettivo, non avere paura, rischiare per cercare la felicità... in fondo, è un modo per sfidare il tempo e trovare, negli attimi del presente, una parvenza d'eternità.

Robbie Williams - Feel (2002, dall'album Escapology)

Come on hold my hand,
I wanna contact the living.
Not sure I understand,
This role I've been given.

I sit and talk to god
And he just laughs at my plans,
My head speaks a language, I don't understand.

(chorus)
I just wanna feel real love,
Feel the home that I live in.
'cause I got too much life,
Running through my veins, going to waste.

I don't wanna die,
But I ain't keen on living either.
Before I fall in love,
I'm preparing to leave her.
I scare myself to death,
That's why I keep on running.
Before I've arrived, I can see myself coming.

(chorus)
I just wanna feel real love,
Feel the home that I live in.
'cause I got too much life,
Running through my veins, going to waste.

And I need to feel, real love
And a life ever after.
I cannot get enough.

(instrumental)

(chorus)
I just wanna feel real love,
Feel the home that I live in,
I got too much love,
Running through my veins, going to waste.

I just wanna feel real love,
In a life ever after
There's a hole in my soul,
You can see it in my face, it's a real big place.

(instrumental)

Come and hold my hand,
I wanna contact the living,
Not sure I understand,
This role I've been given

Not sure I understand.
Not sure I understand.
Not sure I understand.
Not sure I understand.

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Di Marco (del 20/04/2008 @ 10:41:51, in News, linkato 47 volte)
Ricomincio a scrivere, seppur con molta fatica.
La seconda operazione. E' andata. Era certamente un passo necessario, vista la grossa differenza (6 diottrie) dall'occhio operato a quello da operare. L'operazione in sé è stata meno "dolorosa", anche perché ora sapevo a cosa sarei andato incontro. Quello che non potevo sapere era la risposta del mio occhio sinistro, totalmente differente dal suo gemello destro... Mi sembrava una passeggiata di salute, e invece... 2 ore dopo l'intervento, e dopo avere saggiamente ingerito una pasticca di toradol, non sapeov dove sbattere la testa. Letteralmente. Perché il dolore era talmente intenso da non poter riuscire a sopportarlo. Una sensazione di fuoco che si sprigionava dall'occhio e non mi dava tregua.
A gran fatica riuscivo a raggiungere l'oera di pranzo, giusto per poter ingurgitare qualcosa di modo da poter prendere una seconda pastiglia di toradol, salvifica per le mie condizioni. Solo alle 4, infatti, la pasticca chimica riusciva a fare il suo effetto. Mezzo rintronato dall'estenuante dolore e dal prodigio chimico, mi rintanavo sotto le coperte in cerca di un po' di pace e di riposo.
La sera, magicamente, quasi potevo aprire l'occhio, non più preda della copiosa lacrimazione che avevo sperimentato con il destro. Vista ovviamente annebbiata e ben lontana da una visione accettabile, ma se non altro più gestibile. Comunque più ottimista, per il proseguio del decorso post operatorio.
Il dolore andava e veniva, senza grossi preavvisi. Quando veniva, però, era estremamente intenso e difficile da gestire. Fuoco, concentrato in alcuni punti dell'occhio che non saprei identificare, ma fuoco. Non solo una sensazione, visto che, in effetti, le lacrime che mi scivolavano erano molto calde.
Ipersensibilità alla luce, ovviamente, che mi costringeva a vivere recluso tra le mie 4 mura a mo' di cripta. Solo radio, la tv e il pc assolutamente banditi, nemmeno a parlarne. Solo stamattina riesco a stare 1 minuto 1 davanti al pc (e difatti ho riesumato la tecnica per scrivere sul blog: dettare! : - ) ).
La vista
Che dire... ancora non ci vedo bene. Lievemente meglio, soprattutto sul destro (che è il primo operato e, pertanto, ha avuto più tempo per assestarsi), ma ancora lontano dalle nie aspettative.
Ci vuole pazienza, vero? E pazienza sarà. Lasciatemi però un po' di apprensione... anche perché ho provato a leggere il giornale (giornale, non libro, che ha i caratteri più piccoli), e dopo pochi secondi mi veniva il mal di testa (non riuscivo a mettere a fuoco).
Insomma, non riesco a fare praticamente nulla. Nonostante tutto, sono lo stesso fiducioso. Mercoledì prossimo mi toglieranno la lente di protezione, e si potrà avere una situazione quantomeno un po' più stabile. Ciao a tutti...
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Di Marco (del 16/04/2008 @ 17:17:04, in News, linkato 45 volte)

So, here we are...
Eccoci alla vigilia del secondo intervento. Il point of no return di questa mia scelta. In realtà il punto di non ritorno era l'operazione passata, anche perché non avrei potuto lasciare un occhio operato e l'altro no.
Stamattina sono stato alla visita di controllo, in cui mi è stata tolta la lente di protezione. Ecco, il termine forse corretto è strappata... accidenti che dolore! non me l'aspettavo proprio... Dal controllo sembra che vada tutto bene. Il problema è che non ci vedo granché bene. Preoccupato? sì, un po' lo sono. La mia convinzione è che con l'altro operato la situazione dovrebbe migliorare per entrambi. Ho l'impressione che l'occhio destro sia un po' lazy, cioè un po' birichino. Stia, cioè, adeguandosi alla visione del sinistro, che evidentemente è il dominante. Essendo tutti e due operati, dovrebbero incominciare a realizzare che devono vedere bene. Questo, almeno, è il mio augurio.
Nel frattempo, mi sprizzo un po' di acido ialuronico nell'occhio destro, per facilitare la cicatrizzazione e, come dice la mia dottoressa, favorire l'uniformarsi delle cellule, di modo da riprendere la vista ottimale. Sto facendo il bravo paziente, ligio alle consegne. E nel frattempo conto le ore alla seconda operazione. Faccio finta di non pensarci, ma devo incominciare a fare un po' di training riguardo il "trauma" della seconda operazione. Dura poco, ma accidenti.. non sarà una passeggiata. Certo, ora so cosa mi aspetta, per cui dovrei essere psicologicamente più pronto. In ogni caso, la strada è tracciata, quindi zaino in spalla e via.
Mi aspetteranno giorni più complicati di quelli passati. Se finora potevo utilizzare gli occhiali (o meglio, il "monocolo") con quello da operare, ora i miei occhi si dovranno arrangiare. Per cui, o fanno i bravi, oppure dovrò faticare un po' con i movimenti. Ci sarà da divertirsi.
Ne risentirà il sito, sarò talmente coinvolto nel recupero post-operatorio che non potrò proprio aggiornare il sito. Spero però di avere tante (piacevoli) cose da dire al mio ritorno in attività.

Ora, una piccola divagazione. Sono tornato dalla visita a piedi. Era mezzogiorno. Sono passato attraverso il parco, e per la prima volta, quest'anno, ho ammirato la bellezza della primavera. Ogni volta è sempre una sorpresa, che supera i ricordi. Gli alberi pieni di così tanti colori, sotto un cielo blu (vergato dalle solite scie chimiche, inutile sottolinearlo), il cinguettare degli uccelli, l'aria fresca nonostante il sole... Cavolo, ci si dimentica quanto sia bella la natura...
Forse troppe volte ce ne dimentichiamo.
beh, cari amici. spero di potervi leggere presto nei vostri preziosi post e di potervi fornire nuove letture e foto.
Sicuramente, vedrò il mondo con nuovi occhi ; - )

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Di Marco (del 15/04/2008 @ 10:42:17, in News, linkato 48 volte)
Oramai siamo al countdown per la seconda operazione. tra due giorni ripercorrerò il viatico passato la setimana scorsa.
Con la differenza che so cosa mi aspetta e, francamente, non so cosa pensare. Sì, perché qualche dubbio cel'ho. La vista dell'occhio destro non è quella che mi aspettavo. Mi avevano messo in guardia che la vista avrebbe risentito di due fattori: l'appannamento (verificato) e la non perfetta messa a fuoco (anche quella). Ma quello che non capisco è come mai, dopo l'operazione, vedevo benissimo, e ora non come i primi giorni. Non sono un tecnico, ma l'occhio si comporta, grosso modo, come un obiettivo fotografico (proprio per semplificare).
In particolare la miopia ben si presta a questo parallelo.
L'immagine prodotta dal nervo ottico viene proiettata sulpiano focale. Per i miopi, il punto focale, ovvero il punto in cui l'immagine viene messa a fuoco, è spostato rispetto al piano focale. da qui, in sintesi, la miopia. Il laser cosa fa? Semplicemente, elimina di quel che basta la distanza che separa il piano focale dal punto focale. Ingegnoso, no?
Se, e dico se, quanto ho scritto è vero, non riesco a capire perché ci vogliano da una settimana a 6 mesi per riprendere in modo ottimale la vista, ovvero stabilizzarla verso la corretta visione.
Evidentemente, ed è quello che spero, concorrono altri fattori di cui non sono ovviamente a conoscenza. Certo è che, da giovedì, le cose cambieranno drasticamente. Già, perché non avrò più un occhio "pre-operazione", ma dovrò affidarmi a quello già operato.
Questi giorni sono in realtà molto faticosi. Perché da una parte non voglio sforzare il destro, dall'altra non utilizzarlo costituisce una grande limitazione. Televisione? no, grazie. PC? idem con patate. Libri? faticoso, poi dovrei leggere con un occhio solo. Alla fine la stanchezza si fa sentire. La precisione dei movimenti lascia molto a desiderare. Le cose più semplici, come per esempio fare da mangiare, sono complicate.
Solitudine. Tanto, tantissimo tempo per pensare. Ecco, la difficoltà maggiore sta proprio qui: avere la sensazione di perdere del tempo. Certo, la ragione è di per sé assolutamente ottima e voluta, ma non avere la possibilità di condividere questi giorni, questi miei pensieri (se non queste poche righe che detto), rende tutto estremamente complicato.
Attendo giovedì con trepidazione e ansia. la strada è segnata, mi auguro che sia quella giusta.
E chi è causa del proprio mal, pianga se stesso.
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Di Marco (del 13/04/2008 @ 18:07:21, in News, linkato 22 volte)
La noia. La difficoltà nel riuscire a fare qualcosa di utile, se non quella di aspettare. Pensare, sì, anche se a volte pensare troppo fa male. Un po' come l'acqua.
La vista non è ottimale. Mi avevano avvertito, non si riprende subito la vista, inizialmente ci può essere un po' di delusione, ma poi l'occhio incomincia a mettere a fuoco a dovere. Ecco, sono in questa situazione.
A metà del guado. Lontano dal trauma del primo giorno, proiettato verso la prossima operazione. E i problemi che ne conseguono. La luce non è quasi più un problema, lo stesso il dolore. non c'è più ormai. Solo, la differenza tra quello che vede uno, e quello che vede l'altro, è tale al punto da rendere difficili anche le cose più semplici. Come se il cervello non sapesse a chi dare retta.
Così, rilfetto, penso, immagino. Un futuro diverso, un modo di vedere le cose (sembra un gioco di parole, vero?) forse più consapevole, o un tentativo di andare oltre la superficie.
Non è un concetto semplice, me ne rendo conto. Come mi rendo conto che non sia molto lucido in questi frangenti. Quello che voglio dire è che in questo momento ho cercato, sto cercando, di dare una svolta. un piccolo passo concreto verso un futuro che mi veda meno miope. Illsuione, speranza e realtà si mescolano tra di loro. sono convinto del fatto che l'uomo abbia bisogno di simboli. L'operazione può essere uno di questi simboli. Sta poi a ognuno di noi darne il giusto peso (e significato).
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