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 Sacra di San Michele - parte vecchia... di Marco
 
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Le parole più belle sono quelle che ti aspetti, ma che sai non arriveranno

Marco
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 24/05/2008 @ 00:57:28, in Attualità, linkato 154 volte)

...dice la statua...
Ultimamente ho forse un po' esagerato con testi un po' troppo "scuri", per cui questa notte mi dedico a una divagazione per alleggerire un po' il blog. sperando che riesca a farvi sorridere... ; - ) Ps: non badate all'argomento che scriverò, sono solo parole in libertà con l'intento di fare dell'umorismo grottesco. quello che mi viene più facile da scrivere, e che nella maggior parte dei casi mi fa fare figuracce. In fondo, però, l'importante è anche sapersi prendere in giro...

questa sera mi sono guardato 5 ore di televisione. mi chiedo come sia possibile. non tanto come sia possibile guardarne 5 ore. quanto piuttosto che la media nazionale sia di sole 2 ore. non ci credo. non ci posso credere. mia nonna arriva a 15. la maggior parte delle persone che conosco la guarda almeno 4 ore. 2 e mezzo di pubblicità. tutta uguale. beninteso, io adoro la pubblicità. si può dire che io guardo la pubblicità, intervallata da qualche trasmissione. nella quale c'è la pubblicità, ma è occulta. per cui, è anche più divertente. sei più impegnato a scovarla, è una caccia al tesoro per poter trovare la pubblicità.
Accendi il computer, e trovi gli "adv". i banner, i bugs bunny e wily il coyote. poi apri la posta di google, gratis, che però ha guarda caso una barra laterale in cui i messaggi pubblicitari sono pensati proprio per te. cioè... non proprio per te. più per quello che c'è scritto nella mail. per cui, se nella mail metti qualche termine un po' "caldo", ecco che ti ritrovi magari qualche sponsorizzazione di qualche negozio dalle vetrine oscurate.
Dicevo.. apri il computer: pubblciità. spegni il computer, accendi la radio: pubblicità. Su RDS ho contato i minuti di pubblciità. ormai conosco a memoria gli stacchi. uno può arrivare a durare addirittura 8 minuti. e ce ne sono 3/4 all'ora. farebbero prima a dire: la nostra radio trasmette pubblicità, e qualche volta un po' di musica. d'altronde, senza pubblicità, le radio non potrebbero vivere. ma torniamo a noi. Giri per strada, e vedi solo pubblicità. ogni tanto, qualcosa che non è sponsorizzato. ma non è facile trovarlo. addirittura, si inventano le ristrutturazioni delle facciate degli stabili, per poi ricoprirle di un mega cartellone. che poi, se è il seno di quella modella napoletana, per i maschietti ci può anche stare.
Noi stessi, siamo portatori sani di pubblicità. le griffe, i marchi, siamo dei cartellonisti ambulanti. fieri, per di più. chi veste armani, è ben contento di mostrarlo. o gap, kalvin klein, gucci. dimenticavo nike. lo sapete che qualche dipendente della nike si fa tatuare il logo? fantastico... a Torino ho visto qualcuno che aveva lo stemma della FIAT.
A Fregene, ho visto il tatuaggio più mitico: MinisterodellaPubblicaIstruzione. Questo vuole dire avere il senso dello Stato!
Mi butto anch'io nella pubblcità. Creerò degli slogan ad hoc, che rimandino al sito web e mi consentano di superare in popolarità quello di Beppe Grillo. Sì, ho deciso, farò guerra al dominio incontrastato di beppegrillo.it. ha stufato, grillo. ogni giorno, centinaia di migliaia di contatti. E che cosa ha più di me? solo perché ha il sito tradotto in giapponese mica se la può tirare in questo modo? E che diamine! E poi che ci vuole a tradurre in giapu? Domisoto koyukashi benzen taighishiro columisan.
Che vuol dire: andate a leggere l'altro sito che per questo non ne vale la pena... ; - )
Forse è l'aria che manca. O la mancanza di sole. Probabilmente sono un pannello fotovoltaico e non me ne sono accorto. A Torino piove da una settimana. Ci credo che non ce la faccio più. non ho energia! E poi, mi sento antico. superato, ecco è questo il termine giusto. Credevo di essere il futuro, e invece sono il passato più remoto. Pensavo di essere l'avanguardia, e invece mi hanno superato.
Mi dicevano: tu sei il nostro futuro: il futuro è nel sole. Sì, ma potevano dirmi che il sole cui si riferivano era quello nucleare!
E io, ingenuo, che credevo che le belle parole come energia pulita, rinnovabile, alternativa, fossero dei valori. E io che pensavo che il problema delle scorie radioattive, dell'impossibilità di smaltire in un tempo ragionevole i residui della fusione, l'impossibilità di trovare un sito di stoccaggio, fossero argomenti che avrebbero precluso un loro utilizzo nel futuro. Come sono ingenuo... come sono pollo! E' il fotovoltaico che è inutile. Non produco abbastanza. Potrei al limite essere utilizzato per scaldare il caffè. che poi a me neanche piace. quindi, non servo proprio a niente...

Bene... stoici lettori del blog. se siete arrivati a questo punto, meritate veramente un premio. o perché volevate capire fino a che punto potesse giungere un deliro, oppure perché avete fatto i furbi e siete arrivati fin qui senza passare dal viale monterosa. A questo punto, niente viale della vittoria e tornate indietro quando potete, come dice il buon tom tom.
Il premio è che in questi giorni di tanto lavoro, di tanta pressione, di tanta energia profusa durante il giorno, potermi soffermare sui vostri commenti la sera, al termine di una giornata faticosa, mi consente di guardare al giorno dopo con rinnovato ottimismo. la vita riesce sempre a riservarti delle piacevoli sorprese, e ti fa capire quante persone buone, positive, allegre, ci siano. e che hanno piacere nel conoscere, e nel conoscersi.
Bene...il gremlin è stato nutrito ben bene.
Un lieve inchino e... buonanotte...
Ps: l'ascella gli puzza veramente. E' sempre così, il tizio là sopra. letteralmente pietrificato dalla puzza. Se voleste provare, vi basta andare ai giardini di fronte al Louvre. ; - )

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Di Marco (del 23/05/2008 @ 00:41:53, in Canzone del giorno, linkato 132 volte)


Ho sempre ascoltato con interesse i Doors. All'inizio, mi ci avvicinai per semplice curiosità: ai tempi del liceo era facile lasciarsi condizionare da poeti maledetti e da band dannate... Gli anni '70 erano un richiamo troppo forte da ignorare, e ci si poteva pescare a piene mani senza alcuna difficoltà.
L'album forse più ascoltato, The Best, è effettivamente una raccolta molto ben fatta, con tutte le principali hit di questo gruppo.
Tra le tante, questa sera scelgo la canzone tra le più rappresentative, ma che forse, in questo periodo particolare della mia vita, faccio un po' più mia, o se non altro ne colgo un significato un po' più "chiaro".
The End... nel testo, che riporto qui di seguito come mio solito, c'è una frase che mi ha sempre colpito...
This is the end, beautiful friend. My only friend, the end....
Questa è la fine, fantastica amica. La mia unica amica, la fine. eccetera.
Ecco.. non capivo perché, e soprattutto come, una fine, potesse essere amica.
Ma poi, ho realizzato. ho capito.
Quando sei stanco, svuotato dentro, distrutto al punto da non riuscire a opporre resistenza, al punto da non avere possibilità alcuna, se non lasciare che le cose accadano. Non si tratta di rassegnazione, ma semplicemente di mancanza di forza. L'hai totalmente esaurita, e non te ne rimane nemmeno una goccia.
In questa situazione, la fine è amica. Perché ti libera. ti libera. Non c'è altro modo, se non la fine.
E dalla fine, magari, un nuovo inizio. O una lunga, eterna notte di sonno.
This is the end, beautiful friend. My only friend, the end....
Ogni volta che l'ascolto, mi viene in mente una stanza, qualche candela, l'incenso, la musica di sottofondo. Nella notte.
Non c'è nient'altro, oltre a questo. Nient'altro. Hai perso qualsiasi interesse verso qualsiasi altra cosa. Non ti importa più di niente, perché non hai più niente dentro.
Grazie Jim, ora l'ho fatta un po' mia.

The Doors - The End (dall'album d'esordio The Doors, 1967)

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I'll never look into your eyes...again

Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need...of some...strangers hand
In a...desperate land

Lost in a roman...wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain, yeah

Theres danger on the edge of town
Ride the kings highway, baby
Weird scenes inside the gold mine
Ride the highway west, baby

Ride the snake, ride the snake
To the lake, the ancient lake, baby
The snake is long, seven miles
Ride the snake...hes old, and his skin is cold

The west is the best
The west is the best
Get here, and well do the rest

The blue bus is callin us
The blue bus is callin us
Driver, where you taken us

The killer awoke before dawn, he put his boots on
He took a face from the ancient gallery
And he walked on down the hall
He went into the room where his sister lived, and...then he
Paid a visit to his brother, and then he
He walked on down the hall, and
And he came to a door...and he looked inside
Father, yes son, I want to kill you
Mother...i want to...fuck you

Cmon baby, take a chance with us
Cmon baby, take a chance with us
Cmon baby, take a chance with us
And meet me at the back of the blue bus
Doin a blue rock
On a blue bus
Doin a blue rock
Cmon, yeah

Kill, kill, kill, kill, kill, kill

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die

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Di Marco (del 21/05/2008 @ 21:29:10, in Canzone del giorno, linkato 80 volte)


Questa sera mi ero promesso di non scrivere post. Poi, ho acceso il pc, ho messo un po' di canzoni... ...niente da fare, è una calamita ormai..
Questa sera posto una canzone alla quale sono estremamente legato.
E' un misto di tante cose, è un qualcosa che si lega a tantissimi ricordi, a un passato remoto, eppure così vicino dentro di me. Un passato fatto di mio padre, di mare, di salsedine, di finestrino dell'alfa abbassato, di pinete e di stelle nella notte.
Ma anche, di notti passate a studiare per l'università. Di amori infranti, di sere passate da solo in camera mia, di poesie scritte e mai terminate, di sogni che svaniscono con le prime luci del mattino, di domeniche assolate passate in casa.
Di gente che non c'è più, di errori che non avresti voluto fare, di volti che non potrai più vedere, di treni che se l'avessi preso...
Una canzone può dire tanto. Può dirti tanto. Puoi interiorizzarla al punto di trasfigurarla, di andare oltre il testo, la voce, le note. Ormai, è tua.

Sade...L'inizio della sua carriera fu con un botto fragoroso. Il suo album d'esordio, Diamond life, è una piccola perla nella discografia. un pop-blues impreziosito dalla sua voce melliflua e delicata... una vera emozione. Ci sono canzoni che sono famose, come Smooth operator o Hang on to your love, tanto per fare due titoli. Rubai la cassetta a mio padre, e da allora è rimasta sempre con me. Non contento, acquistai pure il cd (tanto la cassetta era rovinata). Delusione, però, nel non trovare nel cd la gemma più splendente (e così nascosta) presente nella cassetta. Nel nastro, infatti, c'era un bonus track. che è la canzone che vi propongo stanotte. Vi consiglio, davvero, di ascoltarla. Grazie Sade per averci regalato questa meraviglia.
Data la sua rarità, non sono riuscito a trovare il testo in rete. e non mi azzardo a riportarlo io, perché certi passi fatico a comprenderli. insomma... questa volta la dovete proprio ascoltare...

Sade - Love affair with life (dall'album Diamond Life, 1984)

Grazie a Polpi, ecco addirittura il link per ascoltarla on line....
beh, allora... buon ascolto.... ; - )

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Di Marco (del 17/05/2008 @ 23:42:14, in News, linkato 315 volte)

Paris, La Défanse
..bello il titolo, vero? Me lo dico da solo, in un momento di deliro da cieco narcisismo ... ; - )
No, sto ovviamente scherzando. Però è vero, cioè non che il titolo sia bello... è vero che tiro tardi mentre aspetto la pioggia. Adoro la pioggia. Anche se è controllata dalle scie chimiche (e ridaje...).
No, sul serio. Adoro davvero la pioggia. Quando sono in casa. o in macchina. E' stupendo vedere le goccioline che si formano sui finestrini. E la condensa che si produce dentro. E il rumore sul tettuccio. Ti dà un senso di protezione, la macchina, mentre sei dentro e ti godi all'asciutto del torrente d'acqua che si scatena lì fuori. E adoro il profumo della pioggia. L'umido che si respira subito prima e subito dopo. Adoro le pozzanghere che ti fanno fare la gimkana sul marciapiede. Adoro correre sotto la pioggia, possibilmente d'estate però, quando fa caldo e l'acqua ti sembra un gavettone piacevole. E le magliette bagnate, possibilmente bianche e indossate da belle ragazze... (CENSURA). no, scherzo. cioè, non scherzo, ma non si può dire. per cui scherzo. intanto, però, l'ho detto. vabbè, licenza da teenager. chiusa la licenza.
Mi piace la pioggia. Quando è inverno, è bello, tutti infreddoliti, rinchiudersi in un bar, e accarezzare l'idea di gustarsi al calduccio una sacrosanta cioccolata calda, o un marocchino, come lo fanno qui a Torino: con la tazzina interamente avvolta di Nutella... wow, già mi viene l'acquolina in bocca... ; - )
A Torino, in questi giorni, piove. Non molto. Ogni tanto di più, come venerdì scorso, oggi un po' meno. Domani è previsto qualche acquazzone. Come quando ero a Parigi, l'anno scorso. A fine giugno. Mi ero portato poca roba, pensando: siamo a Parigi, farà un caldo becco! E invece... avrei dovuto portarmi un bel maglione, o quantomeno una giacca. Invece no... spavaldo e sicuro, me ne sono andato in giro tutto tranquillo e leggerino...
Mi ritrovo alla Défanse, solo soletto, a girare per il quartiere. La prima volta che andai a Parigi, evitai questa zona. Non mi ricordo chi, ma me la sconsigliarono. Che errore... Anche se gli amanti dei palazzi neoclassici potrebbero trovare ORRORI puri gli edifici della Défanse, tutti ipermodernisti, solo vetro acciaio e ardite architetture, non si può rimanere indifferenti. Anche perché ci sono veri capolavori. Io non sono un intenditore, per cui potrei essere facilmente smentito, ma un viaggetto fino a lì lo farei. Anche perché con la metro è veramente vicino. Una volta agli Champs Elysées si prende la 1, e si va fino al capolinea. E lì, tra gli uffici delle direzioni dei principali gruppi finanziari / economici / produttivi del paese, si osserva. Si annusa, si va intorno, si scatta. Di foto, ne ho fatte molte. Appena ho un po' di tempo, mi metto a inserirne qualcuna sul sito.
Per ora, incomincio con questa.  
Vediamo cosa ispira questa foto, a me. Inizio con lo sfondo. Ci sono due lati: quello bianco, a sinistra, e quello scuro, a destra. Sormontati dal viso della statua: un viso triste, pensieroso, malinconico. Lacerato sulla guancia destra, quasi fosse un cerotto, segno di una battaglia persa, o probabilmente vinta con sacrifici importanti. Una vittoria di Pirro, insomma. Quasi si rendesse conto della vacuità della lotta.
Guarda avanti, ma con gli occhi velati. Non c'è futuro, c'è rimpianto, forse. C'è stanchezza, c'è tristezza.
Più scrivo, e più mi sembra di parlare di me. o meglio, di una parte di me.
La pioggia... stanotte non piove, a Torino. E' tutto silenzioso, qui a casa.
domani... è un altro giorno.

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Di Marco (del 17/05/2008 @ 22:56:42, in News, linkato 26 volte)


Veramente stucchevole. Per non dire di peggio. anzi, vorrei dire di peggio, ma non mi viene nessun termine così odioso per poter definire lo spam.
Spam è spazzatura, è quella cosa assolutamente inutile da essere dannosa. Incomprensibile. E' come se per le nostre strade comparissero di botto centomila ubriachi che incominciano a zigzagare, a fermarsi, a fare i loro bisogni, a infastidire le altre persone... Ecco, questo è una buona immagine dello spam.
Per molti mesi c'è stata una felice "pax" per questo sito: nessuna presenza perniciosa, nessun problema.
Poi, non so per quale assurdo motivo, ecco che per un articolo, "Un senso" di Vasco, lo spam ha incominciato a invadere, dapprima sporadicamente, ora giornalmente, il sito. Inserendo cose assurde. Ovviamente, questo inserimento è effettuato in modo automatico. non pensate a una persona fisica, non esiste. o meglio, esiste un figlio di buona donna che ha pensato a un programma che spara, letteralmente, queste stringhe in giro per il globo virtuale (il web). Del tutto simile alle centinaia di mail che si ricevono per il viagra, il cialis, i casinò on line, le mail assolutamente importanti delle poste italiane, eccetera.
Qualcuno ci casca, ed ecco che il gioco è fatto.
Prima regola, quindi: MAI cliccare sui link. Come ci si difende? E' praticamente impossibile. Si possono inserire dei filtri, il che equivale a limitare il fenomeno, certo non ad annullarlo. Per questo, nello SPAM di questo sito, trovate gli asterischi (*): ho inserito delle parole chiave che non possono essere digitate. In questo modo, il commento non viene inserito per policy del sito web.
Ovviamente, fatta la legge, trovato l'inganno... cosa fa il programma? sostituisce le parole proibite con un carattere jolly, in questo caso l'asterisco. Benissimo, ho pensato, allora inibisco pure l'asterisco... solo che non ci sono riuscito, per cui siamo al punto di prima. Limitare, non eliminare.
Abbiate pazienza... mi inventerò qualcosa per evitare questa perniciosa presenza. In ogni caso, mi preoccupo di cancellare il più velocemente possibile questi interventi indesiderati.

Ah...dimenticavo... buon weekend! ; - )

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Di Marco (del 14/05/2008 @ 23:25:00, in Canzone del giorno, linkato 90 volte)

Amsterdam...
Questa notte mi sento un po' melanconico. Non so esattamente perché, o forse sì. comunque sia, mi lascio prendere un po' dalle luci della città, dal nero del cielo, dal silenzio della mia casa. Interrotto dalle note di questa strana canzone.
Amsterdam... Di recente, il buon Tiziano Ferro e, poco tempo fa, i Maroon 5, hanno inserito in una loro canzone dei riferimenti espliciti a questa splendida città.
C'è chi, nel 2002, ha fatto di più: le ha intitolato una canzone. Una canzone un po' particolare, che non è mai stata considerata una hit, ma che, come penso succeda più o meno a tutti quelli che ascoltano la musica, è piacevole da scoprire all'interno di un album.
Penso che sia capitato anche a voi, almeno una volta. Compri un album di un gruppo che ti piace molto. ovviamente, lo acquisti perché le hit, che alla radio ascolti di continuo, ti hanno assolutamente convinto: ne vale la pena.
Poi, tra le tante canzoni presenti nel disco, ne trovi una. che non è stata portata alle luci della ribalta, ma che rimane lì, così, magari con un numero di traccia non significativo. non è la prima, non è tra le prime, è un numero anonimo. E' lì, e tu ti senti un privilegiato, e nella tua beata ignoranza, pensi: "ma guarda... questa è stupenda! come mai non l'hanno pubblicizzata?". E, in cuor tuo, la senti più tua, più vera. Perché l'hai scelta tu, non te l'hanno proposta loro... è proprio tua. E la leghi a un momento, a un pensiero, a un episodio, per sempre. E così sarà. Le altre, saranno sempre belle. Ma questa... questa ha un gusto diverso.

Amsterdam... la città, i colori, i profumi, la gente, la pioggia... non è solo coffee shop e bordelli. Quella è ormai una piccola parte della città. La parte turistica, la Disneyland d'eccezione. Amsterdam è palazzi storti, è vetrate enormi, è creatività, è vento sole pioggia sole vento pioggia e ancora sole... è una serie di fotografie, è un volto che dorme nel buio della notte, è un panino al burro, è un caffè che non si trova e invece sì, è una torta alla cannella, è un pane ai cereali, è ma quante biciclette...

Beh.. ascoltatela. vi sorprenderà, di sicuro.

Coldplay - Amsterdam (dall'album A Rush of blood to the head, 2002)

Come on, my star is fading
And I swerve out of control
If I, if I'd only waited
I'd not be stuck here in this hole
Come here my star is fading
And I swerve out of control
And I swear I waited and waited
I've got to get out of this hole

But time is on your side
It's on your side now
Not pushing you down and all around
It's no cause for concern

Come on, oh my star is fading
And I see no chance of release
And I know I'm dead on the surface
But I am screaming underneath

And time is on your side
It's on your side now
Not pushing you down
And all around, no
It's no cause for concern

Stuck on the end of this ball and chain
And I'm on my way back down again
Stood on a bridge, tied to the noose
Sick to the stomach
You can say what you mean
But it won't change a thing
I'm sick of the secrets
Stood on the edge, tied to a noose
You came along and you cut me loose
You came along and you cut me loose
You came along and you cut me loose.

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Di Marco (del 13/05/2008 @ 22:17:00, in News, linkato 107 volte)

Stazione FER di Molinella, by Castefoto
Stazione FER di Molinella, by Castefoto

Lunedì, dopo un lungo periodo di forzata inattività, ho ripreso a lavorare. Giornata piuttosto impegnativa e decisamente lunga. sveglia alle 5.45, 2 ore di coda in tangenziale a Milano, per arrivare alle 9.30 in ufficio. Ritorno a sera inoltrata, con molta stanchezza e molti pensieri.
Per via di coincidenze mancate e passaggi volanti, mi sono ritrovato ad attendere il treno per Torino alla stazione di Santhià. vi racconto i miei 50 minuti di attesa.

Dapprincipio, mi sentivo particolarmente indispettito. avevo mancato la coincidenza per meno di 5 minuti. di solito, l'IR Milano Torino è sempre in ritardo...ovviamente, mai quando ti serve! Così, mi sono guardato intorno. Erano già le 20.30, lo stomaco mugugnava reclamando la sua giusta attenzione, ma attorno alla stazione non si vedevano bar aperti. non almeno nelle immediate vicinanze.
Per chi non lo sapesse, Santhià è un paese che si trova a circa 60 km. da Torino, immerso nelle risaie del Vercellese. Più o meno a partire da questo periodo, la popolazione viene centuplicata dal ritorno dei veri residenti, le zanzare. tant'è che lo scalo internazionale delle zanzare è proprio qui... ; - )
Per fortuna, però, ieri sera le zanzare non si sono viste. Poiché avevo ben 50 minuti di attesa, mi sono seduto sulla pensilina, e ho incominciato a guardarmi intorno.
Il cielo.. una mezzaluna ci guardava tutti dall'alto, attorniata da qualche nuvoletta che capricciosa le si annodava su una punta. Il sole era ormai tramontato, ma ancora donava delle incredibili tonalità azzurre, che progressivamente si perdevano verso il blu più scuro.
Il ronzio continuo del motore diesel del regionale per Biella, fermo al binario 1, continuava a soffocare il frinire delle cicale. ma quando diavolo parte questo trenino? al suo interno, isole di universi rappresentate da pendolari mezzi assonnati che si adagiavano ai sedili dell'unico vagone.
D'un tratto, verso il lato opposto alla stazione, 2 conigli in missione solitaria esploravano i binari di interscambio, alla ricerca di qualche oggetto prezioso, o forse alla ricerca di un po' di avventura.
Finalmente, il treno per Biella parte. Siamo rimasti io, le cicale, e il personale di servizio, rintanato nella sala di controllo.
C'è pace. C'è tranquillità. La sera del lunedì, alla fine del primo giorno di lavoro della settimana. Si accendono le luci della stazione, i pochi passeggeri in direzione Torino si presentano al binario 4. Attendo la comunicazione dall'altoparlante dell'arrivo del treno, ma niente. Quando già iniziavo a preoccuparmi per il ritardo, ecco che compare da lontano, con un fischio netto, ma timido. Lentamente avanza, apre le porte, e via. Ormai, poche persone sono presenti. Ognuno pensa già al tepore della casa, o al meritato riposo.
Resta il ricordo in me di Santhià, dei due coniglietti, delle cicale, e di quei piccoli, lunghi 50 minuti, che mi hanno fatto ricordare quanto frenetiche siano diventate le nostre giornate.

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Di Marco (del 09/05/2008 @ 17:12:33, in Cucina, linkato 1719 volte)

Pizza al tegamino (thanks to caseificio "la telesina")
Dopo la farinata, la cena prosegue con la pizza al tegamino.... ; - )
Ci sono molti modi per fare la pizza. Puoi farla a casa, prendendo farina e lievito, o puoi prendere il preparato per pizza (ci sarà ancora oggi la pizza catarì???), oppure puoi comprarla surgelata in uno dei mille supermercati o ipermercati che circondano casa tua. oppure, puoi semplicemente andarla a gustare in pizzeria.
Già... ma quale pizza? E' presto a dire pizza. con "pizza" si intendono piatti profondamente diversi. I puristi napoletani (la vera pizza napoletana!) diranno che di pizza ce n'è una sola, ed è la loro. e probabilmente hanno pure ragione: in fondo, l'hanno inventata loro! C'è da dire, però, che ora di auto ce ne sono tante, e le ultime uscite non sono certo peggiori della prima auto uscita da una officina. per cui, qualche miglioramento, o variante, c'è stato e per me è stato un bene.
Le varianti di pizza sono molteplici: quella napoletana ha la caratteristica di essere di dimensioni medio grandi, viene cotta molto velocemente in un forno a legna molto molto caldo, e servita con il bordo bello alto. L'impasto, a causa della cottura semi istantanea, risulta un po' molle e, nella maggior parte dei casi, un po' indigesto. a molti piace così. A Torino, in particolare, negli ultimi anni c'è stata una vera esplosione di pizzerie che offrono la vera pizza napoletana.
A Roma, invece, la pizza viene servita con dimensioni generalmente maggiori di quella napoletana, e si contraddistingue per essere molto sottile e, generalmente, ben oliata. La cottura in questo caso è molto simile a quella napoletana, ma l'impasto risulta più cotto (e, quindi, un po' più digeribile), proprio perché esso è più sottile, risultando perciò un po' più croccante.
A Torino, invece, nelle pizzerie che potremmo definire "tradizionali" (tradizionali per la città, s'intende), è facile trovare la pizza  "al tegamino". E' una pizza il cui impasto viene dapprima fatto lievitare tutto assieme. Poi, una volta lievitato, viene inserito nel tegame (si dice "tegamino" proprio per le dimensioni ridotte, pari a un piatto normale da secondo), e qui dentro l'impasto ha la possibilità di lievitare una seconda volta.
Una volta opportunamente farcito e condito, entra in forno a una temperatura di circa 220, 240°, ed estratto quando è ben cotto. Il risultato è che il bordo è bello croccante e il centro morbido.
Questa è certamente la pizza che preferisco: non solo perché dalle dimensioni ridotte (cosa che mi consente di gustare prima la farinata...), ma soprattutto perché ha una maggiore digeribilità e mantiene l'impasto al contempo croccante fuori e morbido dentro.
Poi, ovvio, i gusti sono gusti... ma se vi ho stuzzicato la curiosità, vi consiglio di provare l'accoppiata pizza al tegamino - farinata, se doveste venire a Torino. Non vi deluderà : - )

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Di Marco (del 08/05/2008 @ 11:26:47, in News, linkato 19 volte)

Il Monviso al tramonto
Stavo curiosando sul web, cercando di capire se i motori di ricerca portassero in qualche modo alla mia home page o meno, mettendo qualche riferimento a me attinente.
Cercando cercando.... tah dah! Ho trovato qualcosa di interessante.
Da normativa, le foto che vengono pubblicate sul web sono di per sé pubbliche. nel senso che l'utilizzo delle foto su altri siti web è legale. L'utilizzo invece commerciale, o per altri scopi, non espressamente indicato dall'autore, è proibito. In caso di dubbio, converrebbe sempre chiedere all'autore della fotografia per capire come utilizzare la foto in questione.
Detto questo, cercando tra le immagini, ne ho ritrovata una mia (quella che vedete qui sopra) su un altro sito web, corredata da una poesia. wow... detto che il suo utilizzo è assolutamente legittimo (anche se, a dir la verità, mi avrebbe fatto piacere un collegamento al mio sito...), mi ha fatto piacere constatare che, in qualche modo, le mie foto sono apprezzate.
Il fatto è che la gente passa, guarda, e se ne va. Magari scarica la foto, magari la tiene sul desktop, magari scappa inorridita.. non mi è dato saperlo. Pochi lasciano una firma, probabilmente perché non ne hanno voglia. Ma il sito web è vivo, questo sito è pensato per dialogare, confrontare, verificare. Ciascun blog, in fondo, è un tentativo di comunicare con una platea, sia essa vasta o ridotta. E' un modo per mettersi in gioco e per sollevare domande, ottenere risposte, o altre domande.

...sono andato oltre il seminato ; - )
visto che probabilmente, se siete giunti fin qui, siete anche curiosi della poesia collegata alla foto qui sopra, ecco il link.
Enjoy...

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Di Marco (del 07/05/2008 @ 00:05:41, in Cucina, linkato 79 volte)

La farinata quando esce dal forno
Ci sono tre aspetti che rendono Torino unica nel mondo, e che mi impediscono di starci lontano troppo tempo:
i grissini
il bicerin
la farinata

Sono tre prodotti estremamente differenti, ma tipici e profondamente radicati nel territorio piemontese. Dei primi due parlerò in un'altra occasione, oggi consentitemi di fare un pubblico elogio alla farinata...
Già il nome mi fa venire l'acquolina in bocca... ; - ) La farinata è un piatto molto semplice, povero per moltissimi versi, ma molto difficile da preparare. Storicamente, è nato nel territorio che comprende Piemonte, Liguria e una parte della Toscana (in particolare, quella costiera). In Piemonte e Liguria si chiama farinata, mentre in Toscana si può trovare (e conoscere) come cecìna o 5e5.
Gli ingredienti: farina di ceci, acqua, sale, e olio. come vedete, semplicissima. Il problema, è trovare il giusto mix e, soprattutto, la modalità di cottura.
A Torino è un vero e proprio must in pizzeria: una pizza non si può mangiare se prima non si gusta un piatto di farinata. e, ultimamente, un piatto abbondante di farinata è persino migliore della pizza stessa.
Il segreto è nella cottura: il forno deve essere molto caldo, la farina di ceci, diluita con acqua e olio e versata nella teglia, deve essere dosata con cura, in quanto non deve essere eccessiva. Il risultato migliore è una farinata con il bordo croccante e il cuore ben cotto sopra e sotto, ma morbido dentro.
Insomma, la farinata è una vera e propria arte. Incredibile, per la sua bontà, che non si sia esportata nel resto d'Italia: lo trovo un vero e proprio mistero.
Ma non credete che a Torino possiate trovare la farinata in ogni pizzeria: quelle che si definiscono "napoletane" si rifiutano ostinatamente di servire la farinata, perché non è nella tradizione napoletana (che peccato!). Le pizzerie "indigene", invece, che offrono anche la pizza "al padellino" (altra caratteristica del nord-ovest italiano, quasi ci fosse una sorta di simbiosi con la farinata), di solito non disdegnano l'offerta del sublime piatto dorato.
Insomma... se doveste venire a Torino, cercate una pizzeria con fuori scritto anche "Farinata": ce ne sono diverse che fanno una farinata eccezionale, e questo è uno dei tanti motivi che mi fanno amare la mia città.
Insomma... mi prende per la gola... ; - )

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