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 Arco Olimpico... di Marco
 
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Come una bolla di sapone.
Più grande è,
più, quando scoppia,
fa rumore.

Marco
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 22/06/2008 @ 12:08:00, in News, linkato 59 volte)

45° Nord, centro commerciale a Moncalieri

A Moncalieri, praticamente un continuum di Torino, ogni venerdì si tiene uno spettacolo di cabaret all'aperto. Sperando nella clemenza del tempo (almeno per il periodo dell'evento...), si possono gustare gratis spettacoli decisamente interessanti.
Il primo, proposto in cartellone, vede protagonista il grande Sergio Sgrilli.
In una delle sue prime apparizioni dopo il grande successo ottenuto in una delle tante edizioni di Zelig, avvenuta qualche anno fa in occasione della rassegna RidiTorino, apprezzai la sua comicità, la sua capacità di coinvolgimento, la sua bravura anche come chitarrista. Insomma, un vero artista con molte sfacettature. La principale, ovviamente, riguarda la sua comicità, a volte dirompente, a volte dissacrante (da buon toscano).
Da allora, non ho mancato nessun appuntamento a Torino, felice anche del fatto che in ogni occasione cambiasse il repertorio e proponesse gag sempre nuove.
Come mancare allora all'appuntamento?
Ci vediamo pertanto domani sera, 20 giugno, alle 21 al 45° nord di Moncalieri, per una serata di risate e divertimento...

...la foto l'ho fatta con il cellulare... la resa è quella che è!!!

Un piccolo commento all'esibizione del buon Sergio...
Per chi lo ha già visto in passato, ha ripresentato buona parte del suo repertorio. Irresistibile, in certi momenti, coinvolgente, quando abbraccia la chitarra e invita gli spettatori a cantare alcune evergreen italiane...
Purtroppo, ha fatto solo un'ora di spettacolo. Inizio poco dopo le previste ore 21, ultimi saluti alle 22.15. Mi viene da pensare che, giustamente, bisogna anche dare la possibilità agli spettatori di guardare le vetrine e, perché no, fare un acquisto dell'ultimo momento... in fondo, si è in un centro commerciale, che utilizza il volano del cabaret per sponsorizzarsi un po' e richiamare nuovi avventori.
La serata calda non ha influito sul piacere della serata. Anche perché le zanzare, bontà loro, non si sono fatte vedere (e, soprattutto, sentire).
Da ricordare, quindi, per i prossimi incontri al 45° nord: non vi aspettate un classico spettacolo di cabaret, ma un'ora di risate allegre a ridosso del vostro cabarettista preferito. Segnalerò i prossimi per tenervi informati!

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Di Marco (del 20/06/2008 @ 12:34:32, in News, linkato 165 volte)

The sad fridge

Questo è, attualmente, il frigo di casa mia. E' un po' triste. non che sia spesso stracolmo di cibarie, ma in questo ultimo periodo sta tirando parecchio la cinghia.
Nell'ordine... dal basso verso l'alto: un po' di parmigiano, un po' di pecorino romano (ormai, però, siamo agli sgoccioli), un mezzo limone senza buccia testimone di una torta recente (la torta di carote). al piano basso.
Al piano alto, oltre a 4-5 olive che cercano di resistere, abbiamo alla estrema sinistra un esperimento scientifico. Un bel bunny di pasqua (anno 2007, però, o 2006..., no, 2007) stra-scaduto, oggetto di esperimento scientifico dicevo perché sto aspettando che si trasformi in qualche essere stravagante. Per ora lo tengo a stecchetto, ma forse dovrei invogliarlo mettendogli vicino qualche cosa di alletante... ; - )
A parte tutto, uno dei motivi per cui non riesco a tenere aggiornato il sito è che in questi giorni sono preso da lavoro matto e disperatissimo, che poco tempo mi lascia in generale. Tra cui, chiaramente, anche il tempo di andare a fare la spesa! Da qui, lo svuotamento progressivo del frigo fino al consumo delle derrate che si tengono negli armadi: pelati, riso, pasta... finita quella, resta sempre la risorsa ultima della pizza spedita a casa e poi arriviamo all'ascetismo puro. Che, in epoca pre-balneare, può avere anche il suo perché...
Spero di non arrivare a tanto. in fondo, il mangiare è un piacere, un gran bel piacere....
Per esempio... un frigo così desolato porta alla fantasia. Da qui, vi invito a inviarmi qualche suggerimento. ovvero...

Cosa vorrei trovare aprendo il mio frigo?

Provate a immaginare quale prelibatezza vi piacerebbe trovare aprendo il frigo di casa... per cosa morireste  di golosità? io qualche idea ce l'avrei.. ma iniziate voi... ; - )

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Di Marco (del 12/06/2008 @ 10:26:45, in Attualità, linkato 99 volte)

invito 2b form

Questa sera c'è l'inaugurazione di una mostra che si presenta interessante (qui sopa l'invito), in una location davvero d'eccezione. L'hotel NH Santo Stefano è davvero un albergo, sorto in occasione delle Olimpiadi del 2006, che si trova in una posizione privilegiata, ovvero di fronte alle Porte Palatine.
Riporto qui di seguito il comunicato stampa. Ci vediamo stasera!

2.B form. da sguardi a forme
DAL 12 GIUGNO AL 12 LUGLIO 2008 - 24 ore su 24, 7 giorni su 7
Presso i locali dell’NH Santo Stefano Hotel - Via Porta Palatina 19, 10122 Torino
Autori Valentina Montresor • Paolo Saglia
In collaborazione con Lasercarving
Niente è più visibile di ciò che è nascosto. Non tutti i designer hanno letto Confucio, ma di certo
sanno quanto le cose, a saperle guardare, possiedano l’incredibile capacità di racchiudere forme
inaspettate.
La progettazione di nuovi oggetti non è altro che una risposta a criteri funzionali ed estetici,
derivanti da immagini già immagazzinate all’interno delle nostre menti. Forme già viste. Libri già
letti. Storie già ascoltate.
È partendo da questa considerazione che nasce l’idea. Sintetizzare quel legame fra realtà e
intuizione che permette alla creatività di esprimersi, grazie ad un particolare sguardo sul
particolare, che sa svelare ciò che le cose raccontano, a chi le sa ascoltare.
Allestita nel centro di Torino, per il 2008 capitale mondiale del design, “2.B form. da sguardi a
forme” mostra il “design invisibile” per stimolare la fantasia dell’osservatore e suggerire di non
fermarsi al primo sguardo disponibile, ma di andare oltre, di cambiare punto di vista, allenare lo
sguardo e liberarlo dalla prigionia dell’apparenza statica che ci circonda.
Fotografie, elaborazioni grafiche, lastre metalliche incise tramite l’utilizzo della tecnologia
laser di Lasercarving ripercorrono i processi inconsci di trasformazione del reale: piccoli input per
dimostrare che guardare oltre si può e che ogni sguardo può diventare forma.
La mostra “2.B form. da sguardi a forme” è allestita presso i locali dell’NH Santo Stefano
Hotel, in via Porta Palatina 19, nel cuore del Quadrilatero Romano a due passi da Piazza Castello.
Durante il periodo della mostra, dal 12 giugno al 12 luglio 2008, l’hotel sarà importante punto di
riferimento per le delegazioni straniere del XXIII UIA World Congress of Architecture, che si terrà
in occasione del World Design Capital.
La mostra “2.B form. da sguardi a forme” sarà inaugurata giovedì 12 giugno alle ore 19.
Per informazioni: 347 4472496 - 2bform@gmail.com

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Di Marco (del 10/06/2008 @ 22:56:27, in News, linkato 152 volte)

After the rain
La quiete, dopo la tempesta...
A Torino si rivede il sole, o una parte di esso, dopo praticamente 2 mesi di pioggia più o meno ininterrotta.
Non è detto sapere se è solo una tregua parziale, o la premessa per l'arrivo del caldo estivo. In fondo, siamo a giugno inoltrato...
Se il tempo di Torino fosse "marcocentrico", direi che potrebbe continuare così ancora per un po': non posso ancora prendere il sole, la pioggia mi aiuta nel concentrarmi nel lavoro, non si muore dal caldo e, cosa non marginale, l'allergia da polline resta lontana. Oltre al fascino indubbio della pioggia scrosciante.. se c'è il sole, si ha l'obbligo di essere felici. Il sole ti porta a essere felice! La pioggia invece ti consente di essere incavolato, triste, arrabbiato. Persino di imprecare contro tutti ("...governo ladro!!!").
La pioggia lava, la pioggia bagna, la pioggia purifica. E non ne scende mai abbastanza, per tutti noi... E poi in città si respira meglio. E poi ti consente di vedere le partite degli Europei in tv senza sentirti in colpa (...tanto fuori piove...). Che poi, a vedere l'Italia ieri, forse era meglio se ci fosse stato un sole grande così...

Ma il tempo non è marcocentrico, sono solo futili coincidenze. Il tempo passa, come le nuvole sopra la città, e si porta via le sue storie.

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Di Marco (del 10/06/2008 @ 08:00:00, in Attualità, linkato 107 volte)

Lo sposalizio della Vergine - by udronotto
Lo Sposalizio della Vergine - by udronotto

...devo dire che ci sono fotografi veramente in gamba. Basta avere solo la pazienza di cercare e di ammirare. Flickr si sta rivelando un gran bel sito, con tutti i tag che consentono una catalogazione (e una ricerca) anche piuttosto precisa. Vi consiglio di andare a farci un giro...
Ma lasciamo perdere, come al solito stavo divagando un po' troppo.
Il titolo si riferisce a un'esperienza recente, una semplice serata alla GAM di Torino organizzata dagli "amici dell'Università", in cui si presentava un breve excursus (un viaggio virtuale) alla Pinacoteca Brera di Milano.
Il taglio dei due oratori era tarato su un pubblico competente e già mediamente esperto. Nomi, riferimenti e stili si effondevano come profumi nell'aria in quantità infinita.Per me, che, lo confesso, non ho molta dimestichezza con questa arte, a volte era difficile "tenere il passo" con tutti quegli incroci.
Ciononostante, ho avuto modo di apprezzare non solo l'eloquio degli oratori, ma soprattutto il messaggio, il piacere cioè di scoprire di fronte a un quadro, che per un profano come me potrebbe essere anche uno dei tanti, un piccolo tesoro.
L'evidenza di certi particolari, la ricerca di profondità, l'espressione dei visi, i punti di luce e di ombra... un mondo dietro a un quadro.
A volte, mi viene da pensare che l'autore, l'artista che ha realizzato l'opera, non abbia potuto cogliere tutti, ma proprio tutti i significati che emergono dall'analisi di un quadro. Probabilmente, si riesce a trovare anche qualcosa di più rispetto all'intento iniziale dell'autore.
In fondo, però, è proprio questo l'aspetto più bello e interessante dell'arte: arte è comunicazione, è dialogo, seppur a distanza, tra 3 soggetti: l'autore, lo spettatore e,ovviamente, il quadro. Che prende vita in modo autonomo e indipendente, proiettando lo spettatore in un contesto unico. Questi, catturato, lo interiorizza, lo fa suo, e lo fa vivere di vita propria, nuova, personale. Davvero affascinante, quando capita.
Bello, molto bello, davvero interessante. Certo, molto è dovuto alla capacità degli oratori, che hanno saputo rendere interessante un argomento che, per molti, può sembrare noioso e piatto. Sembrare, appunto. Andare oltre la prima impressione. Conoscere. D'altronde, fatti non foste a viver come bruti....

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Di Marco (del 08/06/2008 @ 15:33:46, in Canzone del giorno, linkato 101 volte)

Sarà che sono, ormai, praticamente due mesi che piove a Torino. Sarà che questo tempo porta a guardare indietro, e poco davanti. Sarà che la Scozia mi è entrata dentro come nessun altro paese finora, sarà sarà sarà...
In questo periodo sto ascoltando molto un cantante che è stato definito nientemeno che l'erede di Elton John... a mio avviso, è ancora presto. ma le premesse sono assolutamente ottime. Tant'è che, praticamente, i suoi 2 album li ascolto quasi in un continuum tantrico. E ogni volta trovo sfumature, variazioni, intensità, che prima non avevo colto. In fondo, sono sempre le stesse note, ma è il mio stato d'animo che conferisce loro potenza e novità a ogni nuovo ascolto.
Oggi, allora, vi propongo Goodbye my lover, canzone presente nell'album di esordio del grande James Blunt. Mi ha, tra l'altro, sempre affascinato la sua storia: destinato a una carriera militare (ha combattuto sotto la bandiera britannica nei Balcani negli anni '90) come il padre, ha deciso, una volta tornato in patria, di dare impulso e sfogo alla sua vera natura: il cantautore. Apprezzo molto questa sua scelta, al di là dei risultati. Rappresenta, a mio avviso, un esempio per tutti noi: inseguire i nostri sogni, credere in noi stessi fino in fondo, portare avanti un'idea nonostante tutto e tutti. Bravo James, e grazie.
Come Vasco, del resto (tanto per fare un esempio "nostrano"): la sua "Vita spericolata" al Festival di Sanremo si classificò tra gli ultimi posti. A testimonianza del fatto che, nonostante tutto, si può diventare ciò che sognamo anche quando sembra che tutto ci giochi contro e l'evidenza ci dica che dobbiamo lasciare perdere.

Ma veniamo al testo della canzone.. beh, per chi mastica un minimo di inglese, è piuttosto semplice. Alzi la mano chi non ha amato almeno una volta, così profondamente, in modo così totale, in modo così completo. Un proverbio dice: "meglio aver amato e perduto, piuttosto che non aver amato mai". Chiaramente, ci sono i detrattori di questo detto, e io mi trovo un po' nel mezzo. Nel senso che sono grato di aver vissuto sulla mia pelle questi sentimenti. Ma potrei anche dire che, una volta amato così, una seconda volta è molto improbabile. Un po' come la verginità: una volta persa, è persa. Certo, adesso la chirurgia fa miracoli, ma non è la stessa cosa.
Amare vuole fondamentalmente mettersi in gioco, esporsi in modo completo e totale all'altra persona. La quale, se affonda laddove non trova resistenza, può fare molto molto male. E' un rischio, che noi, in preda agli ormoni e ai profondi sentimenti dell'amore, sovente non cogliamo, o preferiamo consciamente ignorare. Una volta, però, che il danno è provocato, c'è poco da fare. Cosa resta? La gratitudine, per aver provato queste emozioni. Ma anche la sensazione di svuotamento, di sfiducia, di delusione. D'altronde, più si punta, più si rischia di perdere. Se scegli un trampolino di 10 metri, il tuffo si fa più complicato e, in certi casi, estremamente doloroso.
Soppesare pro e contro, e poi lanciarsi nel vuoto. In fondo, è anche questo il bello della vita. Ora, spazio al poeta britannico, che mi fa compagnia in questi giorni. Anche stavolta, sono riuscito a trovare il video su YouTube. Buon ascolto.

James Blunt - Goodbye my lover (dall'album d'esordio Back to Bedlam, 2004)

Did I disappoint you or let you down? Ti ho delusa o abbandonata?
Should I be feeling guilty or let the judges frown? Dovrei sentirmi colpevole o lasciarmi giudicare male?
'Cause I saw the end before we'd begun, perchè ho visto la fine prima che iniziassimo
Yes I saw you were blinded and I knew I had won. Si, ho visto che tu eri cieca ed io sapevo di aver vinto
So I took what's mine by eternal right. così ho preso ciò che era mio per diritto
Took your soul out into the night. Ho preso la tua anima nella notte
It may be over but it won't stop there, potrebbe essere finita ma non smetteremo lì
I am here for you if you'd only care. sono qui per te se solo te ne interessassi
You touched my heart you touched my soul. hai toccato il mio cuore, hai toccato la mia anima
You changed my life and all my goals. hai cambiato la mia vita e tutti i miei obiettivi
And love is blind and that I knew when, e l'amore è cieco e questo l'ho capito quando
My heart was blinded by you.  il mio cuore era accecato da te.
I've kissed your lips and held your head. Ho baciato le tue labbra e stretto a me il tuo capo.
Shared your dreams and shared your bed. condiviso con te i tuoi sogni e il tuo letto.
Ho I know you well, I know your smell.  ti conosco bene, conosco il tuo odore.
I've been addicted to you. sono diventato dipendente da te. 
   
Goodbye my lover. Addio amore mio.
Goodbye my friend. Addio amica mia.
You have been the one. Sei stata l'unica.
You have been the one for me.  Sei stata l'unica per me.
I am a dreamer but when I wake, Sono un sognatore, ma quando mi sveglio
You can't break my spirit - it's my dreams you take. Non puoi piegare il mio spirito - puoi solamente prendere i miei sogni
And as you move on, remember me,  e mentre vai via, ricordati di me,
Remember us and all we used to be ricordati di noi e di tutto ciò che eravamo.
I've seen you cry, I've seen you smile. Ti ho vista piangere, ti ho vista sorridere
I've watched you sleeping for a while. ti ho guardata mentre dormivi per un momento.
   
I'd be the father of your child.  Sarei stato il padre dei tuoi figli, 
I'd spend a lifetime with you.   Avrei passato la mia vita con te.
I know your fears and you know mine.   Conosco le tue paure e tu le mie.
We've had our doubts but now we're fine, Abbiamo avuto i nostri dubbi ma adesso stiamo bene
And I love you, I swear that's true. e ti amo, giuro questo è vero.
I cannot live without you.  Non posso vivere senza di te.
   
Goodbye my lover.  Addio amore mio. 
Goodbye my friend.   Addio amica mia.
You have been the one.   Sei stata l'unica.
You have been the one for me.   Sei stata l'unica per me. 
   
And I still hold your hand in mine. Ed ancora tengo la tua mano nella mia,
In mine when I'm asleep. nella mia, quando mi sono addormentato.
And I will bear my soul in time,   E voglio sopportare la mia anima nel tempo
When I'm kneeling at your feet.  quando mi inginocchièrò ai tuoi piedi.
   
Goodbye my lover.   Addio amore mio. 
Goodbye my friend.   Addio amica mia.  
You have been the one. Sei stata l'unica. 
You have been the one for me.  Sei stata l'unica per me. 
   
I'm so hollow, baby, I'm so hollow.    Sono così vuoto, piccola, sono così vuoto
I'm so, I'm so, I'm so hollow.    sono così, sono così, sono così  vuoto 

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Di Marco (del 06/06/2008 @ 12:32:15, in Canzone del giorno, linkato 300 volte)


La canzone del giorno oggi è italiana. L'ho scoperta davvero per caso... era all'interno del cellulare che acquistai ormai un anno fa. Non ci avevo fatto molto caso, all'inizio, anche se mi era subito piaciuta. Poi, ascoltandola sempre di più, mi è davvero entrata dentro. E ci ho trovato tanti spunti interessanti.
Il testo non è di quelli assolutamente unici, anche se la commistione parole-voce-musica è decisamente gradevole. In più, sono pure riuscito a trovare il video, per cui potete anche ascoltare questa canzone...
Vediamo a cosa mi riporta. Ci sono alcune immagini che sono per me molto significative: la gioia della scoperta, la voglia di ricominciare, la delusione, ma anche la risalita. L'emozione del primo incontro. E, soprattutto, il desiderio, forte, intenso, che ogni giorno sia un giorno speciale. Perché vissuto con una persona speciale. Come se ogni volta fosse la prima volta.
Tradisce però la voce roca del cantante, che conferisce alla canzone una melodia di tristezza e rimpianto. Laddove c'è poesia, c'è sempre in fondo un po' di sofferenza. Ma anche la volontà di tornare a respirare aria pulita, e la gioia di aver provato, almeno una volta, l'amore.

Velvet - Tutto da rifare (dall'album Velvet, 2007)

E' già mattina
un sorso di caffè
dimenticare è così facile
da questa primavera qualcosa cambierà
ma lei è quella che non hai
la luce
mi fermo per un attimo e
mi rendo conto che
oggi è un giorno tutto da rifare
distruggere e riconquistare
oggi ho conosciuto te
sotto una pioggia di stelle.
Ma è già mattina
e così te ne vai
non sono niente
non dimenticare
non mi puoi lasciare
ma è lei quella che non hai
la luce e i miei guai
aspetto solo un attimo
e mi rendo conto che
oggi è un giorno tutto da rifare
da chiudere e riconsegnare
oggi ho conosciuto te
sotto una pioggia di stelle
oggi è un giorno tutto da rifare
distruggere e riconquistare
oggi ho conosciuto te
oggi ho qualcosa da perdere
io oggi penso solo a lei
io oggi so che le direi
che ogni giorno che passerà
sarà un giorno di gloria
per ogni giorno che passerà
sarà un giorno di gloria
oggi è un giorno tutto da rifare
da chiudere e riconsegnare
oggi è un giorno tutto da rifare

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Di Marco (del 05/06/2008 @ 09:17:01, in News, linkato 45 volte)

Camera Ham (photo comic) by kelvin255
Camera ham (photo comic), by kelvin255

Cari netsurfer che capitate su questo sito, ho il piacere di proporvi una mostra di fotografia che si terrà a Torino questo venerdì.
Non conosco personalmente il fotografo, ma mi hanno detto che è particolarmente bravo, per cui meritevole della nostra attenzione. E poi, a un appuntamento mondano in pieno centro non si può certamente mancare... ; - )
Bando alle ciance... diamo un po' di riferimenti allora.
venerdì 6 giugno
ore 20.30-21.30
Cinema Massimo
Via Verdi 18
Torino
Lorenzo Oggiano
Presentazione video in collaborazione con View Festival

Io ci sarò!!! ; - )

Ps: La foto che ho postato qui sopra non è sua, è di un altro buon fotografo (kelvin255) che ho trovato su flickr (gran bel sito!).

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Di Marco (del 29/05/2008 @ 08:13:33, in News, linkato 116 volte)

After The Rain, by Bluemist57
After The rain, thanks to Bluemist57

Non può sempre piovere....
Inserisco questo post sfruttando un famoso detto presente nel film "The Crow", con protagonista nel suo unico film lo sfortunato Brandon Lee.
A Torino sono quasi 2 settimane che piove più o meno ininterrottamente. Per me, è una manna che, letteralmente, scende giù dal cielo. Un po' perché sono ancora un po' troppo fotosensibile (a proposito: ora la vista è davvero ok, ho raggiunto i 10/10 e sono veramente molto molto soddisfatto), un po' perché questo tempo mi consente di concentrarmi e di rendere un po' di più a lavoro. Avere il sole, mi farebbe fare un po' troppi "viaggi", la mia mente andrebbe verso il mare, le montagne, qualsiasi attività che si possa svolgere "fuori" e che poco o nulla coincide con il lavoro e il pc.
E poi, sempre a seguito dell'operazione, non posso ancora prendere il sole, per cui...
Diciamo che il cielo mi sta concedendo molto. In modo involontario (o forse no? Forse sono io che controllo le scie chimiche... he he he he he...), ma devo dire che sono grato al tempo.
Ma non ve la prendete troppo con me... io in fondo non ne sono direttamente responsabile... ; - )
La pioggia... la nebbia agli irti colli, piovviginando sale...
Bello. Ho sempre adorato la pioggia. E quelle atmosfere un po' cupe, che mi fanno venire in mente la Scozia (e, in effetti, è poi proprio così). Mi viene in mente la pioggia di taglio, il bavero del cappotto alzato per fare un po' di protezione al vento che soffia poderoso, il cielo massiccio e grigio, denso, che sovrasta le colline verdi con i fili d'erba piegati e mossi dalle folate che sembrano onde di terra.
Fischi lontani e il rumore di qualche tuono, in lontananza, come un grande e sonoro brontolìo.
In silenzio, ascolti.
Un po', magari, ti identifichi in questa massa d'acqua che scende incessante. Forse sono le tue lacrime, o forse è la tua purificazione. O forse, semplicemente, ti stai bagnando e faresti meglio a ripararti da qualche parte, se non vuoi prenderti un bel raffreddore... ; - )
La pioggia, in attesa del sole. La pioggia, con quel suo profumo umido, con quell'aria subito dopo tersa, fresca. La pioggia, che pregna la terra e ingrossa i fiumi.
L'altro giorno passavo sopra il fiume Dora (la Dora è il secondo fiume di Torino, dopo ovviamente il Po). La Dora, a pochi metri dal margine del letto del fiume. La Dora, dalle acque marroni, piene di fango e di detriti. Ai lati, bottiglie di plastica, oggetti indefiniti, con il suo impetuoso e continuo scorrere.
La Torino industriale ha degli scorci molto interessanti. Questo weekend, dato anche il ponte che si estende a lunedì, mi cimenterò nel realizzare qualche foto di questa città un po' dimenticata, ma che è in grado di sorprendere. Come si dice... stay tuned... ; - )

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Di Marco (del 26/05/2008 @ 08:03:00, in Filosofia, linkato 713 volte)

Paris - La Défense
Ho scelto questa foto, che scattai alla Défense di Parigi, per rappresentare il mondo virtuale. Anche l'albero è rappresentazione. Siamo circondati da rappresentazione. Noi stessi siamo rappresentazione. Di ciò che vorremmo che gli altri vedessero di noi, forse più preoccupati della nostra immagine, che della nostra essenza. E' una balla che ci raccontiamo a noi stessi dire: "L'importante è essere se stessi. Chi veramente ci ama, ci ama per ciò che siamo, e non per ciò che vogliamo mostrare, o essere". Essere accettati dalla società vuole dire arrivare a compromessi, che vanno dal semplice abbigliamento (anche i punk anticonformisti, in fondo lo sono), all'atteggiamento, al comportamento. E non c'è nulla di male, a pensarci, in questo. L'uomo è un animale sociale, e l'accettazione di sé nel gruppo è il primo fondamentale passo per poter far parte di una comunità. La comunità, a sua volta, si identifica in elementi comuni, che rafforzano il concetto di unione e condivisione. Il diverso è accettato, ma fino a un certo punto. Chi va contro il sistema, di fatto va contro una convenzione, un piano di confronto comune. La diversità, però, eleva le persone: lo scambio culturale, da qui i viaggi, è assolutamente fondamentale per la crescita personale. E più si è aperti (cosmopoliti) al diverso, e più si assume un atteggiamento consapevole e positivo nei confronti della novità e, per sua estensione, alla vita. Perché non c'è niente di più vario che le singole esperienze che proviamo sulla nostra pelle ogni giorno.
In questa ottica, ovvero in un mondo in cui la vista (e io me ne sono reso conto negli ultimi 2 mesi) assume una componente fondamentale, sempre più ci stiamo in qualche modo autoconvincendo che il virtuale è reale e il reale virtuale. La differenza tra la nostra esistenza "concreta" e second life è sempre più sottile. anche i soldi (i linden dollars) constano di poche differenze rispetto alle comuni transazioni bancarie fatte di bonifici on line, o acquisti mediante carta di credito. Con questo, non voglio certo dire che si debba girare con dobloni o scudi, ma semplicemente sottolineare come non esista una netta linea di confine tra il "reale" e il "virtuale".
Definiamo virtuale... definiamo reale. Possono essere le sensazioni che proviamo virtuali o reali? possono essere incasellate in qualche modo? difficile dirlo, probabilmente è impossibile sostenere una posizione piuttosto che un'altra.
L'albero della foto. E' virtuale e reale. E' immagine e oggetto concreto allo stesso tempo. Rimanda a un concetto, concretizzandolo. E' il triangolo matematico che si fa timpano e vibra, all'occorrenza.
Le mie emozioni sono virtuali. Il mio mondo è Matrix. Sogno un mondo inesistente, mentre ne sto vivendo un altro della stessa sostanza. il nulla.
The Doors... come on baby light my fire, so when the music is over, turn off the lights...
Apro e chiudo le porte della mia realtà come se fossero ante scorrevoli che mi presentano ogni volta un panorama diverso, eppure sempre uguale.
Le settimane si susseguono senza sosta, così uguali, eppure così differenti. Cambio io, ma cambiano anche loro. Oppure, è solo il mio sguardo, i miei occhi dalla vista ritrovata a rivederli sotto una luce differente.
Le emozioni sono virtuali. sono un sogno, oppure un incubo. dipende dai casi. Anche qui, si chiude una porta, si apre un portone. La virtualità delimitata da una porta. La porta come confine, finis in latino. Ciò che delimita, ciò che definisce. Il sentimento è infinito per definizione. un'emozione non può essere spiegata, può solo essere vissuta. Noi ci nutriamo di emozioni. falso chi dice: "non credo all'amore". Falso chi dice: "non vivo per amore". Falso, falso, falso. La nostra vita è fatta di emozioni. E' l'unico modo che abbiamo per superarci, per uscire dal nostro corpo e farci spazio, tempo, altezza e profondità.
Amore per sé, amore per gli altri. Per sé, anche: perché superarsi, superare i propri limiti, è amore per se stessi. Al lavoro, nello sport, mentre si prepara da mangiare... in qualsiasi momento, troviamo nelle nostre azioni quotidiane una piccola innocente sfida da vincere soprattutto con noi stessi. Una grande prova.
Ma è nell'amore per gli altri che si gioca la grande partita. Far dipendere il risultato non da noi, ma da qualcun altro, è una missione impossibile. E' il più grande mistero, eppure il più grande risultato che si possa ottenere.

Virtuale...e reale. Voi che mi leggete, mi vedete attraverso i bit del monitor. Vi siete mai chiesti se sia vero? Se io sia per davvero una persona? Magari, sono come (si dice) Shakespeare: l'unione di più mani. Magari, sono nato da un'idea di qualcun altro. Magari, sono solo un personaggio.
In fondo, però, non è importante chi io sia. L'importante, sono le emozioni che procuro, che suscito.
Voi siete importanti. voi che leggete, che vi commuovete, che ridete e che sobbalzate, che pensate e ragionate. date forma a un sentimento, e questo è più reale della dimensione che l'ha generato.
Virtuale e reale si incontrano laddove nessuno dei due si può avventurare, ovvero nella terza dimensione.

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