Di Marco (del 04/07/2008 @ 16:49:57, in Filosofia, linkato 288 volte)
I sogni devono restare confinati nella notte. Il risveglio è brusco La luce acceca E rende concrete le ombre delle nostre fantasie I sogni devono restare tali Non inseguire i sogni Non inseguire i sogni Non inseguire i sogni
Dormi Viaggia con il pensiero Trasforma la città in un prato di margherite Tuffati nel cielo blu e vola sopra i tetti Ma ricorda, dura solo una notte Solo una notte, una splendida notte
Da dietro le colline, spunta il sole Un nuovo giorno, anche questo è passato Aspettiamo la notte Notte senza stelle Per un mondo che mi costruisco un batter di ciglia, e vola via
Di Marco (del 02/07/2008 @ 17:47:17, in Fotografia, linkato 194 volte)
Qualche anno fa nacque, da parte di qualche architetto, l'idea di portare a Torino il mare. Con tanto di progetto e video. e portale (che può essere consultato qui). Insomma, non solo una boutade, ma un progetto vero e proprio. Con tanto di realizzazione sulle ceneri (meglio dire i binari) della stazione di Porta Nuova, che come molti torinesi sanno è destinata a scomparire progressivamente in favore della stazione dell'alta velocità di Porta Susa e della stazione potenziata di Torino Lingotto. Ma tant'è... questi sono discorsi e affascinanti di un futuro futuribile, magari osteggiato, magari desiderato. Oggi vi parlo dell'altra faccia di Torino: iniziamo cioè a esplorare the unknown side di Torino. Quella che sto cercando di fare emergere con i miei nuovi scatti. E parto da uno scatto che, personalmente, trovo molto suggestivo. Il mare a Torino forse c'è già... La foto è assolutamente reale, nel senso che, al di là della correzione dei contrasti, corrisponde in pieno a uno scorcio diciamo "inconsueto" della città.
Parlavamo d'estate... L'estate è anche, in qualche modo, definita dalle sue canzoni, che contraddistinguono un luogo, un momento, un viso, un sorriso, un tramonto... Scommetto. Scommetto su questa canzone, che in questi giorni si fa sempre più strada nelle radio. Ed eccola qui. Ve la segnalo non solo perché mi piace, ma perché sono convinto che sarà la hit dell'estate. Allora... buon ascolto!
Jason Mraz - I'm yours (dall'album We Sing, We Dance, We Steal Things, 2008)
well you done done me and you bet I felt it
Bene bene tu mi hai fregato e tu scommetti che io lo sento
I tried to be chill but you’re so hot that I melted
ho provato ad esser freddo ma tu sei così calda che mi sciolgo
I fell right through the cracks
sono caduto attraverso le crepe
and now I’m trying to get back
ma sto cercando di ritornare indietro
Before the cool done run out
prima che la fredda fregatura esca fuori
I’ll be giving it my bestest
io darò la mia miglior prova
Nothing’s going to stop me but divine intervention
e niente mi fermerà tranne l’intervento divino
I reckon its again my turn to win some or learn some
io so che è il mio turno per vincere o imparare qualcosa
I won’t hesitate no more, no more
Io non esistero’ più
It cannot wait, I’m yours
non più,non posso aspettare sono tuo
Well open up your mind and see like me
Spalanca la tua mente e osserva come me
Open up your plans and damn you’re free
libera i tuoi programmi e dannazione tu sarai libero
Look into your heart and you’ll find love love love
guarda nel tuo cuore e tu troverai amore amore amore
Listen to the music of the moment maybe sing with me
ascolta la musica del momento e magari canta con me
Ah, la peaceful melodys
ah, melodica pacifica
It’s your God-forsaken right to be loved love loved love love
è il tuo dio abbandonato pronto per essere amato amato amato amato
So I won’t hesitate no more, no more
così io non esiterò più mai più
It cannot wait I’m sure
non può più aspettare sono sicuro
There’s no need to complicate
non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short
il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours
è il nostro destino sono tuo
I’ve been spending way too long checking my tongue in the mirror
Io ho speso molto tempo cercando la mia figura nello specchio
And bending over backwards just to try to see it clearer
e andando su e giù per vedere più chiaramente
But my breath fogged up the glass
Ma il mio respiro appannava il vetro
And so I drew a new face and laughed
così ho disegnato un nuovo volto e ho riso
I guess what I’m saying is there ain’t no better reason
penso che per quello che sto dicendo non ci sia una ragione migliore
To rid yourself of vanity and just go with the seasons
per sbarazzarsi della vanità e andare solamente avanti nelle stagioni
It’s what we aim to do
è quello che cerchiamo di fare
Our name is our virtue
il nostro nome è la nostra virtù
I won’t hesitate no more, no more
Così io non esiterò più, mai più
It cannot wait I’m sure
io non posso aspettare sono sicuro
There’s no need to complicate
non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short
il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours
Questo è il nostro destino, io sono tuo
Well no no, well open up your mind and see like me
Spalanca la tua mente e osserva come me
Open up your plans and damn you’re free
libera i tuoi desideri e dannazione tu sarai libero
Look into your heart and you’ll find love love love love
guarda nel tuo cuore e tu trovarai amore amore amore
Listen to the music of the moment come and dance with me
ascolta la musica del momento e balla con me
ah, la one big family ([2nd time:] ah, la happy family)
ah, siamo una grande famiglia
It’s your God-forsaken right to be loved love love love
è il tuo dio abbandonato pronto per essere amato amato amato amato
I won’t hesitate no more
Io non esiterò più, mai più
Oh no more no more no more
non più, non più, non più
It’s your God-forsaken right to be loved, I’m sure
è il tuo dio abbandonato pronto per essere amato amato amato amato
Theres no need to complicate
non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short
il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours
Questo è il nostro destino, io sono tuo
No I won’t hesitate no more, no more
No, io non esiterò più, mai più
This cannot wait I’m sure
Questo non può aspettare, ne sono sicuro
There’s no need to complicate
non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short
il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours, I’m yours
Questo è il nostro destino, io sono tuo, io sono tuo
L'estate ormai è arrivata, e con essa è forte la voglia di mare. Chi di noi non sente, irresistibile, la voglia di stendersi al sole, di provare il piacere del sale sulla pelle, dell'acqua fresca che ci rigenera e ci ripara dal caldo afoso di questi mesi... Torniamo al '92, ormai 16 anni fa (è il periodo dell'amarcord). Quell'anno, è stato un anno particolare. Dal punto di vista musicale, è stato letteralmente dominato, in Italia, da una canzone in particolare, stravincitrice di quell'edizione del Festivalbar. Luca Carboni, già famoso, otteneva la sua consacrazione: da cantautore bravo, a cantautore bravo e conosciuto, affermato e amato. La musica, l'inizio del sax, le parole... chi non ha un mare dentro di sé. Chi non ha legato un momento particolare a quella spiaggia, quell'estate, quel sorriso... Allora, l'augurio: che questa estate, questa che arriva, possa essere una estate da ricordare. Un'estate in cui il mare che vediamo, ce lo porteremo sempre, con la sua salsedine, il suo profumo, la sua vitalità.
Ho comprato anche la moto usata ma tenuta bene ho fatto il pieno e in autostrada prendo l’aria sulla faccia
Olè tengo il ritmo prendo un caffè lo so questa notte ti troverò
Son partito da Bologna con le luci della sera forse tu mi stai aspettando mentre io attraverso il mondo
Olè questa notte mi porta via alè questa vita mi porta via…mi porta al mare
Mare, mare, mare ma che voglia di arrivare lì da te, da te sto accelerando e adesso ormai ti prendo mare, mare, mare ma sai che ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore sì e che ogni tanto gli fa sentire l’onda mare, mare, mare ma sai che ognuno c’ha i suoi sogni da inseguire sì per stare a galla e non affondare no no
Ma son finito qui sul molo a parlare all'infinito le ragazze che sghignazzano e mi fan sentire solo sì ma cosa son venuto a fare ho già un sonno da morire
Va beh, cameriere un altro caffè per piacere alè tengo il ritmo e ballo con me
Mare, mare, mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu no, non voglio restarci più no, no, no, mare, mare, mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu no, non voglio restarci più no, no, no, mare, mare, mare avevo voglia di abbracciare tutte quante voi ragazze belle del mare, mare, mare, mare, mare poi lo so che torno sempre a naufragare qui…
Di Marco (del 27/06/2008 @ 18:08:01, in Filosofia, linkato 66 volte)
Hulk al cinema. La nuova versione promette di essere migliore del primo film. A me il primo film piaceva. Gli attori erano decisamente di livello, eppure ha riscosso molte critiche. Sono un po' curioso riguardo a questo nuovo film. Sarà la solita boiata? oppure riuscirà a dare qualche input interessante? Il film chiaramente è solo un pretesto. In realtà, nei giorni scorso, sono stato in giro per la città. Ho cercato nuovi posti, nuove angolazioni da cui vedere Torino. Ho percorso la Dora, partendo da via Livorno. Qui c'è tutta una zona nuova, in cui ci sono palazzi nuovi nuovi alti alti, poi l'immancabile centro commerciale, le immancabili rotonde e, chiaramente, l'immancabile multisala. La giornata fortemente assolata, con pochissima gente per strada, consentiva di spaziare in lungo e in largo, soffermandosi su aspetti nella maggior parte dei casi trascurati, ignorati. Mi verrebbe da dire: certo che ne hai di tempo da perdere... Mi viene però da pensare che proprio perché ho tempo (oddio, non pensate che ne abbia tanto, in realtà), posso dedicarmi a vedere la realtà in modo diverso, con i miei occhi diversi. Soffermarmi là dove non si sofferma quasi nessun altro, mostrare la stessa città sotto punti di vista differenti. Da qui, la voglia di presentare The other side of Torino, che pubblicherò nei prossimi giorni (stay tuned...). Partiamo con Hulk. Verde dalla rabbia. ma rabbia per cosa? per essere incompreso? per essere diverso? per avere dentro un'anima che non è accettata dagli altri fuori? In questo scatto, ho cercato di creare un'associazione tra l'eroe patinato, la sua rappresentazione, il suo mondo reale (il cinema), il suo mondo virtuale (la nostra realtà). Mondo virtuale fatto di cemento, macchine, catrame, calore. Mondo virtuale e mondo reale... Esce dalla pubblicità, con la sua foga, per entrare nel nostro mondo. Si dice che tutti abbiano dentro un hulk, una parte forte, impetuosa, ma repressa. Che esce solo in determinati momenti. La parte violenta, incontrollata, di noi. Non necessariamente la peggiore. Verdi di rabbia...
Di Marco (del 26/06/2008 @ 07:48:43, in Cucina, linkato 105 volte)
Arriva l'estate, e con essa anche i tipici piatti di questa stagione. Tra questi, assolutamente immancabile sulle tavole è l'insalata di riso, semplice da preparare e pronta da gustare nelle ore calde del giorno, o direttamente sulla spiaggia. Non mi dilungo troppo sulla preparazione, perché credo che la conoscano tutti: a parte l'immancabile vasetto delle verdure già pronte (con carciofini, carote, olive, sedano, ecc), io di solito aggiungo tonno, pomodoro come se piovesse, basilico e mozzarella di bufala. Il tutto, condito da un buon olio extravergine e, a chi piace, aceto balsamico. Si lascia raffreddare in frigo (non subito, però!) e poi buon appetito...
Di Marco (del 25/06/2008 @ 08:23:57, in Attualità, linkato 62 volte)
A Torino c'è una interessante mostra di fotografia, organizzata dalla Lavazza, con foto decisamente suggestive che ripercorrono la nascita, nei luoghi originari, del caffè. Colori caldi, immagini di grande impatto, quasi riescono a perdere la bidimensionalità per trasmetterti i profumi e i suoni (o i silenzi) dei posti visualizzati. Quando assisto a queste mostre di fotografia, mi rendo conto di quanto "indietro" io sia con la mia tecnica, con le mie capacità. Chapeau ai fotografi selezionati da Lavazza, questa sì che è arte! Arte, inoltre, incastonata in un'altra grandissima arte. Le mostre a cielo aperto sono sempre affascinanti, soprattutto se riescono a integrarsi senza ledere il contesto in cui si svolgono. Presentare in Piazza San Carlo, ovvero il "salotto" di Torino, è un grandissimo onore: basta guardarsi attorno per apprezzare la discreta e nobile magnificenza della piazza. Esporre delle opere, e diventare una parte integrante dello spettacolo, è davvero un compito arduo. Complimenti allora anche agli organizzatori della mostra... Insomma, una mostra da vedere senza indugi. Se passate per il centro città, non dimenticate di buttare l'occhio a queste foto. Anche se non vi piace il caffè, sono sicuro che vi verrà voglia di viaggiare e assaporare tutti i gusti che sembrano nascere da queste stupende immagini..
Di Marco (del 24/06/2008 @ 21:50:00, in Attualità, linkato 65 volte)
Celebriamo, in questo post, un importante traguardo di un visitatore d'eccellenza di questo sito. Un visitatore che, con il suo brio e i suoi interventi, ha reso viva la comunicazione e la voglia di confrontarsi sui tanti temi che ho proposto. per andare, tra l'altro, anche oltre... Camilla si è laureata in settimana. W Camilla! e congratulazioni per i tuoi risultati... Laurearsi è sempre importante. indipendentemente dalla laurea conseguita e dal risultato finale. Mi ricordo benissimo anche adesso, a distanza di quasi 10 anni, quello che provai il giorno della proclamazione. "In base ai poteri conferitimi, la dichiaro dottore in Ingegneria Gestionale con la votazione di...". Incrediible. Quel momento mi sembrava incredibile. L'ultimo anno l'avevo passato in completa apnea. Non avevo più voglia di studiare. Ero rimasto talmente disgustato da quello che avevo visto (e vissuto), che provavo una forma di rigetto naturale nei confronti di qualsiasi materia. Gli anni di Ingegneria mi avevano purtroppo insegnato che il voto raramente coincide con la tua preparazione, e raramente il risultato è proporzionale al tuo impegno. Troppi fattori aleatori, come l'umore del docente il giorno dell'esame, o la ramanzina del rettore per qualche corso con troppi bocciati (ergo: sessioni straordinarie con i compiti fin troppo facili)... ne avevo a sufficienza. Nella mia carriera universitaria, e potrei raccontare diversi aneddoti al riguardo (ma forse un giorno lo farò), ne ho davvero viste di tutti i colori. All'inizio, avevo ancora l'entusiasmo per la sfida. Adesso si fa sul serio! mi dicevo. Certo, Analisi Matematica e Chimica non erano propriamente degli scherzetti, soprattutto contando che i docenti erano "famosi" per essere particolarmente severi (in particolare quello di Mate). Poi un corso di più di 300 pischelli, che chissà quanti sarebbero stati dopo 5 anni (ma anche dopo 3). Infine, il giorno della laurea. Ti guardi indietro. Ormai, hai abbandonato lo status del mantenuto, del giovine che viene svezzato da mamma e papà. La laurea rappresenta l'ultima appendice, la foglia di fico, che ti separa dal mondo del lavoro. quello vero. quello delle responsabilità, dei soldi, del contratto, di quello che sarai. Sperando che Camilla ci racconti il suo, ecco il mio giorno di laurea. Dicembre, freddo come sempre, a Torino. La notte dormo poco. La mattina, rileggo nuovamente la presentazione della mia tesi. "Riorganizzazione aziendale di una cooperativa sociale". Il nome suona bene, l'argomento è interessante, anche "esotico" per la realtà ingegneristica. Ho anche il corelatore esterno. wow..che emozione. sono teso, sono teso, sono teso. Eccoci qua. Metto il vestito grigio che ho comprato la settimana prima. Un bel completo, sono tutto tirato. l'aspetto ha sempre la sua importanza... Caos. Vero caos. Contrariamente a quanto mi aspettavo, la tesi si svolge in aula magna, con 6 dico 6 tavoli dove la tesi viene discussa in contemporanea. Tra gli ospiti e i tesisti, non si riesce a capire nulla. A fatica, riesco a capire quando passare. Passa un tempo pressocché interminabile. Almeno, per me. Chiuso in aula magna, perdi il contatto con l'esterno. Hai solo di fronte quel tavolo, i controrelatori, la tua tesi in mano, i tuoi genitori, la tua famiglia, i tuoi amici. E' il tuo turno, tocca a te. Sono qui per te, ti appoggiano, ti spingono, ti incitano. Eccolo, finalmente. tocca a me. Mani sudate, il nodo della cravatta è sempre più stretto, non ti ricordi più cosa dire.... La tortura dura circa 10 minuti. Il tempo per nemmeno capire cosa stai dicendo. Cerchi l'espressione di chi hai di fronte, ma vedi fastidio, sospetto, confusione. Accidenti, non mi sto esprimendo come avevo pensato. Accidenti, sto utilizzando sempre "efficiente": deficiente! che combini? Mostra il tuo valore aggiunto! forza! Ma c'è troppo rumore, troppo troppo rumore... Non riesco ad ascoltarmi, e il tempo è finito... Mi alzo, sudato, preoccupato, non soddisfatto. Speravo di fare una migliore impressione. Vedo il mio relatore che parlotta e spiega al controrelatore la tesi. Speriamo che si ricordi... Ora, aspettiamo la proclamazione. cinque anni di fatica, che si concludono in 10 minuti. 10 minuti in cui nessuno ti ha ascoltato, anche se avrebbe voluto... Vedo l'orgoglio nella mia famiglia, vedo la contentezza nei miei amici. Dentro di me, però, c'è un senso di abbandono, di distacco. La laurea rappresenta veramente il primo passo nel mondo dei grandi. Il primo passo, di tanti altri che seguiranno. Non si può di fatto definire un momento unico, perché a volte diventiamo grandi per altre esperienze, molto ma molto meno piacevoli, e magari a un'età in cui bisognerebbe pensare ad altro. Però, nella canonicità di una vita, la laurea rappresenta pur sempre uno spartiacque. Novelli naviganti, salpiamo verso il mare della vita, con l'orizzonte davanti, e la terra dietro. Ora, tocca a noi. Tocca a noi scegliere la rotta, tocca a noi annusare il vento, tocca a noi issare le vele, prendere il timone e puntare la prua. A volte si andrà controvento, a volte si andrà al lasco, a volte bisognerà resistere alle onde. Ma quel profumo dell'avventura, così unica e irripetibile, ci accompagnerà sempre, sperando di approdare, alla fine, a un porto sicuro. Sfrutto i suggerimenti di Valeria e dedico a Camilla una poesia. Con i migliori auguri.
Itaca - Kavafis
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, né nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos'altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Di Marco (del 24/06/2008 @ 08:00:00, in Cucina, linkato 26 volte)
Il frigo vuoto, almeno per il momento, è un lontano ricordo. Per cui, via con la creatività e il piacere della cucina buona e semplice. Visto che siamo in piena estate, vi propongo un piatto molto semplice, ma sempre molto gradito e dal sicuro successo: spaghetti al sugo di pomodoro fresco, cipolla, basilico. Vediamo come prepararlo. Ingredienti per 2 persone Una cipolla rossa di Tropea 2 spicchi d'aglio Un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva 3 pomodori belli maturi una manciata di sale grosso pepe nero una manciata di foglie di basilico spaghetti, q.b. (io direi circa 150 grammi) Preparazione Prendete una padella con un minimo di fondo, tagliate sottile la cipolla e lo stesso con i 2 spicchi d'aglio. Aggiungete il cucchiaio d'olio e fate soffriggere a fuoco basso. Nel frattempo, prendete una pentola per cuocere poi gli spaghetti. Una volta che si sono leggermente rosolate le cipolle (saranno passati circa 5 minuti), tagliate a cubetti i pomodori, poi mettete una manciata di sale grosso e tritate il pepe. Coprite la padella, ogni tanto controllate la cottura, girando con il cucchiaio. Se l'acqua è arrivata in ebollizione, aggiungete una manciata di sale grosso e poi mettete gli spaghetti a cuocere. Nel frattempo, dovreste essere a buon punto con il sugo. Aggiungete allora il basilico tagliando opportunamente le foglie (se tritate, il basilico si diffonde uniformemente nel sugo). Il risultato dovrebbe essere come nella foto qui in basso. Chiaramente, ricordatevi di girare gli spaghetti. Quando sono pronti, scolate la pasta e versatela nel sugo. Fate ancora cuocere gli spaghetti nella padella insieme al sugo, mescolando bene. Bene, gli spaghetti sono pronti! Ora non vi basta che una bella spolverata di parmigiano e... buon appetito!!!
La rubrica, questa volta, dovrebbe chiamarsi "Canzone della sera", o meglio della notte. L'ultima canzone prima di andare a dormire. Quando si fanno i bilanci, si guarda cosa abbiamo combinato durante il giorno e, magari, anche qualche giorno in più. Se abbiamo vissuto, e come. Se abbiamo amato, e quanto. Si incomincia dalla sera, per dare spazio alla notte. All'inconscio, al nostro io, ai nostri sogni. Dove possiamo essere diversi, dove possiamo fare ciò che non abbiamo fatto, dove possiamo diventare ciò che avremmo voluto. E' bello poter dire "buonanotte, amore mio". E' bello poter pensare a una persona, prima di andare a dormire. Presento, così, una canzone di ormai quasi 15 anni fa. Fa parte dell'album d'esordio (bellissimo) del buon Biagio Antonacci. Allora era solo un giovane emergente, con molto talento, e molta strada da fare. Mi piacque subito, e ogni tanto rispolvero il suo cd per riascoltarmelo con la testa di oggi. In questo album ci sono alcune perle, mi piace segnalarvi per il momento questa. Buon ascolto.
Biagio Antonacci - Si incomincia dalla sera (dall'album d'esordio Biagio Antonacci, 1994)
Si incomincia dalla sera a correggersi gli errori a tornare con gli odori alle storie del passato ho sbagliato e risbagliato si incomincia dalla sera anche se non c'è più luce a guardare nelle mani, mani sporche di fatica che hanno preso e poi lasciato Ma incomincia dalla sera a decidere il domani qualche sogno può aiutare, ti svegli con il sole questo vivere mi piace perché il corso della vita non e' scritto ne' deciso chi l'ha detto che hai capito, chi l'ha detto che hai sbagliato non c'è una sola verità Guarda adesso come rido Guarda adesso come scrivo come guardo questi suoi occhi quando viene questa sera quando anche io le dico piano Buonanotte Amore mio... Ma incomincia dalla sera questa nuova storia grande che ha cambiato la mia vita proprio quando non cercavo proprio quando non credevo Si incomincia dalla sera