Di Marco (del 26/09/2008 @ 08:53:32, in Sport, linkato 107 volte)
Continuiamo con l'amarcord sportivo ricordando uno dei (pochi, ahimé) ultimi incontri positivi del Toro dei campionati del nuovo millennio. Per trovare un'occasione particolarmente felice, direi addirittura entusiasmante, degli incontri tra i granata e i biancocelesti, bisogna risalire nientepopodimeno che al campionato 2001 2002. Era il primo anno in A dell'era Camolese (grande tecnico, spero che possa tornare nello staff granata, perché se lo merita davvero). La squadra era partita con qualche difficoltà iniziale, causa anche alcune discutibili scelte societarie (come, per esempio, estromettere il nostro centravanti Marco Ferrante, miglior centravanti degli ultimi 30 anni). Il gruppo, seppur non eccellente, aveva le potenzialità per sostenere un buon campionato, grazie a un discreto mix tra giovani interessanti (tra cui Semioli), nomi di grido (Ferrante e, soprattutto, Lucarelli) e "vecchietti" di pregio (Maspero, Cauet). La svolta del campionato si ebbe in occasione del derby d'andata, in un famoso 3-3 (che racconterò in occasione del derby di quest'anno): da lì il cuore granata e le potenzialità della squadra incominciarono a concretizzarsi. Da quel momento, un susseguirsi di buone partite ad altre meno, con qualche regalo d'eccezione. Un'eccezione, appunto, fu Toro Lazio: diciannovesima partita del campionato. Faceva freddo, molto freddo, quel giorno al Delle Alpi (stadio mai amato e soprattutto inutilmente costruito). La partita si giocava ad armi pari, nonostante la differente caratura tecnica delle due squadre. Il Toro era solido e compatto, la Lazio aveva grandi individualità, ma forse non abbastanza determinata nel portare a Roma un buon risultato. A un certo punto, a metà partita: un capolavoro, un vero capolavoro: Ferrante da metà campo vede Lucarelli quasi libero, passaggio di 40 metri che taglia il campo, e il nostro bomber al volo tira una padellata mostruosa che va a gonfiare la rete. Fantastica. Lo stadio esplode, e a ragione: un gol eccezionale. Basterà per vincere la partita.
La partita di domenica, invece, non credo che possa finire nello stesso modo. Ho visto le partite del Toro quest'anno e l'impianto è decisamente positivo, ma ho alcune critiche da fare: manca il "tremendismo granata", non c'è grinta e spirito granata (che ti porta sempre e comunque a pressare, correre, crederci fino in fondo) e la condizione fisica latita un po' troppo. La Lazio, da quanto ho potuto vedere nei vari servizi, è una formazione decisamente quadrata e solida, con un ottimo impianto di gioco e individualità di spicco. Temo che giocare in casa non possa bastare per fermare i biancocelesti...
Di Marco (del 24/09/2008 @ 16:39:29, in Sport, linkato 91 volte)
In questo blog chi inserisce i post è prevalentemente di sesso femminile (cosa che mi fa piacere e che testimonia che le femminucce sono un po' più intraprendenti e disinvolte nel scrivere ciò che pensano sul web), ma credo che ci sia anche qualche maschietto che magari legge e se ne va, vorrebbe scrivere, ma poi non lo fa, o semplicemente capita da queste parti senza poi tornare. E, al di là di certe mie divagazioni più o meno filosofiche (i fiori, l'amore, la vita, i sentimenti, ecc), sono e resto pur sempre un maschietto! così, inauguro oggi una nuova sezione: Sport Amarcord. Prima di ogni partita del mio unico amore omosessuale (come lo definiva il grande Massimo Gramellini, vicedirettore a "La Stampa"), il Toro, racconterò (o cercherò di farlo) un aneddoto sulla partita in procinto di essere giocata.
Chievo Toro, 2003 Era una notte buia e tempestosa... no, ma era comunque una domenica fredda. Eravamo già nel girone di ritorno, il Toro era in cattive acque e la partita con il Chievo poteva rappresentare un trampolino di lancio per risalire la classifica, già deficitaria. Tant'è che i pur numerosi tifosi granata giunti da Torino esponevano il triste striscione "La fede non retrocede!". Io mi trovavo già in Veneto e mi è piaciuta da subito l'idea di fermarmi per il weekend e gustarmi la partita al Bentegodi: non ci ero mai stato ed ero curioso di andarci. In più, la tifoseria clivense, a dispetto di quella veronese, si è sempre mostrata come particolarmente sportiva, per cui era l'occasione perfetta. Il 2 marzo... un freddo notevole, nonostante il periodo. giornata un po' uggiosa e grigia. Parto con un buon anticipo, così non mi devo preoccupare di cercare di fretta lo stadio. Seguo le indicazioni, parcheggio in un largo spazio dedicato, e mi avvio. La partita è alle 3, alle 2 sono già dentro. Biglietti dei distinti, fotocamera Fuji con me, e via. Noto con piacere che, anche tra i distinti, qualche colore granata spicca tra il giallo predominante. La partita è piacevole, giochiamo anche benino, nonostante un campo spelacchiato e non consueto per la serie A. In un susseguirsi di rovesciamenti di fronte, alla fine perdiamo 3 a 2. non avremmo meritato la sconfitta, ma così è stato: mestamente, anche quest'anno ci prepariamo a scendere nuovamente in serie B. Che delusione... La delusione peggiore, però, non ce l'ho per la partita (in fondo, non abbiamo demeritato): quando arrivo alla macchina, scopro che dei simpatici figuri mi hanno portato via l'autoradio (una fantastica Kenwood fissa con il display a scomparsa). Oltre la beffa, il danno: serratura forzata, niente autoradio, fili penzolanti... i ladri hanno fatto un ottimo lavoro: evidentemente avevano le chiavi giuste, perché sono riusciti a togliermi l'autoradio senza devastare il cruscotto. da veri professionisti.
Eh beh... a volte succede. Anche se non dovrebbe. Avessimo almeno vinto... Torno così a casa con le pive nel sacco. cornuto, e mazziato!
E stasera? Stasera mi aspetto una buona partita. Le statistiche dicono che a Verona il Chievo ci saccagna puntualmente, ma quest'anno mi sento + confidente. La squadra è buona, manca un po' a centrocampo, ma difesa e attacco sono ben attrezzati. Pronostico: 1-1.
Di Marco (del 23/09/2008 @ 21:15:28, in News, linkato 25 volte)
Una piccola vanità... qui forse sembro anche aggressiva, ma in realtà ho un cuore d'oro. Suscito emozioni, da subito. Si sente la differenza tra una qualunque... e me. Mettetemi alla prova, vi saprò conquistare. Cercate il meglio da me, e io vi darò il massimo, sempre.
Sono io, la Lumix... la TZ5... l'unica, l'inimitabile... spero di potervi regalare nuove emozioni, con quello che vedrò.
Di Marco (del 21/09/2008 @ 10:56:16, in Poesie, linkato 162 volte)
A volte le cose semplici contengono dentro di sé una bellezza fuori dal normale. Spesso pensiamo che le cose costose abbiano un valore intrinseco superiore alle altre, e che per questo valgono di più. Ma a volte ci imbattiamo in piccoli eventi, piccole cose, oggetti quasi ignorati per la loro semplcità, che sprigionano un senso di bellezza, di pienezza e di amore, tale da farti commuovere. Non sai perché, ma non puoi che ringraziare il cielo di poter vivere momenti come questo. semplicemente contemplando ciò che hai di fronte.
Hi This is for you I've seen it just few seconds ago And I thought of you
You are my little flower My little, delicate flower
Mi sono morso le mani per non scrivere questo articolo. Ma è più forte di me, non c'è niente da fare. Eppure, ci ho provato, sul serio. Liberismo, economia, libero mercato, la "mano invisibile" che mette tutto a posto, la libera concorrenza, i vantaggi dei consumatori finali. Tutte balle, tutte colossali balle. E noi che andiamo dietro ai guru americani, noi che invidiamo e scopiazziamo le loro trovate. Deregulation, no agli interventi statali, no alla calmierizzazione dei prezzi, no all'intervento dall'alto. Eppure... eppure eppure... Tutto era cominciato con la Enron. Vi ricordate? qualche anno fa... i manager che dicevano: "tutto tranquillo!". e intanto vendevano. Ma anche in casa nostra: comprate Cirio! Comprate i bond argentini! comprate Parmalat! la Enron, negli States, ha aperto il coperchio. ci si è resi conto (ma va?) che il sistema economico liberista americano poteva essere "craccato". Si poteva cioè giocare sporco e contemporaneamente fare un sacco di soldi a danno dei piccoli risparmiatori. e farla franca. E' intervenuto il governo Bush, emanando leggi restrittive e punendo con il carcere il falso in bilancio (proprio mentre in Italia il governo Berlusconi faceva l'opposto). Si pensava che questi interventi potessero mettere dei paletti rigidi, che si potesse cioè limitare attraverso strumenti di vigilanza attivi questi comportamenti fraudolenti. Ma, come si sa, ogni mondo è paese: dalle magliette con le cinture di sicurezza dipinte di Napoli, alla creazione di strumenti finanziari sofisticati come i derivati. Il fine è lo stesso, il mezzo cambia a seconda della cultura e della professionalità. Gli strumenti finanziari complessi sono dei veri capolavori: talmente ben congeniati che è difficile capire le vere conseguenze del loro utilizzo. Il Comune di Torino, per esempio, è probabilmente sull'orlo della bancarotta, con i suoi investimenti smodati per le Olimpiadi, i costi insostenibili degli impianti olimpici e l'utilizzo di forme di finanziamento quantomeno azzardate che portano la bilancia in estremo rosso (come, tra l'altro, ben denunciato e documentato dall'opposizione). Diciamocelo tra di noi, concittadini torinesi: stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità. La città ora è veramente bella, anzi stupenda. Il centro storico è semplicemente meraviglioso, il rifacimento di via Lagrange è solo l'ultimo esempio di una gestione oculata e orientata a rendere la città molto più vivibile e gradevole, a misura del cittadino e, soprattutto, del turista. Ma questo costa, costa un sacco. La contrazione delle sovvenzioni dello Stato centrale e la riduzione di alcune tasse locali (come l'ICI sulla prima casa) non fanno tornare i conti. Eppure noi chiediamo a gran voce i servizi essenziali: acqua, rifiuti, energia, trasporti. Efficienti, puliti, economici. E' chiaro a chiunque che qualcosa non torna. Stiamo facendo di tutto nel mantenere il nostro standard di vita cui ci hanno abituato, ma è come vendere la pelle dell'orso. Gli Stati Uniti sono intervenuti pesantemente nel mercato, salvando tre, ben 3, istituti: Freddie, Fannie (istituti di credito per la sovvenzione agli acquisti delle case) e, ora, AIG, principale società assicurativa americana. Lehman Brothers invece è caduta. Per chi faceva del libero mercato e della "mano invisibile" il suo credo assoluto, è davvero un bel passo indietro. Le agenzie di rating, poi, cioè quelle che determinano a tutti gli effetti gli investimenti di piccoli e grandi risparmiatori, davano un punteggio molto alto alla Lehman. Ovvero: tranquilli! comprate pure! Infatti. Il giorno dopo il fallimento ha abbattuto il rating.
Cos'è l'autorevolezza? cos'è la trasparenza? cos'è l'affidabilità? cos'è l'indipendenza? Viviamo in un'era in cui c'è più disinformazione che informazione. Al punto che ognuno di noi non sa, in buona fede, distinguere tra ciò che è vero, ciò che è verosimile, ciò che è falso. Si sopravvive, si cerca di restare a galla, si prende per buono quello che ci viene proposto come tale. Provo disgusto per tutto ciò. Provo apprensione per il futuro, perché si sta esagerando e in tutti i livelli. Sopravvivere vuol dire fregare il prossimo, vuol dire sopraffarlo, vuol dire tirare avanti con espedienti. Dalla microattività a quella più grande, si nota la perdita di rispetto nei confronti del prossimo. Il prossimo è il prossimo da fregare.
Da ognuno di noi deve partire la "rivoluzione": esigere sempre lo scontrino fiscale, rispettare il bene comune, restare in fila, ridurre i consumi... in una parola: educazione civica. Certo, siamo tutti, chi più, chi meno, esausti. Non ce la facciamo più dei continui quotidiani soprusi. Ma in fondo è la nostra vita, il nostro mondo, il nostro quartiere, la nostra giornata, la nostra città. E ce la dobbiamo riprendere.
Di Marco (del 17/09/2008 @ 08:00:00, in Cinema, linkato 22 volte)
Ho il piacere di presentarvi un film molto gradevole che, oltre alla sua realizzazione, trovo decisamente interessante in particolar modo per i contenuti e per la sua incredibile aderenza alla realtà. pure troppo forse.... La storia racconta le avventure di tre giornalisti, capitanati da Richard Gere, che cercano di fare lo scoop del secolo: intervistare "la volpe", uno dei più crudeli comandanti serbi coinvolti nei massacri e nelle "pulizie etniche" della guerra degli anni '90 nella ex Jugoslavia. Come riportato anche nei titoli di coda, il parallelo tra "la volpe" e Karadzic è più che voluto, tant'è che alla fine, un po' come nel libro "L'ultima cospirazione" (già commentato in passato), c'è un veloce resoconto su cosa è fantasia e cosa non lo è. E questo parallelo è talmente "evidente" che "la volpe" stessa dichiara di essere "intoccabile" grazie a un precedente accordo con gli Stati Uniti per una sorta di "immunità": libertà in cambio di un suo oblio politico. Che è, incredibilmente, quanto detto dallo stesso Karadzic una volta catturato. Ora... dove è la finzione e dove è la realtà? E' la realtà che ha preso spunto dalla finzione o la finzione che ha copiato dalla realtà?
Il film fa molto riflettere, soprattutto considerando il mondo finto che ci hanno costruito attorno. Il bene e il male sono concetti estremamente labili e cambiano a seconda dell'interlocutore, della convenienza e del contesto. Non è da ultimo l'indipendenza delle regioni della Georgia (con intervento della Russia a favore, con il diniego degli Stati Uniti), in confronto alle stesse regioni ex-jugoslave nei confronti della Serbia (qui appoggiate dagli Stati Uniti, e l'intervento della Russia a contrasto), o le invasioni di Afghanistan e Iraq da parte degli Stati Uniti stessi. Certi eventi drammatici ed "estremi" sono di difficile interpretazione, per cui non mi addentro in analisi su cosa è bene e cosa è male, semplicemente perché professo la mia ignoranza al riguardo. Quello che posso però notare è la differente esposizione dei fatti: da una parte è giustificato, dall'altro è intollerabile. E viceversa. Basta solo sapere da che parte vengono fatte cadere le informazioni: fossimo di là probabilmente riterremmo legittime le rivendicazioni separatiste delle regioni filo-russe. Essendo però di qua siamo portati a ritenere queste come insensate e fomentate dalla cattiva Russia.
In definitiva, The Hunting Party è un buon film, che si fa vedere volentieri. Peccato che nelle sale italiane sia rimasto praticamente pochissimo. Ha avuto meno successo di quanto probabilmente meritasse.
A Torino in questi giorni sembra di essere, di colpo, piombati in pieno autunno: piogge frequenti, i primi maglioni fanno la loro comparsa, le giornate si riducono sempre più... Le piogge sono particolarmente intense e, come riporta la cronaca, queste vengono accompagnate da piccole e grandi devastazioni: grandinate, allagamenti, smottamenti, frane, esondazioni... non ci facciamo mancare niente. Trovo abbastanza incredibile che, nel 2008, ancora non ci siamo impegnati nel prevenire in modo sistematico e significativo tutti questi disastri che, a mio avviso, potrebbero essere un po' più facilmente gestiti. Anche perché le conseguenze di tali avvenimenti, sempre più frequenti (una tantum... non avrebbe senso, ma visto che si ripetono con preoccupante costanza...), giustificherebbero interventi mirati al fine di ridurre, ex post, tutte le complicazioni che la cronaca nera è golosa di riportare: case distrutte, strade scomparse, senzatetto, fabbriche devastate...
scusate per la digressione. in fondo la canzone del giorno è anche una piccola divagazione dai problemi quotidiani, perciò torniamo alla musica. Questo tempo così "cupo" e gonfio di pioggia mi porta alla mente una canzone di qualche anno fa. Il gruppo, i Guns'n'Roses, molto famoso negli anni '90, è poi progressivamente scomparso, succube forse dell'eccessiva popolarità che aveva raggiunto. Il suo capo carismatico, Axl Rose, è recentemente tornato sulla scena, riscuotendo però solo delle battute sarcastiche sul suo stato fisico ("bolso" è il termine più gentile, probabilmente) e sul fatto che avrebbe fatto meglio a non farsi rivedere (se non altro per non sporcare il bel ricordo degli anni epici). Personalmente, non posso commentare alcunché sull'ultimo album (non l'ho proprio ascoltato), ma in questa occasione vi propongo una hit d'allora. Un pezzo decisamente coinvolgente che spero possa risvegliare in voi qualche piacevole ricordo. Lascio allora spazio a November Rain... buon ascolto!
Guns'n'Roses - November Rain (dall'album Use Your Illusion I, 1991)
When I look into your eyes I can see a love restrained But darlin' when I hold you Don't you know I feel the same 'Cause nothin' lasts forever And we both know hearts can change And it's hard to hold a candle In the cold November rain We've been through this such a long long time Just tryin' to kill the pain But lovers always come and lovers always go An no one's really sure who's lettin' go today Walking away If we could take the time to lay it on the line I could rest my head Just knowin' that you were mine All mine So if you want to love me then darlin' don't refrain Or I'll just end up walkin' In the cold November rain
Do you need some time...on your own Do you need some time...all alone Everybody needs some time...on their own Don't you know you need some time...all alone I know it's hard to keep an open heart When even friends seem out to harm you But if you could heal a broken heart Wouldn't time be out to charm you
Sometimes I need some time...on my own Sometimes I need some time...all alone Everybody needs some time...on their own Don't you know you need some time...all alone
And when your fears subside And shadows still remain, ohhh yeahhh I know that you can love me When there's no one left to blame So never mind the darkness We still can find a way 'Cause nothin' lasts forever Even cold November rain
Don't ya think that you need somebody Don't ya think that you need someone Everybody needs somebody You're not the only one You're not the only one
Mi sono preso una piccola pausa. Non me ne vogliate... In realtà, ho avuto anche moltissimo da fare, e non sono riuscito a ritagliare un attimo per scrivere qualcosa sul blog. Innanzitutto, grazie. Grazie infinite per gli auguri, mi hanno fatto davvero tanto piacere. I compleanni si vivono in tanti modi diversi. Questo è stato forse un po' più diverso degli altri. Ciononostante, è stato memorabile. Così, ho preferito prendermi una pausa. Anche perché non è che puoi scrivere qualsiasi cosa: devi avere qualcosa da dire... sennò... Mi sentivo un po' vuoto. forse anche un po' svogliato. O, probabilmente, non avevo qualcosa di veramente significativo da dire. Insomma... è andata. Ogni tanto, bisogna ricaricare le batterie. non credete? Così, eccomi con il post del "nuovo corso". Vi propongo una canzone di qualche anno fa, che ritengo semplicemente fantastica. E, come altre canzoni di Ligabue, mi sono piaciute dopo averle ascoltate un po' di volte. All'inizio, le ascoltavo. Dopo, mi sono sembrate semplicemente eccezionali, soprattutto nell'unione tra musica e testo. E questa... beh, questa è veramente incredibile. Intensa. Profonda. Non credo che, parlandone, possa aggiungere qualcosa di più. Lascio, perciò, il giusto spazio a musica, video e testi.
Ligabue - L'amore conta (dall'album Nome e Cognome, 2005)
Io e te ne abbiam vista qualcuna - vissuta qualcuna ed abbiamo capito per bene - il termine insieme mentre il sole alle spalle pian piano va giù e quel sole vorresti non essere tu
e così hai ripreso a fumare - a darti da fare è andata come doveva - come poteva quante briciole restano dietro di noi o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi
l'amore conta l'amore conta conosci un altro modo per fregar la morte? nessuno dice mai se prima o poi e forse qualche dio non ha finito con noi l'amore conta
io e te ci siam tolti le voglie ognuno i suoi sbagli è un peccato per quelle promesse oneste ma grosse ci si sceglie per farselo un po' in compagnia questo viaggio in cui non si ripassa dal via
l'amore conta - l'amore conta e conta gli anni a chi non è mai stato pronto nessuno dice mai che sia facile e forse qualche dio non ha finito con te
grazie per il tempo pieno grazie per la te più vera grazie per i denti stretti i difetti per le botte d'allegria per la nostra fantasia
l'amore conta l'amore conta conosci un altro modo per fregar la morte? nessuno dice mai se prima o se poi e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta l'amore conta per quanto tiri sai che la coperta è corta nessuno dice mai che sia facile e forse qualche dio non ha finito con te l'amore conta
Di Marco (del 28/08/2008 @ 21:41:39, in Filosofia, linkato 211 volte)
Non so se vi capita. probabilmente, dovremmo farlo tutti. Qualcuno lo fa prima di addormentarsi, a me viene più spontaneo farlo al tramonto. Che sia al mare (come qui sopra), o sul mio balcone (e sul sito ci sono diverse foto che provengono proprio da lì), per un attimo rimango rapito dallo spettacolo del tramonto, e penso. Penso a cosa ho combinato durante la giornata, a come l'ho vissuta, a quello che ho provato, ai miei errori... Fare bilanci non è mai facile. In fin dei conti, è difficile che questa analisi si riveli positiva. Il più delle volte, c'è sempre qualcosa da migliorare, se non tutto.Potrebbe forse voler dire che ci sono tante cose che non vanno? può darsi. come può darsi che io sia un inguaribile perfezionista, o che, come dicevo prima, abbia molti difetti da correggere. Fatto sta che, di recente, mi capita di arrivare alla sera stanco e sfiduciato. Non tanto perché questi "bilanci" siano costantemente sul rosso, ma per il fatto che, dentro di me, sento una sensazione di "tiriamo a campare", più che "cerchiamo di vivere intensamente questi giorni". Non so esattamente quando sia iniziato tutto ciò. Ogni tanto ripenso allo spaventoso incidente sulla A4, in Veneto. All'aleatorietà della vita, all'incidente di Pininfarina in scooter. Stamattina, sempre sulla A4, ho assistito a un altro incidente (sulla corsia opposta), con un tir completamente sventrato e km di coda (erano le 7 del mattino, e alle 15 c'era ancora una corsia da riaprire).
C'è qualcosa che mi sfugge. C'è un particolare che non torna. Non so se abbiate provato la stessa sensazione. ma per me c'è qualcosa che non quadra. Solo una?, potreste pensare. Sì, ce ne sono molte. Ma una in particolare. Un po' come la canzone di Vasco (Un senso) che citai in un altro post un po' di tempo fa.
Sono stufo di tante cose. Sono stufo di sentire le solite cose al telegiornale. Sono stufo di ascoltare proposte assurde: bad company, wealth company per Alitalia (siamo pazzi!), prezzi calmierati per i beni definiti di prima necessità (Luca Zaia, ministro PdL - ma il PdL non è per l'autonomia dei mercati, il liberismo? mah...), le persone che saltano le code (perché le regole e le leggi valgono per tutti, tranne che per loro), le persone che sporcano per terra, i fumatori che fumano in macchina, ma con il finestrino abbassato, e buttano la cenere (e poi la sigaretta, ovvio) fuori (cos'è, fuori, una spazzatura a cielo aperto? non hai il portacenere? chissà perché si chiama così), i treni perennemente in ritardo, i servizi che non funzionano, i rialzi concordati di Vodafone e Tim, le tariffe mascherate di 3 e Wind, il costo della benzina, i centri commerciali pieni di gente e i piccoli negozi di quartiere che scompaiono, la difficoltà di iscrivere un bimbo agli asili e ai nidi, la mancanza di verde, la gente che se ne frega di riciclare, gli sprechi inutili di cibo, i ristoranti che fanno pagare 30 euro un vino che a loro costa 10, gli stupri alle donne, le violenze ai più indifesi, gli anziani che dopo un mercato frugano nei cassoni dell'immondizia....
basta, sono stanco di vedere queste cose. e vedo, anno dopo anno, cose sempre peggiori. non c'è un limite al peggio, non c'è un'inversione di tendenza. sembra non finire mai... E' possibile essere felici quando c'è tanta infelicità nel mondo? come si può essere così egoisti, e rinchiudersi nel nostro piccolo mondo? A volte sento che la mia è una felicità rubata, non conquistata. Rubata sull'infelicità di altri, sullo sfruttamento di altri.
Forse mi fa male guardare il tramonto...
L'unica salvezza a tutto questo, l'unica risposta sensata a tutto questo, è che se io, io, io, con tutta la mia vita facile, "easy", non riesco a essere felice... Almeno, dovrei farlo soprattutto nei loro confronti, che certe cose forse non riescono nemmeno a sognarle.
Tra le molte canzoni del giorno che ho riportato sul blog, per chi mi conosce spicca probabilmente l'assenza, finora, del mio artista preferito, ovvero chi, più di altri, riempie le mie giornate con le sue note e la sua maestria... di chi stiamo parlando? Beh, ovviamente del mitico Mark Knopfler, fino agli anni '90 anima e cuore dei mitici Dire Straits. Mark, già con l'ultimo album della sua storica band, On Every Street, denotava la volontà di ricercare sonorità nuove, più legate alla musica folk, country e, di conseguenza, ai suoi mix. Da qui, la collaborazione con grandi artisti: Chet Atkins (vedi album Nek&Nek), i Notting HillBillies e, più di recente, Emmylou Harris. I fan storici (i più, in Italia) non hanno perdonato a Mark questo cambiamento, tant'è che ai concerti c'è un palese "imbarazzo" quando partono i pezzi più recenti, e un vero e proprio delirio agli evergreen come Sultans of Swing e Telegraph Road. Personalmente, pur ritenendo la discografia dei Dire Straits eccezionale, non disdegno i nuovi album, tra cui vorrei citare l'ultimo, Kill to get crimson, e i passati Sailing to Philadelphia e Shangri-la, album che contengono, a mio avviso, delle bellissime ballate.
Tra queste, non solo per le parole, ma soprattutto per la loro felice commistione con la musica, cito volentieri True love will never fade che, come al solito, riporto qui di seguito: testo e, grazie a YouTube, musica.
Già... il vero amore non tramonta mai... in fondo, è così.
Buon ascolto...
Mark Knopfler - True love will never fade (dall'album Kill to get crimson, 2007)