|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
I love this game
Non so se mettere quest'articolo nella sezione "Fotografia" o "Sport". diciamo che lo spunto è stato il post-produzione della foto che ho realizzato in occasione di un incontro di basket in cui avrei dovuto partecipare, ma che per cause di forza maggiore (rottura del legamento crociato anteriore) ho visto da bordo campo. Non è facile smettere di punto in bianco, soprattutto se ti stai divertendo e se lo sport è anche uno sfogo per le quotidiane difficoltà che riscontri. Ma a volte la vita è così. Probabilmente, dovevo fermarmi con il basket, e percorrere altre strade. Così, inizio a vedere le partite da fuori, e a fotografare.
Come prima impressione, la fotografia sportiva è come quella naturalistica: scatti valangate di foto, spesso con il multiscatto, per ottenerne poche, veramente poche, di buone. Il gesto atletico è la sintesi suprema del "carpe diem": non solo per l'atleta, ma anche per il fotografo che sta lì pronto (e pronto deve esserlo) a cogliere il momento supremo dell'azione. Ci sono infinite variabili che concorrono nel rendere "orribile" la foto: lo sfondo, i movimenti dei giocatori, le luci... isolare il movimento del soggetto è pressocché impossibile. anche perché il fotografo non può entrare "più di tanto" nel vivo dell'azione.
E' comunque un buon viatico per imparare e allenarsi. Ho sempre trovato difficoltà nel fotografare le persone: non riesco a coglierne gli aspetti più caratteristici, non trovo gli scatti interessanti. Ora inizierò a lavorarci un po' di più. E, come al solito, sarete voi a decretarne il risultato.
Quassù, il mio personale logo di "I love this game": se ce l'ha l'NBA, posso averlo anche io... 
a sin, foto scattata davanti alla Sindone; a dx, negativo ottenuto con PSpOggi è piovuto ininterrottamente su Torino. Gocce simili a lacrime. "See tears flow like rivers from the sky" (guarda le lacrime scorrere come fiumi dal cielo) canta una bellissima canzone dei Mattafix dedicata alla crisi umanitaria in Darfur, quasi a indicare quel pianto che a volte sembra scendere dal cielo sui dolori dell'umanità. In questo giorno la nostra città custodisce il triste ricordo della tragedia di Superga, come ha indicato Marco nel suo post: l'incidente aereo in cui persero la vita i giocatori del Grande Torino, il 4 maggio 1949.Oggi è anche un'altra ricorrenza significativa, forse meno nota, per la città: è la festa della Santa Sindone, il lenzuolo custodito nel duomo che con la sua immagine rimanda alla persona di Gesù e alla sua Passione, così com'è descritta nei vangeli.Il pianto del cielo è sceso oggi su queste memorie dolorose: la Passione di Cristo, la passione di quegli uomini. Ci pensavo questa mattina, mentre sotto la pioggia mi avvicinavo al duomo per vedere l'immagine dell'uomo crocifisso. Fino al 23 maggio prossimo, infatti, è in corso la solenne Ostensione del Sacro Lino. "Passio Christi, Passio hominis"- questo è il motto che accompagna la manifestazione e che ricorre lungo il tragitto dei pellegrini: parole che risuonavano dentro di me e in cui scoprivo riflessi i miei pensieri, in particolare la memoria della tragedia di Superga.
Tante volte la passione umana sembra essere un buio senza speranza; motivo di pianto inconsolabile. Anche l'immagine della Sindone parla di morte e di dolore, ma lo fa attraverso la luce. E' questo, in fondo, il suo mistero: un mistero di luce. Il lino si comporta in effetti come una pellicola fotografica impressionata dalla luce che rivela il proprio contenuto solo quando viene sviluppata; è stata infatti la fotografia, alla fine dell' 800, a rivelare il "positivo" dell' immagine impressa sul telo. Nel mio piccolo, anch'io oggi ho potuto sperimentare per la prima volta questo sorprendente fenomeno: ho fotografato la Sindone e poi ne ho ricavato al computer il "negativo" digitale attraverso il programma Paint Shop. Quella che ha preso forma davanti ai miei occhi è un' immagine che non smette di stupirmi: emerge dal dolore come la luce dal buio; una luce che sostituisce il "negativo" della passione con il "positivo" della risurrezione e della vita. Una luce che non è soltanto fisica, ma che richiama il grande mistero dell'Amore di un Dio morto per noi, per illuminare ogni nostra notte di male e di dolore e per guarire- con le sue- le nostre ferite.
Bosa vista dal fiume Temo
Cari visitatori, oggi vi propongo una nuova foto che ho inserito nell'album "Italy". Vi presento il paese di Bosa, che si affaccia sul fiume Temo. Per chi non lo sa, Bosa è un incantevole paese della costa ovest della Sardegna, con un centro storico raccolto alle pendici del castello dei Malaspina oggetto di un restauro delle caratteristiche case alte e strette grazie ai turisti che, una volta passati di qui, se ne sono perdutamente innamorati. Bosa è davvero favolosa, riesce a portarti a un'atmosfera che ormai non si respira più altrove. Ovvio, se cercate discoteche e villaggi turistici non è proprio la destinazione migliore. Ma se volete riscoprire il mare, i profumi, la vita di una Sardegna ancora originale... beh, questo è un buon punto di partenza.
Questa foto l'ho scattata con la mia compatta, la mitica Lumix TZ5. Devo dire che lo scatto in sé mi soddisfa abbastanza: da cartolina, ovviamente, ma da cartolina "efficace". Penso che sia ben proporzionata: fuga a destra, soggetto a sinistra, castello e ponte sullo sfondo, il riflesso delle case, un buon bilanciamento di colore...
...voi che ne dite?
Di Marco (del 04/05/2010 @ 09:09:47, in Sport, linkato 4 volte)
|
|
|
<
|
settembre 2010
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | 1 |
2 |
3 |
|
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
09/09/2010 @ 14.15.14
script eseguito in 109 ms
|