E' probabile che vi siate trovati, prima o poi, di fronte a un bivio. Qualunque esso sia. Tipicamente, si tratta di decidere tra un "SI" e un "NO". il "NI" non è contemplato. Come a una strada che si biforca, bisogna scegliere se andare a sinistra, o a destra. E la "non scelta", in realtà, diventa di fatto una "caduta" verso una delle due parti. La vita, come direbbe il filosofo Heidegger, ci porta sempre a dover prendere decisioni di questo tipo. Dal punto di vista ipotetico, dovremmo essere bravissimi nell'affrontare queste problematiche: avendo già vissuto in passato drammi di questo tipo, uno in più non dovrebbe certo allarmarci. Scopriamo, invece, che ogni nuovo interrogativo è profondamente differente da quelli già vissuti, e la nostra esperienza non è riproducibile o riutilizzabile in questa nuova prova. La saggezza dovrebbe portarci a vivere con maggiore serenità certe problematiche, e invece restiamo basiti dalla nostra giovinezza e inesperienza su questo nuovo fronte. Può essere il bello della vita, ma può anche essere la croce che dobbiamo portare: la tensione di un errore, che potrebbe generare problemi non solo sulla propria vita, ma anche su quella altrui, diventa a volte insostenibile. E la consapevolezza di poter generare dolore, sofferenza, come anche gioia e felicità, in chi ci sta accanto, costituisce un ulteriore fardello dal quale fatichiamo a estraniarci. Logica e morale, coscienza e sentimento, in un mixer frullano i nostri pensieri che ne escono per lo più confusi e spaesati.
Le risposte possono essere molteplici: di solito ci si affida a una guida, a un esempio che possa portarci a guardare con ottimismo al futuro, a quello che verrà. Può essere la religione, può essere un nostro mito, può essere anche una canzone, o un film. Ognuno ha il suo feticcio in tasca, che tira fuori all'occorrenza, sventolandolo davanti agli occhi del babau che ha di fronte. Cortocircuito delle nostre menti, training autogeno della nostra vita. Vorremmo già vedere come sarà, non sarebbe male vivere una simulazione 3D del nostro ipotetico futuro, come in un film stile Sliding Doors girato in tecnologia Avatar. Ma non è così, purtroppo. non è così.
Cosa fare? Ragionassimo come un vulcaniano (--> Star Trek), prenderemmo la scelta più logica. Se dessimo priorità ai sentimenti, ci faremmo guidare dal nostro cuore.
Non ci sono risposte giuste, solo fortuna, intuizioni e grandi errori.
Di Marco (del 05/01/2010 @ 09:52:01, in Attualità, linkato 21 volte)
Torino, ex capitale d'Italia. Torino, così bella perché circondata da un arco naturale: le Alpi da una parte, la collina dall'altra. Torino, che rispetto a Milano è molto meno ventosa, grazie proprio alla sua posizione. Torino, che avrà in regalo, dall'attuale amministrazione, un bellissimo inceneritore. Uno di quelli che ci salverà dalle tonnellate di rifiuti che ogni giorno produciamo. Grazie, per questo fantastico regalo. Anche perché verrà costruito vicinissimo ai centri abitati, al Gerbido. ormai, un quartiere della città. Così, potremo beneficiare delle microparticelle che verranno espulse dalla torre, e che non verranno disperse dal vento che non c'è, così da poter respirare il nostro bel tumore di stato, mangiare la verdura contaminata, assorbire in quantità i veleni. Mentre in quasi tutto il centro città la differenziata non esiste, mentre non c'è cultura nella riduzione degli sprechi, non c'è adeguata informazione sull'importanza del riutilizzo, non c'è una vera politica di contenimento degli imballaggi, del superfluo, del nocivo.
Mi chiedo se posso chiedere i danni all'Amministrazione. E noi, cittadini, non possiamo fare niente per evitare questo disastro.