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...io sono in volo, sono libera, non ho confini intorno a me... Valentina Giovagnini

C’è un momento, la sera, dopo il tramonto del sole, in cui più di ogni altro il mare si rivela ai miei occhi come un riflesso del cielo. E’ questa sua caratteristica che me lo rende tanto caro. Nuotare per me è come volare. Lasciare sulla terra ogni certezza e abbandonarmi, libera, alle ali leggere dell’acqua che mi sollevano, riempiendomi di gioia.
Penso che non ci si senta mai così liberi come quando si è amati. Liberi di esprimersi, di essere se stessi con semplicità, accolti nella propria fragilità, ma anche resi capaci di realizzare al meglio le proprie potenzialità. Il mare è per me un’immagine bellissima dell’amore. Un amore infinito di cui non si conosce il fondo e che non può essere compreso in tutta la sua vastità, avvolgente come le braccia che ci hanno accolto da piccoli nel nostro venire al mondo. Mi capita spesso di pensare alle parole di una preghiera a cui sono affezionata, che esprime in modo molto bello questa immagine. E’ una preghiera che paragona il mare all’amore di Dio, origine e approdo a cui ogni creatura tende, simile a un fiume destinato a sfociare in un oceano infinito di comunione e di gioia. Il grande e stupendo mistero della Trinità: Dio è Amore ed è disceso dal cielo, in Gesù, per donarlo in pienezza a ciascuno di noi.
La Santa Trinità mi ha amata da tutta l'eternità e mi ha creata per la sua gloria. Io non potrei esistere fuori di Dio poichè egli è il principio del mio essere. Inoltre, egli vuole e deve essere il mio fine e a questo scopo ha fatto per me tutte le creature perchè mi servissero come di mezzi per giungere a lui come fanno i fiumi che conducono le acque al mare. ( santa Luisa de Marillac)
OrmeTitolo un po' pomposo per questo post di mezza estate. Le vacanze sanciscono il ritorno a un ritmo di vita che considero più adeguato a noi rispetto al quotidiano stress che viviamo ogni giorno. A dispetto di qualche episodio specifico (comportamenti in spiaggia, sotto l'ombrellone, o al parcheggio, retaggio della competitività cittadina), la gente vive con molto relax le proprie giornate, abbandonandosi nel fare le cose con molta più lentezza e preoccupandosi di meno di aspetti che, nella prassi di tutti i giorni, troveremmo estremamente fastidiosi e nocivi per il nostro benessere. Addirittura, in vacanza salutiamo anche chi non conosciamo! L'obiettivo dichiarato è, perciò, "sentirsi sempre in vacanza", come diceva Jovanotti nei suoi album d'esordio. A voglia a dire che dipende solo da noi... qui se non si si corre si resta inesorabilmente indietro, e recuperare il tempo perduto diventa un lusso che nessuno si può permettere. Così, andiamo sempre più veloce, sempre più veloce, verso dove non si sa. l'importante, è non restare fermi e dare l'impressione di poter fare di più e meglio di chiunque altro. Piccolo sfogo e riflessioni sotto l'ombrellone. A ogni modo, l'ozio estivo mi porta a essere da un lato più riflessivo, e dall'altro nel cercare qualche soluzione creativa che susciti, per lo meno, un po' di attenzione. Nella maggior parte dei casi si tratta di (inconsce) elaborazioni già viste (perché è davvero difficile realizzare qualcosa di veramente nuovo in fotografia); purtuttavia, questi sono i miei tentativi, la mia interpretazione, per cui mi auguro che questa possa differire da ciò che avete già apprezzato da altri fotografi (sicuramente più bravi e affermati di quanto io possa immaginare per me stesso). La foto che vi presento oggi, a rottura del silenzio di queste settimane, l'ho scattata in questi giorni. La luce era particolarmente bella, calda, rotonda, da tramonto sul mare. Pace e quiete invitavano silenziose alla riflessione. abbandonato, così, ai miei pensieri, cercavo un soggetto che mi potesse dare qualche spunto interessante. volevo, cioè, tracciare un ricordo di quel momento, marcare un segno che potesse in qualche modo suggellare il mio stato d'animo di unione con l'ambiente circostante. da qui, l'idea dell'orma sulla sabbia. Di questa foto, che personalmente apprezzo molto l'equilibrio tra le parti: il piede sulla sinistra, che entra in scena, mediato dalle pietre sulla destra (che rappresentano, simbolicamente, anche gli ostacoli futuri sul percorso). in alto, il completamento del mare, che svolge il ruolo del mistero, dell'ignoto. avrei voluto inserire anche un po' di cielo, ma era praticamente impossibile, e forse è meglio così. bene, vi ho raccontato anche la genesi di questo scatto. ho un po' contravvenuto alla regola aurea della fotografia (per cui chi "legge" la foto, almeno la prima volta, non dovrebbe subire influenze, tantomeno dall'autore). se questo vi è piaciuto, si può ripetere l'esperimento. e buona estate a tutti...
 Incontri ravvicinati
Andare con lo zoppo... prima o poi si zoppica... Questo è un proverbio che mi ha sempre fatto pensare. Inevitabilmente, frequentando una persona, si prende in qualche modo "il ritmo", che sono abitudini, modo di pensare, modo di comportarsi. E, anche quando ciò non si verificasse, per rifiuto o per dissociazione si creerebbero comunque dei meccanismi di confronto che ti portano a interrogarti (e a modificare il tuo comportamento) in considerazione della persona che hai di fianco. D'altronde, l'uomo è l'animale "sociale" per eccellenza. E l'adattamento, ambientale e relazionale, è la caratteristica che maggiormente ci contraddistingue.
Veniamo alla foto. Tutto questo preambolo per dire che, se fino a qualche anno fa la montagna la vedevo, con piacere, dal balcone di casa mia, ora se non ci vado almeno una volta al mese... mi manca l'aria. Questo mi torna utile per affermare due cose, che ritengo molto importanti: - le persone cambiano; - le persone cambiano.
L'ho scritto due volte perché, sulla mia pelle, ho notato negli ultimi anni un cambiamento notevole. Il Marco di dieci anni fa è molto diverso dal Marco di oggi. E dico diverso, non migliore o peggiore, diverso. Il meglio o peggio lo possono dire le persone che mi stanno vicino. Per quanto mi riguarda, posso dire di essermi "arricchito": se non altro, di caratteristiche "nuove" che prima non avevo. Così, eccomi a girare per i monti, armato di fotocamera d'ordinanza e pronto a scoprire un mondo totalmente nuovo.
Nella foto che vi presento, sono a Sauze d'Oulx, nell'alta val di Susa. C'è un giretto molto facile e veloce lungo la "strada dell'Assietta" che porta a un rifugio molto carino (e dalla cucina pregevole) in cui ti immergi in un bosco di abeti fra le vette della val di Susa. D'estate è un trionfo di colori: dal giallo dell'erba bruciata dal sole, al blu intenso del cielo. E di farfalle, e di fiori, e di vegetazione. Lungo la strada, un piccolo incontro ravvicinato: una farfalla si posa su un fiore, intenta a succhiarne il nettare. Evidentemente deve essere un "bar", visto che subito dopo un altro avventore si avvicina per l'ordinazione: "nettare anche per me, grazie!". Due chiacchere veloci, scambio di convenevoli, e poi via, a un altro bar. Eh, questi insetti... così dediti alle bevute.. ecco perché hanno traiettorie assurde in volo... 
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