Di Marco (del 30/10/2008 @ 23:23:14, in Sport, linkato 19 volte)
Quando penso a Samp Toro, mi viene in mente una partita in particolare. A qualcuno più vecchio di me, verrà probabilmente come incubo il gol annullato con Lippi (nella Samp) protagonista in negativo. A me, viene in mente la partita del 1988, il campionato che ci ha visto retrocedere per la seconda volta (la prima per me, la più terribile). Da un lato, una Samp tosta, pronta per un campionato di grande livello, con il mio idolo: Beppe Dossena. Dall'altro, un Toro rinnovato, con 3 stranieri promettenti (Edu, Muller e Skoro) e un gruppo di giovani interessanti. L'incontro si è caratterizzato per due aspetti: il risultato, pesante oltre ogni aspettativa (un umiliante 5 a 1 della Samp), e il gravissimo infortunio a una potenziale stella del calcio italiano: il nostro Alvise Zago. Era considerato l'erede di Dossena, e io provavo una sorta di "fastidio" nei suoi confronti (come osavano paragonarlo al Mito?). Effettivamente, era bravo: tosto, forte, di talento, grintoso. Prometteva molto bene. Su un banale contrasto, palla alta, ricade con una terribile torsione. Ginocchio addio, e l'inizio di un calvario lunghissimo, dal quale non si riprese più. Una giornata tristissima.
Questo post è dedicato a lui, simbolo per chi ha visto infrangersi un sogno.
Di Marco (del 28/10/2008 @ 09:31:15, in Sport, linkato 62 volte)
TORINO - ATALANTA 1-1 (0-1) Torino: Bucci, Comotto, Delli Carri, Mezzano, Fattori, Castellini, Vergassola, De Ascentis, Magallanes (al 46' Ferrante), Sommese, Lucarelli (al 76' Osmanovski). A disposizione: Sorrentino, Mantovani, Balzaretti, Lopez, Conticchio. All. Ulivieri. Atalanta: Taibi, Foglio (al 49' Siviglia), Natali, Sala, Zauri, Zenoni, Dabo, Berretta; Doni, Rossini, Gautieri (all'83' Bianchi). A disposizione: Calderoni, Carrera, Pinardi, Comandini. All. Vavassori. Arbitro: Tombolini di Ancona. Reti: Natali 14' (A), Mezzano 61' (T) Note: Ammoniti Gautieri, Bianchi, Comotto. Spettatori: 14.591 di cui 11.418 abbonati e 3.173 paganti per un incasso di 50.380 €.
Era una notte buia e tempestosa... No, in realtà niente di tutto questo. Era soltanto un campionato da incubo: dopo le belle speranze di luglio, con la squadra con mezzo piede in Europa (attraverso l'Intertoto), progressivamente tutti i sogni man mano andavano inesorabilmente a trasformarsi in un vero e proprio incubo: sconfitte indegne (come un tennistico 6-0 a Milano con il Milan), prestazioni indecenti, cambi di allenatore... quell'anno, i tifosi del Toro non si sono fatti mancare nulla. Eppure la squadra, in linea teorica, non era nemmeno poi così male. Certo, non eccelsa, ma non "scarsa". Il tabellone del campionato prevedeva, l'8 dicembre, Toro -Atalanta: una fitta nevicata, però, impose il rinvio della partita. Impossibile giocare con il campo così innevato. La ripetizione dell'incontro, perciò, avvenne il 6 gennaio. In quella occasione, in un freddo devastante e un Delle Alpi mestamente vuoto e ostile, si giocò un incontro abbastanza surreale: una buona Atalanta, con giovani interessanti e tosti, metteva in difficoltà il torello intimidito e sbiadito. Le prime fasi dell'incontro ci vedevano già soccombere: dopo pochi minuti, ecco che Natali, su calcio d'angolo, con un colpo di testa imperioso trafigge Bucci. 0 a 1, e i soliti salamelecchi che partivano dagli spalti. Dopo affannosi tentativi di recupero, e rischi più o meno grossi in contropiede, nel secondo tempo riusciamo a pareggiare con un bel tiro di Mezzano. La partita si conclude poi sull'1a1: un piccolo brodino in una stagione tutta da dimenticare.
Ho voluto ricordare quest'incontro perché, in quella occasione, mi stupì molto la forza e la prestanza di Natali: a volte i ricordi ingigantiscono la realtà, ma quel giovane difensore mi fece molta impressione. Ritrovarlo ora in squadra, un po' spaesato e così poco incisivo, mi lascia molte perplessità. Forse tutti i giocatori attuali dovrebbero ricordarsi che, un giorno, anche loro sono stati guerrieri.
Di Valeria (del 25/10/2008 @ 10:01:23, in Nel vento, linkato 31 volte)
Lo so, è da un po' di tempo che non mi facevo vivo... Me ne sto spesso in cabina, solo. Medito piraterie, sogno. Sogno nuovi mondi da esplorare, tesori da scoprire. Sogno soprattutto di pescare. Anche se forse ho capito che è un sogno destinato a rimanere tale...
Comunque, oggi son contento e me ne torno qui sul ponte, a godermi la brezza marina... Il gran giorno è arrivato, anche per me. Eh sì... Si fa un gran parlare di questo derby...Ormai è alle porte. E anch'io sono coinvolto dall'evento. Come non potrei? Il mare a Torino... Così, eccomi pronto a fare un bel tifo! Aspetto solo di potermi togliere la giacca per saltare (di gioia!!!) e mostrare al mondo per chi batte il mio cuore...Significasse anche ammutinarmi! ...E' pur sempre un ammutinamento "sportivo", il mio...( vero, Capitano?..insomma, non c'è da arrabbiarsi- nessun colpo basso....)
Appuntamento sul ponte, allora. Siamo d'accordo. (o alla peggio, in cabina, se le cose non vanno come devono- che ci facciamo una partitella a carte, tutti insieme...) ...A proposito, chi si ammutina con me??....
Di Marco (del 23/10/2008 @ 14:05:50, in Sport, linkato 32 volte)
Correva l'anno 1984. Era il mio primo abbonamento. Per l'occasione, posto in tribuna laterale, quasi di fianco alla mitica curva Maratona. Avevo di fianco mio padre, e dall'altro lato una coppia di simpatici signori che, non so perché, ce l'aveva sempre con Dossena (che era il mio idolo assoluto, e di cui parlerò in un successivo post). Quell'anno era iniziato benissimo, con vittorie davvero altisonanti (tra cui un rotondo 3-0 al primo Napoli di sua maestà Maradona, ridicolizzato da un grandissimo Giacomo Ferri). Ci presentavamo al derby in una strana posizione di classifica: eravamo ai primissimi posti. La gobba era sempre molto demibile, nonostante il più odiato dei pigiami (Platini) facesse sfoggio della sua classe e del suo portamento (credo che ci siano stati pochi altri rigatini a rappresentare così bene i pigiami). Io ero emozionatissimo: avevo visto altri derby in passato, tutti dalla Maratona, ma questo lo sentivo in particolare. Al solito, i pigiami vanno in vantaggio: punizione al limite, bomba di "le roi" e palla nel sette. Sotto la Maratona: dramma! Loro giocano bene, sono molto pericolosi, a fiammate. Noi coriacei, non molliamo, la grinta e il "tremendismo" granata sono profondi. Si sente la passione che gli 11 mettono in campo. Il nostro è un forcing, con errori a volte clamorosi. Il primo tempo finisce 1a0 per loro, e già foschi presagi si delineano all'orizzonte. Nella ripresa, solito refrain: noi arrembanti, loro di fioretto. Su una ripartenza, arriviamo al pareggio con un giovanissimo di talento: il nostro terzino sinistro Francini. 1a1, e la partita si riapre completamente! La Maratona diventa una bolgia di tifo incessante. I ragazzi sembrano spinti da30mila tifosi. La gobba produce i soliti pericoli, ma siamo noi a spingere e a cercare con maggiore convinzione il risultato pieno. Quando ormai sembrava tutto deciso, arriva un calcio d'angolo. Sotto la Maratona. La curva urla: "Leo! Leo! Leo!". Junior prende una breve rincorsa, cross a rientrare perfetto, da non si sa dove stacca che più in alto non si può Aldo Serena (gli saremo sempre grati per questo gol) che la sbatte dentro poco sotto la traversa. E' un delirio, in campo e fuori. Una goduria che ancora adesso mi gusto a distanza di 23 anni.
Dicono di noi del Toro che viviamo nel passato: in parte è vero, tornare a qualche episodio esaltante nel nostro recente passato è davvero difficile, ma il fatto di essere qui testimonia una fede che pochi altri tifosi hanno (anche perché una certa qual dose di masochismo bisogna pur averla...).
Quello che più mi manca è lo spirito granata in campo: gli 11 di oggi sono delle fighette rispetto a gente come Ferri, Dossena, Corradini, Cravero. A noi del Toro non interessa vincere ogni anno lo scudetto: a noi interessa giocarsela, sempre, con chiunque. Senza timori e senza tirare indietro la gamba. Già questo sarebbe fantastico se capitasse sabato sera. I risultati, giocando così, arriveranno. E almeno la tifoseria sarà sempre da una sola parte: quella del cuore.
Di Valeria (del 22/10/2008 @ 16:24:52, in Nel vento, linkato 12 volte)
Dove son già fatte le strade, io smarrisco il cammino. Nell'oceano immenso, nel cielo azzurro non è traccia di sentiero. La strada è nascosta dalle ali degli uccelli, dal fulgor delle stelle, dai fiori delle alterne stagioni. E io domando al cuore, se il suo sangue porti con sè la conoscenza dell'invisibile via
Come canzone del giorno, vi propongo un vero e proprio revival. Stiamo tornando indietro ai "mitici" anni '80, che dal punto di vista musicale sono sempre stati visti come "poveri" di contenuti, con quell'impazzare dei sintetizzatori e delle campionature, ma che adesso, invece, vengono rivisitati e riproposti con notevole successo. Devo dire che, a quei tempi, Paul Young non lo conoscevo granché. Nonostante avesse già un nome abbastanza importante. Ero io che peccavo di cultura musicale in quel momento... Ma veniamo a oggi. Questa canzone è molto semplice, lineare, parecchio orecchiabile. E dal testo elementare, ma molto efficace. Credo che ognuno di noi si possa specchiare in queste parole, tornando alle nostre esperienze passate, a quei momenti in cui il tuo amato andava via, e tu ti sentivi un po' morire in quell'arrivederci... Così, in un momento di struggente romanticismo, vi invito ad ascoltare questa piacevole canzone. Buon ascolto...
Paul Young - Every time you go away (dall'album From Time to Time, 1991)
Hey!, if we can solve any problem
Hey! se possiamo risolvere ogni problema
Then why do we lose so many tears
Allora perché perdiamo così tante lacrime
Oh, and so you go again
Oh, e quindi tu di nuovo
When the leading man appears
Quando il maschio dominante riappare
Always the same thing
Sempre la stessa cosa
Can't you see, we've got everything goin' on and on and on
Non riesci a capire, abbiamo tutto per andare avanti
Every time you go away you take a piece of me with you
Tutte le volte che te en vai, ti porti un pezzo di me con te
Every time you go away you take a piece of me with you
Tutte le volte che te en vai, ti porti un pezzo di me con te
Go on and go free, yeah
Vai e vai libera, sì
Maybe you're too close to see
Forse sei troppo vicina per vedere
I can feel yor body move
Posso sentire il tuo corpo muoversi
It doesn't mean that much to me
E non significa granché per me
I can't go on sayin' the same thing
Non riesco ad andare avanti a dire le stesse cose
Just can't you see, we've got everything do you even know we know
Solo non riesci proprio a capire, abbiamo tutto almeno lo capisci che lo sappiamo entrambi
Every time you go away you take a piece of me with you
Tutte le volte che te en vai, ti porti un pezzo di me con te
Every time you go away you take a piece of me with you
Tutte le volte che te en vai, ti porti un pezzo di me con te
I can't go on sayin' the same thing
Non riesco ad andare avanti a dire le stesse cose
'Cause baby, cancha see, we've got everything goin' on and on and on
Non riesci a capire, abbiamo tutto per andare avanti
Every time you go away you take a piece of me with you
Every time you go away you take a piece of me with you
Every time you go away you take a piece of me with you
Every time you go away you take a piece of me with you
Di Marco (del 17/10/2008 @ 13:00:00, in Sport, linkato 35 volte)
TORINO-CAGLIARI 1-0 (0-0) Torino: Marchegiani, Mussi, Rossi, Enzo, Benedetti, Cravero, Skoro (all' 89' Venturin), Romano, Muller, Policano, Pacione. A disposizione.: Martina Sordo Carbone Bianchi. All.: Fascetti. Cagliari: Ielpo, Festa, Poli (al 73' Cornacchini), De Paola, Valentini, Giovannelli (al 81' Pisicchio), Cappioli, Pulga, Provitali, Bernardini, Paolino. A disposizione.: Nanni, Pacioni, Greco. All.: Ranieri. Arbitro: Felicani. Reti: Cravero 78' Spettatori: 41.819 di cui 18.083 abbonati (dato definitivo) e 23.736 paganti. Record di presenze per la stagione in corso al Comunale. Note: Ammoniti De Paola, Valentini, Policano, Marchegiani, Bernardini, Poli e Rossi. Espulso al 32' Muller.
L'amarcord di questa partita mi fa risalire ad addirittura quasi 20 anni fa, a una fredda giornata di novembre 1989. Era l'anno della retrocessione in serie B, dolorosa, molto dolorosa per un giovane tifoso del Toro come me. Pensavo che non sarebbe mai retrocesso (già era una sconfitta non qualificarsi per la zona Uefa!), e ovviamente ignoravo i patimenti che mi sarebbero aspettati... Il Toro di quell'anno si stava prepotentemente rialzando: sull'onda di una campagna acquisti decisamente fantastica e dell'entusiasmo di un presidente (Borsano) con grandi ambizioni, lo stadio era sempre pieno e con un numero di abbonati che supera quello di quest'anno (tanto per dare un riferimento). Così, la squadra granata in trasferta faceva passerella in città quantomeno esotiche dal punto di vista calcistico (famosa la trasferta a Licata), mentre in casa regalava spettacolo e gol a grappoli (memorabile un 7-0 rifilato al Pescara). Quell'anno, le squadre in lizza per la promozione erano Pisa, un Parma rivelazione e il Cagliari, per cui la partita dell'andata rappresentava a tutti gli effetti un big match. Lo stadio era praticamente pieno (41mila spettatori nello stadio Comunale, ovvero l'attuale stadio Olimpico che di posti massimi ora ne può contenere 26mila...), grazie anche a un nutrito gruppo di supporter cagliaritani che riusciva in qualche modo a farsi sentire. La partita era tesa, vibrante, con il risultato in bilico. Il Cagliari era ben arroccato in difesa, pronto a ripartire in contropiede, il Toro in costante pressione, con qualche difficoltà nel concretizzare la supremazia territoriale. L'impasse si sbloccava in occasione del '30 del primo tempo: Muller, il nostro centravanti brasiliano bizzoso e incostante (dalla classe cristallina) si faceva espellere per un fallo di reazione. Dagli spalti, l'idea di poter strappare un pareggio non era poi brutta cosa. La partita andò avanti con un sostanziale equilibrio: mister Fascetti riuscì a dare comunque una quadratura alla squadra, seppur in inferiorità numerica, senza però rinunciare a offendere. Alla fine della partita, però, una progressione del nostro capitano, Cravero, ci consentì di passare in vantaggio: tutto sommato meritato, per la determinazione e la volontà di perseguire il risultato pieno messi in gioco dalla squadra. Da lì, la sensazione che il Toro di quell'anno era più forte delle altre formazioni. Ripensando a quella partita, un auspicio per l'incontro di questa domenica e, perché no, un pensierino anche al derby, visto sulla panchina del Cagliari quell'anno c'era un certo Ranieri...
Di Marco (del 16/10/2008 @ 17:26:50, in Attualità, linkato 12 volte)
The last flight Avevo scattato questa foto quando andai in Scozia, lo scorso Marzo. Mi chiesi se sarebbe stata l'ultima volta per me su un aereo Alitalia... In quella occasione, tra l'altro, ebbi pure la possibilità di parlare con gli assistenti di volo, per avere "in presa diretta" una loro opinione (tant'è che, inizialmente, mi scambiarono per un giornalista... wow...). Allora c'era ancora in ballo l'opzione Air France (caldamente invocata da loro), e proprio in quei giorni il nostro attuale presidente del consiglio era uscito con la "cordata italiana" (mettendo in forte discussione il piano di acquisizione dei francesi). Da quei giorni, sono avvenute tali e tante "cose" che il disgusto è addirittura tracimante. Io mi chiedo come sia possibile proporre tutto questo. Sono letteralmente senza parole. Su YouTube è stato riportato un pezzo di Report di domenica scorsa, in cui si parlava della CAI e di Alitalia. Lo trovo molto illuminante, in particolare (per chi ha pazienza) l'ultima affermazione. Desolante, tremendamente desolante. Buona visione.
Di Marco (del 15/10/2008 @ 15:19:00, in Filosofia, linkato 15 volte)
Accompagno questo mio piccolo pensiero a questa bella canzone dei Negramaro, che in questi giorni sta (giustamente) spopolando nelle radio. In questi ultimi mesi mi sembra di fare 2 passi avanti, e uno indietro. A volte, mi sembra di scorgere nelle altre persone una sicurezza e disinvoltura, che non trovo in me. Mi guardo allo specchio, la mattina, e stento a riconoscere quella faccia che avevo lasciato solo qualche ora prima.
Discontinuità dell'immagine. Distonìa. Perplessità. Le lancette scorrono inesorabili e veloci. Il senso del tempo è piegato dalla gravità nello specchio. Mi ricordo quando vedevo l'immagine di un bambino che voleva crescere. Non mi ricordo quando ho smesso di incontrarlo. tum tum, tum tum, tum tum, tum tum. Battiti del cuore, segni di apparente vitalità. Silenzio, solo il rumore sordo del traffico, lontano.
Un passo indietro, un passo indietro. Ah sì, poter tornare indietro... imparare dagli errori, vivere le esperienze e giocare con rinnovato piacere.
Di Valeria (del 14/10/2008 @ 16:09:09, in Nel vento, linkato 36 volte)
Ieri sera splendeva la luna piena, luna di vendemmia. Vederla, è stato come salutare il periodo che si è appena concluso, raccogliendomi per un attimo nel ricordo- come adesso, qui, dove vorrei ritagliargli un piccolo spazio, prima che si allontani troppo nel tempo.
Ho la fortuna di aver potuto partecipare tante volte alla vendemmia, fin da piccola, nelle vigne dei miei nonni nel Monferrato. Ora di quelle vigne ne è rimasta solo una a dare il vino e a custodire i ricordi- tanti, quelli degli anni che si sono susseguiti fino ad oggi. C'è un'immagine in particolare che racchiude per me la vendemmia appena passata, la prima a cui hanno partecipato entrambi i miei nipotini, di cinque e due anni. Loro che corrono tra i filari, tenendosi per mano. Come sospesi tra passato e futuro, così felici nel presente appena condiviso, fatto di viti, grappoli maturi, mazzi di fiori di campagna, giochi e passeggiate. Tanti ricordi in un'immagine, raccolti tra i colori di uno dei periodi dell'anno che amo di più- i giorni tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre- non solo nella vigna, ma anche in città, tra gli alberi dei parchi e quelli che si affacciano dalla collina torinese sulle grandi piazze, verso il Po. Con le sue mattine di bruma, i mezzogiorni assolati, i pomeriggi dai colori miti e il cielo un po' velato. E di tanto in tanto, la sorpresa- quella che sento speciale per me: il Fhon, il vento caldo che arriva dalle montagne come un'improvvisa nostalgia di altri mondi.Così, è a questi ricordi che si intreccia l'inizio della mia collborazione al blog di Marco - racchiusa, pur in modo invisibile, nell'immagine che ho condiviso.