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 Marsa Alam - alba... di Marco
 
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The path of excess leads us to the tower of wisdom

William Blake
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 30/06/2008 @ 22:20:00, in Canzone del giorno, linkato 149 volte)

Parlavamo d'estate... L'estate è anche, in qualche modo, definita dalle sue canzoni, che contraddistinguono un luogo, un momento, un viso, un sorriso, un tramonto...
Scommetto. Scommetto su questa canzone, che in questi giorni si fa sempre più strada nelle radio. Ed eccola qui. Ve la segnalo non solo perché mi piace, ma perché sono convinto che sarà la hit dell'estate.
Allora... buon ascolto! ; - )

Jason Mraz - I'm yours (dall'album We Sing, We Dance, We Steal Things, 2008)

well you done done me and you bet I felt it Bene bene tu mi hai fregato e tu scommetti che io lo sento
I tried to be chill but you’re so hot that I melted ho provato ad esser freddo ma tu sei così calda che mi sciolgo
I fell right through the cracks sono caduto attraverso le crepe
and now I’m trying to get back ma sto cercando di ritornare indietro
Before the cool done run out prima che la fredda fregatura esca fuori
I’ll be giving it my bestest io darò la mia miglior prova
Nothing’s going to stop me but divine intervention e niente mi fermerà tranne l’intervento divino
I reckon its again my turn to win some or learn some io so che è il mio turno per vincere o imparare qualcosa
   
I won’t hesitate no more, no more Io non esistero’ più
It cannot wait, I’m yours non più,non posso aspettare sono tuo
   
Well open up your mind and see like me Spalanca la tua mente e osserva come me
Open up your plans and damn you’re free libera i tuoi programmi e dannazione tu sarai libero
Look into your heart and you’ll find love love love guarda nel tuo cuore e tu troverai amore amore amore
Listen to the music of the moment maybe sing with me ascolta la musica del momento e magari canta con me
Ah, la peaceful melodys ah, melodica pacifica
It’s your God-forsaken right to be loved love loved love love è il tuo dio abbandonato pronto per essere amato amato amato amato
   
So I won’t hesitate no more, no more così io non esiterò più mai più
It cannot wait I’m sure non può più aspettare sono sicuro
There’s no need to complicate non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours è il nostro destino sono tuo
   
I’ve been spending way too long checking my tongue in the mirror Io ho speso molto tempo cercando la mia figura nello specchio
And bending over backwards just to try to see it clearer e andando su e giù per vedere più chiaramente
But my breath fogged up the glass Ma il mio respiro appannava il vetro
And so I drew a new face and laughed così ho disegnato un nuovo volto e ho riso
I guess what I’m saying is there ain’t no better reason penso che per quello che sto dicendo non ci sia una ragione migliore
To rid yourself of vanity and just go with the seasons per sbarazzarsi della vanità e andare solamente avanti nelle stagioni
It’s what we aim to do è quello che cerchiamo di fare
Our name is our virtue il nostro nome è la nostra virtù
   
I won’t hesitate no more, no more Così io non esiterò più, mai più
It cannot wait I’m sure io non posso aspettare sono sicuro
There’s no need to complicate non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours Questo è il nostro destino, io sono tuo
   
Well no no, well open up your mind and see like me Spalanca la tua mente e osserva come me
Open up your plans and damn you’re free libera i tuoi desideri e dannazione tu sarai libero
Look into your heart and you’ll find love love love love guarda nel tuo cuore e tu trovarai amore amore amore
Listen to the music of the moment come and dance with me ascolta la musica del momento e balla con me
ah, la one big family ([2nd time:] ah, la happy family) ah, siamo una grande famiglia
It’s your God-forsaken right to be loved love love love è il tuo dio abbandonato pronto per essere amato amato amato amato
   
I won’t hesitate no more Io non esiterò più, mai più
Oh no more no more no more non più, non più, non più
It’s your God-forsaken right to be loved, I’m sure è il tuo dio abbandonato pronto per essere amato amato amato amato
Theres no need to complicate non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours Questo è il nostro destino, io sono tuo
   
No I won’t hesitate no more, no more No, io non esiterò più, mai più
This cannot wait I’m sure Questo non può aspettare, ne sono sicuro
There’s no need to complicate non c’è bisogno di complicarsi
Our time is short il nostro tempo è breve
This is our fate, I’m yours, I’m yours Questo è il nostro destino, io sono tuo, io sono tuo
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Di Marco (del 28/06/2008 @ 18:00:00, in Canzone del giorno, linkato 49 volte)

San Menaio, Puglia

L'estate ormai è arrivata, e con essa è forte la voglia di mare. Chi di noi non sente, irresistibile, la voglia di stendersi al sole, di provare il piacere del sale sulla pelle, dell'acqua fresca che ci rigenera e ci ripara dal caldo afoso di questi mesi...
Torniamo al '92, ormai 16 anni fa (è il periodo dell'amarcord). Quell'anno, è stato un anno particolare. Dal punto di vista musicale, è stato letteralmente dominato, in Italia, da una canzone in particolare, stravincitrice di quell'edizione del Festivalbar.
Luca Carboni, già famoso, otteneva la sua consacrazione: da cantautore bravo, a cantautore bravo e conosciuto, affermato e amato.
La musica, l'inizio del sax, le parole... chi non ha un mare dentro di sé. Chi non ha legato un momento particolare a quella spiaggia, quell'estate, quel sorriso...
Allora, l'augurio: che questa estate, questa che arriva, possa essere una estate da ricordare. Un'estate in cui il mare che vediamo, ce lo porteremo sempre, con la sua salsedine, il suo profumo, la sua vitalità.

Luca Carboni - Mare mare (dall'album Carboni, 1992)
http://www.youtube.com/watch?v=uBVrg2x-ogY

Ho comprato anche la moto
usata ma tenuta bene
ho fatto il pieno e in autostrada
prendo l’aria sulla faccia

Olè tengo il ritmo prendo un caffè
lo so questa notte ti troverò

Son partito da Bologna
con le luci della sera
forse tu mi stai aspettando
mentre io attraverso il mondo

Olè questa notte mi porta via
alè questa vita mi porta via…mi porta al mare

Mare, mare, mare ma che voglia di arrivare lì da te, da te
sto accelerando e adesso ormai ti prendo
mare, mare, mare ma sai che ognuno c’ha il suo mare
dentro al cuore sì
e che ogni tanto gli fa sentire l’onda
mare, mare, mare ma sai che ognuno c’ha i suoi
sogni da inseguire sì
per stare a galla e non affondare no no

Ma son finito qui sul molo
a parlare all'infinito
le ragazze che sghignazzano
e mi fan sentire solo
sì ma cosa son venuto a fare
ho già un sonno da morire

Va beh, cameriere un altro caffè per piacere
alè tengo il ritmo e ballo con me

Mare, mare, mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu
no, non voglio restarci più no, no, no,
mare, mare, mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu
no, non voglio restarci più no, no, no,
mare, mare, mare avevo voglia di abbracciare tutte quante voi
ragazze belle del mare, mare,
mare, mare, mare poi lo so
che torno sempre a naufragare qui…

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Di Marco (del 27/06/2008 @ 18:08:01, in Filosofia, linkato 66 volte)

Hulk in the cinema

Hulk al cinema. La nuova versione promette di essere migliore del primo film. A me il primo film piaceva. Gli attori erano decisamente di livello, eppure ha riscosso molte critiche. Sono un po' curioso riguardo a questo nuovo film. Sarà la solita boiata? oppure riuscirà a dare qualche input interessante?
Il film chiaramente è solo un pretesto. In realtà, nei giorni scorso, sono stato in giro per la città. Ho cercato nuovi posti, nuove angolazioni da cui vedere Torino. Ho percorso la Dora, partendo da via Livorno. Qui c'è tutta una zona nuova, in cui ci sono palazzi nuovi nuovi alti alti, poi l'immancabile centro commerciale, le immancabili rotonde e, chiaramente, l'immancabile multisala. La giornata fortemente assolata, con pochissima gente per strada, consentiva di spaziare in lungo e in largo, soffermandosi su aspetti nella maggior parte dei casi trascurati, ignorati. Mi verrebbe da dire: certo che ne hai di tempo da perdere...
Mi viene però da pensare che proprio perché ho tempo (oddio, non pensate che ne abbia tanto, in realtà), posso dedicarmi a vedere la realtà in modo diverso, con i miei occhi diversi. Soffermarmi là dove non si sofferma quasi nessun altro, mostrare la stessa città sotto punti di vista differenti.
Da qui, la voglia di presentare The other side of Torino, che pubblicherò nei prossimi giorni (stay tuned...).
Partiamo con Hulk. Verde dalla rabbia. ma rabbia per cosa? per essere incompreso? per essere diverso? per avere dentro un'anima che non è accettata dagli altri fuori?
In questo scatto, ho cercato di creare un'associazione tra l'eroe patinato, la sua rappresentazione, il suo mondo reale (il cinema), il suo mondo virtuale (la nostra realtà). Mondo virtuale fatto di cemento, macchine, catrame, calore. Mondo virtuale e mondo reale... Esce dalla pubblicità, con la sua foga, per entrare nel nostro mondo.
Si dice che tutti abbiano dentro un hulk, una parte forte, impetuosa, ma repressa. Che esce solo in determinati momenti. La parte violenta, incontrollata, di noi. Non necessariamente la peggiore.
Verdi di rabbia...

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Di Marco (del 26/06/2008 @ 07:48:43, in Cucina, linkato 105 volte)
Insalata di riso
Arriva l'estate, e con essa anche i tipici piatti di questa stagione.
Tra questi, assolutamente immancabile sulle tavole è l'insalata di riso, semplice da preparare e pronta da gustare nelle ore calde del giorno, o direttamente sulla spiaggia.
Non mi dilungo troppo sulla preparazione, perché credo che la conoscano tutti: a parte l'immancabile vasetto delle verdure già pronte (con carciofini, carote, olive, sedano, ecc), io di solito aggiungo tonno, pomodoro come se piovesse, basilico e mozzarella di bufala. Il tutto, condito da un buon olio extravergine e, a chi piace, aceto balsamico. Si lascia raffreddare in frigo (non subito, però!) e poi buon appetito... ; - )
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Di Marco (del 25/06/2008 @ 08:23:57, in Attualità, linkato 62 volte)
Coffee origin
A Torino c'è una interessante mostra di fotografia, organizzata dalla Lavazza, con foto decisamente suggestive che ripercorrono la nascita, nei luoghi originari, del caffè. Colori caldi, immagini di grande impatto, quasi riescono a perdere la bidimensionalità per trasmetterti i profumi e i suoni (o i silenzi) dei posti visualizzati.
Quando assisto a queste mostre di fotografia, mi rendo conto di quanto "indietro" io sia con la mia tecnica, con le mie capacità. Chapeau ai fotografi selezionati da Lavazza, questa sì che è arte!
Arte, inoltre, incastonata in un'altra grandissima arte. Le mostre a cielo aperto sono sempre affascinanti, soprattutto se riescono a integrarsi senza ledere il contesto in cui si svolgono. Presentare in Piazza San Carlo, ovvero il "salotto" di Torino, è un grandissimo onore: basta guardarsi attorno per apprezzare la discreta e nobile magnificenza della piazza. Esporre delle opere, e diventare una parte integrante dello spettacolo, è davvero un compito arduo. Complimenti allora anche agli organizzatori della mostra...
Insomma, una mostra da vedere senza indugi. Se passate per il centro città, non dimenticate di buttare l'occhio a queste foto. Anche se non vi piace il caffè, sono sicuro che vi verrà voglia di viaggiare e assaporare tutti i gusti che sembrano nascere da queste stupende immagini..
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Di Marco (del 24/06/2008 @ 21:50:00, in Attualità, linkato 65 volte)

La mia tesi, ancora da rilegare...

Celebriamo, in questo post, un importante traguardo di un visitatore d'eccellenza di questo sito. Un visitatore che, con il suo brio e i suoi interventi, ha reso viva la comunicazione e la voglia di confrontarsi sui tanti temi che ho proposto. per andare, tra l'altro, anche oltre...
Camilla si è laureata in settimana. W Camilla! e congratulazioni per i tuoi risultati...
Laurearsi è sempre importante. indipendentemente dalla laurea conseguita e dal risultato finale. Mi ricordo benissimo anche adesso, a distanza di quasi 10 anni, quello che provai il giorno della proclamazione.
"In base ai poteri conferitimi, la dichiaro dottore in Ingegneria Gestionale con la votazione di...".
Incrediible. Quel momento mi sembrava incredibile. L'ultimo anno l'avevo passato in completa apnea. Non avevo più voglia di studiare. Ero rimasto talmente disgustato da quello che avevo visto (e vissuto), che provavo una forma di rigetto naturale nei confronti di qualsiasi materia. Gli anni di Ingegneria mi avevano purtroppo insegnato che il voto raramente coincide con la tua preparazione, e raramente il risultato è proporzionale al tuo impegno. Troppi fattori aleatori, come l'umore del docente il giorno dell'esame, o la ramanzina del rettore per qualche corso con troppi bocciati (ergo: sessioni straordinarie con i compiti fin troppo facili)... ne avevo a sufficienza. Nella mia carriera universitaria, e potrei raccontare diversi aneddoti al riguardo (ma forse un giorno lo farò), ne ho davvero viste di tutti i colori. All'inizio, avevo ancora l'entusiasmo per la sfida. Adesso si fa sul serio! mi dicevo. Certo, Analisi Matematica e Chimica non erano propriamente degli scherzetti, soprattutto contando che i docenti erano "famosi" per essere particolarmente severi (in particolare quello di Mate). Poi un corso di più di 300 pischelli, che chissà quanti sarebbero stati dopo 5 anni (ma anche dopo 3).
Infine, il giorno della laurea. Ti guardi indietro. Ormai, hai abbandonato lo status del mantenuto, del giovine che viene svezzato da mamma e papà. La laurea rappresenta l'ultima appendice, la foglia di fico, che ti separa dal mondo del lavoro. quello vero. quello delle responsabilità, dei soldi, del contratto, di quello che sarai.
Sperando che Camilla ci racconti il suo, ecco il mio giorno di laurea.
Dicembre, freddo come sempre, a Torino. La notte dormo poco. La mattina, rileggo nuovamente la presentazione della mia tesi. "Riorganizzazione aziendale di una cooperativa sociale". Il nome suona bene, l'argomento è interessante, anche "esotico" per la realtà ingegneristica. Ho anche il corelatore esterno. wow..che emozione. sono teso, sono teso, sono teso.
Eccoci qua. Metto il vestito grigio che ho comprato la settimana prima. Un bel completo, sono tutto tirato. l'aspetto ha sempre la sua importanza...
Caos. Vero caos. Contrariamente a quanto mi aspettavo, la tesi si svolge in aula magna, con 6 dico 6 tavoli dove la tesi viene discussa in contemporanea. Tra gli ospiti e i tesisti, non si riesce a capire nulla.
A fatica, riesco a capire quando passare. Passa un tempo pressocché interminabile. Almeno, per me. Chiuso in aula magna, perdi il contatto con l'esterno. Hai solo di fronte quel tavolo, i controrelatori, la tua tesi in mano, i tuoi genitori, la tua famiglia, i tuoi amici. E' il tuo turno, tocca a te. Sono qui per te, ti appoggiano, ti spingono, ti incitano.
Eccolo, finalmente. tocca a me. Mani sudate, il nodo della cravatta è sempre più stretto, non ti ricordi più cosa dire....
La tortura dura circa 10 minuti. Il tempo per nemmeno capire cosa stai dicendo. Cerchi l'espressione di chi hai di fronte, ma vedi fastidio, sospetto, confusione. Accidenti, non mi sto esprimendo come avevo pensato. Accidenti, sto utilizzando sempre "efficiente": deficiente! che combini? Mostra il tuo valore aggiunto! forza!
Ma c'è troppo rumore, troppo troppo rumore... Non riesco ad ascoltarmi, e il tempo è finito...
Mi alzo, sudato, preoccupato, non soddisfatto. Speravo di fare una migliore impressione. Vedo il mio relatore che parlotta e spiega al controrelatore la tesi. Speriamo che si ricordi... Ora, aspettiamo la proclamazione. cinque anni di fatica, che si concludono in 10 minuti. 10 minuti in cui nessuno ti ha ascoltato, anche se avrebbe voluto...
Vedo l'orgoglio nella mia famiglia, vedo la contentezza nei miei amici. Dentro di me, però, c'è un senso di abbandono, di distacco. La laurea rappresenta veramente il primo passo nel mondo dei grandi. Il primo passo, di tanti altri che seguiranno. Non si può di fatto definire un momento unico, perché a volte diventiamo grandi per altre esperienze, molto ma molto meno piacevoli, e magari a un'età in cui bisognerebbe pensare ad altro.
Però, nella canonicità di una vita, la laurea rappresenta pur sempre uno spartiacque. Novelli naviganti, salpiamo verso il mare della vita, con l'orizzonte davanti, e la terra dietro. Ora, tocca a noi. Tocca a noi scegliere la rotta, tocca a noi annusare il vento, tocca a noi issare le vele, prendere il timone e puntare la prua. A volte si andrà controvento, a volte si andrà al lasco, a volte bisognerà resistere alle onde. Ma quel profumo dell'avventura, così unica e irripetibile, ci accompagnerà sempre, sperando di approdare, alla fine, a un porto sicuro.
Sfrutto i suggerimenti di Valeria e dedico a Camilla una poesia. Con i migliori auguri.

Itaca - Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

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Di Marco (del 24/06/2008 @ 08:00:00, in Cucina, linkato 26 volte)

Cosa c'è di meglio di un bel piatto di spaghetti....

Il frigo vuoto, almeno per il momento, è un lontano ricordo. Per cui, via con la creatività e il piacere della cucina buona e semplice.
Visto che siamo in piena estate, vi propongo un piatto molto semplice, ma sempre molto gradito e dal sicuro successo: spaghetti al sugo di pomodoro fresco, cipolla, basilico. Vediamo come prepararlo.
Ingredienti per 2 persone
Una cipolla rossa di Tropea
2 spicchi d'aglio
Un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
3 pomodori belli maturi
una manciata di sale grosso
pepe nero
una manciata di foglie di basilico
spaghetti, q.b. (io direi circa 150 grammi)
Preparazione
Prendete una padella con un minimo di fondo, tagliate sottile la cipolla e lo stesso con i 2 spicchi d'aglio.
Aggiungete il cucchiaio d'olio e fate soffriggere a fuoco basso.
Nel frattempo, prendete una pentola per cuocere poi gli spaghetti.
Una volta che si sono leggermente rosolate le cipolle (saranno passati circa 5 minuti), tagliate a cubetti i pomodori, poi mettete una manciata di sale grosso e tritate il pepe. Coprite la padella, ogni tanto controllate la cottura, girando con il cucchiaio.
Se l'acqua è arrivata in ebollizione, aggiungete una manciata di sale grosso e poi mettete gli spaghetti a cuocere.
Nel frattempo, dovreste essere a buon punto con il sugo. Aggiungete allora il basilico tagliando opportunamente le foglie (se tritate, il basilico si diffonde uniformemente nel sugo).
Il risultato dovrebbe essere come nella foto qui in basso.
Sugo con pomodoro, cipolla e un po' di aglio
Chiaramente, ricordatevi di girare gli spaghetti. Quando sono pronti, scolate la pasta e versatela nel sugo.
Fate ancora cuocere gli spaghetti nella padella insieme al sugo, mescolando bene.
Bene, gli spaghetti sono pronti! Ora non vi basta che una bella spolverata di parmigiano e... buon appetito!!! : - )

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Di Marco (del 23/06/2008 @ 18:39:12, in Canzone del giorno, linkato 125 volte)

La rubrica, questa volta, dovrebbe chiamarsi "Canzone della sera", o meglio della notte.
L'ultima canzone prima di andare a dormire. Quando si fanno i bilanci, si guarda cosa abbiamo combinato durante il giorno e, magari, anche qualche giorno in più. Se abbiamo vissuto, e come. Se abbiamo amato, e quanto.
Si incomincia dalla sera, per dare spazio alla notte. All'inconscio, al nostro io, ai nostri sogni. Dove possiamo essere diversi, dove possiamo fare ciò che non abbiamo fatto, dove possiamo diventare ciò che avremmo voluto.
E' bello poter dire "buonanotte, amore mio". E' bello poter pensare a una persona, prima di andare a dormire.
Presento, così, una canzone di ormai quasi 15 anni fa. Fa parte dell'album d'esordio (bellissimo) del buon Biagio Antonacci. Allora era solo un giovane emergente, con molto talento, e molta strada da fare. Mi piacque subito, e ogni tanto rispolvero il suo cd per riascoltarmelo con la testa di oggi. In questo album ci sono alcune perle, mi piace segnalarvi per il momento questa. Buon ascolto.

Biagio Antonacci - Si incomincia dalla sera (dall'album d'esordio Biagio Antonacci, 1994)

Si incomincia dalla sera a correggersi gli errori
a tornare con gli odori alle storie del passato
ho sbagliato e risbagliato
si incomincia dalla sera
anche se non c'è più luce
a guardare nelle mani, mani sporche di fatica
che hanno preso e poi lasciato
Ma incomincia dalla sera
a decidere il domani
qualche sogno può aiutare, ti svegli con il sole
questo vivere mi piace
perché il corso della vita
non e' scritto ne' deciso
chi l'ha detto che hai capito,
chi l'ha detto che hai sbagliato
non c'è una sola verità 
Guarda adesso come rido 
Guarda adesso come scrivo
come guardo questi suoi occhi
quando viene questa sera
quando anche io le dico piano
Buonanotte Amore mio...
Ma incomincia dalla sera
questa nuova storia grande
che ha cambiato la mia vita
proprio quando non cercavo
proprio quando non credevo
Si incomincia dalla sera

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Di Marco (del 22/06/2008 @ 12:08:00, in News, linkato 59 volte)

45° Nord, centro commerciale a Moncalieri

A Moncalieri, praticamente un continuum di Torino, ogni venerdì si tiene uno spettacolo di cabaret all'aperto. Sperando nella clemenza del tempo (almeno per il periodo dell'evento...), si possono gustare gratis spettacoli decisamente interessanti.
Il primo, proposto in cartellone, vede protagonista il grande Sergio Sgrilli.
In una delle sue prime apparizioni dopo il grande successo ottenuto in una delle tante edizioni di Zelig, avvenuta qualche anno fa in occasione della rassegna RidiTorino, apprezzai la sua comicità, la sua capacità di coinvolgimento, la sua bravura anche come chitarrista. Insomma, un vero artista con molte sfacettature. La principale, ovviamente, riguarda la sua comicità, a volte dirompente, a volte dissacrante (da buon toscano).
Da allora, non ho mancato nessun appuntamento a Torino, felice anche del fatto che in ogni occasione cambiasse il repertorio e proponesse gag sempre nuove.
Come mancare allora all'appuntamento?
Ci vediamo pertanto domani sera, 20 giugno, alle 21 al 45° nord di Moncalieri, per una serata di risate e divertimento...

...la foto l'ho fatta con il cellulare... la resa è quella che è!!!

Un piccolo commento all'esibizione del buon Sergio...
Per chi lo ha già visto in passato, ha ripresentato buona parte del suo repertorio. Irresistibile, in certi momenti, coinvolgente, quando abbraccia la chitarra e invita gli spettatori a cantare alcune evergreen italiane...
Purtroppo, ha fatto solo un'ora di spettacolo. Inizio poco dopo le previste ore 21, ultimi saluti alle 22.15. Mi viene da pensare che, giustamente, bisogna anche dare la possibilità agli spettatori di guardare le vetrine e, perché no, fare un acquisto dell'ultimo momento... in fondo, si è in un centro commerciale, che utilizza il volano del cabaret per sponsorizzarsi un po' e richiamare nuovi avventori.
La serata calda non ha influito sul piacere della serata. Anche perché le zanzare, bontà loro, non si sono fatte vedere (e, soprattutto, sentire).
Da ricordare, quindi, per i prossimi incontri al 45° nord: non vi aspettate un classico spettacolo di cabaret, ma un'ora di risate allegre a ridosso del vostro cabarettista preferito. Segnalerò i prossimi per tenervi informati!

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Di Marco (del 20/06/2008 @ 12:34:32, in News, linkato 165 volte)

The sad fridge

Questo è, attualmente, il frigo di casa mia. E' un po' triste. non che sia spesso stracolmo di cibarie, ma in questo ultimo periodo sta tirando parecchio la cinghia.
Nell'ordine... dal basso verso l'alto: un po' di parmigiano, un po' di pecorino romano (ormai, però, siamo agli sgoccioli), un mezzo limone senza buccia testimone di una torta recente (la torta di carote). al piano basso.
Al piano alto, oltre a 4-5 olive che cercano di resistere, abbiamo alla estrema sinistra un esperimento scientifico. Un bel bunny di pasqua (anno 2007, però, o 2006..., no, 2007) stra-scaduto, oggetto di esperimento scientifico dicevo perché sto aspettando che si trasformi in qualche essere stravagante. Per ora lo tengo a stecchetto, ma forse dovrei invogliarlo mettendogli vicino qualche cosa di alletante... ; - )
A parte tutto, uno dei motivi per cui non riesco a tenere aggiornato il sito è che in questi giorni sono preso da lavoro matto e disperatissimo, che poco tempo mi lascia in generale. Tra cui, chiaramente, anche il tempo di andare a fare la spesa! Da qui, lo svuotamento progressivo del frigo fino al consumo delle derrate che si tengono negli armadi: pelati, riso, pasta... finita quella, resta sempre la risorsa ultima della pizza spedita a casa e poi arriviamo all'ascetismo puro. Che, in epoca pre-balneare, può avere anche il suo perché...
Spero di non arrivare a tanto. in fondo, il mangiare è un piacere, un gran bel piacere....
Per esempio... un frigo così desolato porta alla fantasia. Da qui, vi invito a inviarmi qualche suggerimento. ovvero...

Cosa vorrei trovare aprendo il mio frigo?

Provate a immaginare quale prelibatezza vi piacerebbe trovare aprendo il frigo di casa... per cosa morireste  di golosità? io qualche idea ce l'avrei.. ma iniziate voi... ; - )

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