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 Ceresole Reale - il lago di montagna... di Marco
 
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The path of excess leads us to the tower of wisdom

William Blake
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Marco (del 18/02/2008 @ 22:18:38, in Cinema, linkato 77 volte)

Sogni e delitti
Un altro film estremamente interessante. Anche qui, non tutto ciò che è buono, è buono; non tutto ciò che è cattivo, è cattivo. In più, un fantastico parallelo che riguarda la morale, ciò che è giusto, ciò che è sbagliato, i nostri sensi di colpa...
Non parlerò molto del film. Anche se l'ho trovato interessante (e, comunque, lo consiglio, nonostante un finale un po'... "troncato"), preferisco soffermarmi sulle implicazioni che sono sottese alla trama.
Per qualche motivo, ti trovi nella condizione di dover fare, o di aver fatto, una azione moralmente riprovevole. Riprovevole, per la morale comune, o semplicemente per il tuo codice morale. Non è importante come tu sia arrivato a compiere tale gesto. nel più comune dei casi, si arriva a una determinata situazione per gradi. la strada è fatta di piccoli passi, magari inconsapevoli. a un certo punto, ti giri, e non riesci a capire come tu possa essere arrivato fin lì. nel bene, come nel male.
Ed eccoci arrivati al punto. Puoi giustificarti, puoi trovare mille motivazioni, per sollevarti dalle tue responsabilità. oppure, puoi trovare mille motivi di disapprovazione, che ti impediscono di osservarti con serenità e limpidezza davanti allo specchio.
E' un confine estremamente labile. cosa è giusto, e cosa è sbagliato. Non esiste un codice comune. Ognuno può rifarsi a un esempio, o a un precetto. Alla fine, chiedi alla tua coscienza di assolverti, o di condannarti. In ogni caso, riuscirai a fare pace con te stesso? Riuscirai a guardarti negli occhi, senza provare rimorso, o rimpianto, o vergogna?
Ci capita di trovarci in questa situazione. ci chiediamo se sia possibile, e lecito, e giusto, superare quel confine invisibile, piuttosto che mantenerci rigorosamente e moralmente rigidi, vincolati a quelle regole che la nostra anima, o semplicemente la nostra ragione, ci vuole imporre con inflessibilità. coerenza, o tranquillità. Le regole ci danno fiducia, ci confortano nei momenti di difficoltà, ci consentono di avere un appiglio sicuro, sempre e comunque. costituiscono un faro nella notte buia del mare, quando già non riesci a scorgere la costa, e vaghi con la paura che ti assale nell'ignoto del blu aperto.
Probabilmente abbiamo paura di noi stessi, di ciò che potremmo essere in grado di fare. Così, ci limitiamo. Un limite è una cella, una monade. Certo, è castrante, ma è anche una sicurezza. Sappiamo sempre lo spazio a nostra disposizione, lo conosciamo a menadito, lo controlliamo, lo gestiamo a nostro piacimento. E non abbiamo paura di esso, ma da esso ne traiamo forza e certezze. Sappiamo poco, ma quel poco che sappiamo ce l'abbiamo a portata di mano.
Toccare, invece, il mare aperto... potremmo scoprirci cattivi, avidi, insicuri, timorosi, magari credenti, ci rivolgeremmo a Dio, pregheremmo, potremmo avere paura, provare paura, potremmo scoprirci piccoli. E' sempre una questione di riferimenti. più piccolo è lo spazio, più grandi sembriamo.
allarghiamo le dimensioni? Accidenti, rischieremmo di mostrarci più piccoli. potremmo addirittura scomparire, potremmo quasi confonderci nell'infinito.

Torno all'argomento centrale. moralità, codici, fare la cosa giusta. giusto per chi? per noi? per gli altri? difficile capire. quali sono le regole che dobbiamo seguire? non ne esistono? o forse ce n'è una, unica, alla quale attenersi? ed è semplice farlo?

no, non lo è. almeno, per me non lo è. nello sport il doping è un concetto molto simile, mi può aiutare nel creare un parallelo. dov'è doping? usare sostanze anabolizzanti è doping? e il caffè prima del match? e 5 caffè prima del match? dov'è il confine? non esiste un confine, non c'è una linea di demarcazione netta, unica. come i tanti, piccoli passi cui accennavo all'inizio del post, non ti rendi conto del percorso che hai intrapreso. poi, però, a un certo punto ti volti, neanche tu sai perché, e ti scopri lontano da casa.
Che fare, allora? come agire? sei ancora tu? o sei diventato, irrimediabilmente, un altro?

Sogni e delitti. Il sogno per un futuro migliore. c'è sempre un prezzo da pagare.

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Di Marco (del 16/02/2008 @ 09:08:49, in Poesie, linkato 136 volte)

I hate u, by Northern star (thanks to)
Ho una certa predilezione per i poeti latini. Anche se non abbiamo moltissimo, tra Plauto, Cicerone, Apuleio, Seneca, ecc., troviamo una bibliografia eccezionale nei contenuti. per molti versi, assolutamente attuale, cosa che ci porta a pensare che, tutto sommato, in più di 2000 anni non siamo cambiati granché. Esattamente come Cicerone criticava la corruzione in Senato, adesso ci troviamo nella medesima situazione, come se nulla fosse realmente cambiato. E le commedie di Plauto ci farebbero ridere esattamente come allora, un po' come ridiamo adesso dei film di Natale di Vanzina & co.
Va veniamo alla poesia che vi propongo. Tema probabilmente tra i più comuni, alzi la mano chi non ha dovuto lottare e scontrarsi con esso...
Nella sua essenzialità, questa poesia del grande Catullo rappresenta un punto fermo della poesia. Ripreso poi in modo altrettanto bello con il sound degli U2 in "With or without you", seppur con le dovute differenze, mi ha sempre colpito per l'immediatezza del messaggio: diretto, senza fronzoli, efficace come una lama che ti penetra le carni e colpisce la parte più tenera e intima di te, il cuore. Scelte... anche qui, come nel post precedente, siamo in una posizione di scelta che diventa non-scelta, impossibilità di restare, e di andare. E in questa impasse, sofferenza, alternata a momenti di elevazione, a rimpianti e occasioni mancate, alla sensazione di ciò che sarebbe potuto essere e, chissà perché, ancora non è.
Complimenti vivissimi a Northern star per la foto (magari fossi stato io....) per aver illustrato in modo direi perfetto il concetto catulliano e, di fondo, di tutti noi che ci troviamo in questa situazione, o che l'abbiamo vissuta in passato. E, ora, spazio al Poeta.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

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Di Marco (del 16/02/2008 @ 09:06:51, in Filosofia, linkato 73 volte)

Crossroad, by Zeitspuren (thanks to)

Stavo riflettendo sulle scelte. Scelte che ognuno di noi compie ogni giorno. non è importante se siano grandi o piccole, la vita ci pone sempre molti dilemmi. due strade, due percorsi: quale prenderemo oggi?
In certe occasioni, ci sono eventi che ci portano lontano, verso una scelta di vita più radicale. Prendiamo, e ci allontaniamo dal nostro consueto, da quello che conosciamo meglio, da ciò che pensavamo restasse immutabile e "certo".
Avere il coraggio di cambiare, di "prendere la strada meno battuta", di mollare tutto per cercare ciò che ci manca, per sviluppare le nostre potenzialità, per verificare di che pasta siamo fatti in un contesto totalmente differente.
Così... drinking in LA... riprendendo una (quasi) recente canzone.
Ci vuole una buona dose di spensieratezza, determinazione, follia. E si parte, per andare dall'altra parte dell'oceano, verso il proprio destino. verso un'avventura da assaporare in ogni suo istante.
In fondo, cos'è che ci rende vivi? che ci fa sentire davvero noi? senza paure, senza timori, senza freni... La vita è una scommessa, in fondo. Abbiamo un inizio, e non ne conosciamo la fine. Quello che abbiamo è un presente, e una promessa di futuro. Quanto penseremo di scommettere su noi stessi? Qualcuno di noi lo fa. Allora festeggiamo il temerario, auguriamogli ogni bene, forse ha aperto una porta. di certo, la sua. O una direzione, da imitare se non altro nel coraggio dimostrato.

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Di Marco (del 12/02/2008 @ 19:28:31, in Cinema, linkato 43 volte)

American Gangster
Oggi vi racconto, o meglio vi recensisco, un film ancora nelle sale: American Gangster.
Grandi interpreti (Russel Crowe, Denzel Washington), e un grande regista (Ridley Scott), per 3 ore (sì, 3 ore) di film che ti proiettano in un'America che inizia negli anni '60 per arrivare, alla fine, quasi ai giorni nostri.  Storia di gangster, come evidenzia il titolo, ma anche di sogno americano, di volontà, di disciplina, di regole e dell'eterno gioco del bene e del male.
Al di là dell'action movie e della ottima caratterizzazione dei personaggi, che vi invito a gustare al cinema, pongo l'attenzione su altri aspetti, per certi versi secondari, ma che mi hanno fatto apprezzare la pellicola. La traccia di sottofondo non è soltanto lo scontro tra due paladini, uno del bene (Crowe) e uno del male (Washington), ma anche del conflitto che c'è in ognuno di loro tra la luce e l'oscurità, tra ciò che è bene e ciò che è male. Come in uno specchio, il buono è impeccabile e immacolato fino all'assurdo nel lavoro, mentre è tutt'altro che trasparente nella vita privata. Il cattivo, invece, è per un rigoroso codice morale di stampo familiare, mentre sfrutta ogni occasione, ogni canale, ogni possibilità per delinquere e creare un impero. I due protagonisti centrali ci dicono, in tutto il film, che è in corso l'eterna lotta tra lo ying e lo yang, senza dimenticarsi che in entrambi gli elementi una parte dell'altro c'è.
La chiosa del film è poi stupenda, in quanto emerge, lampante, forte, chiaro, che sta a noi scegliere, decidere, quale parte portare a galla. Ed è una decisione che prendiamo ogni giorno, inconsciamente. Chi vincerà in noi? Il nostro io "buono", o il nostro io "cattivo"? Siamo noi che scegliamo, siamo noi che decretiamo il vincitore.
Tornando al film, ottima l'ambientazione, ottima la ricostruzione degli ambienti, buona velocità del film (considerata soprattutto la durata), straordinaria l'interpretazione degli attori (compresi quelli minori, penso ai poliziotti corrotti, ma anche alla ex moglie di Crowe, ecc.), davvero notevole la regia. Che non si compiace eccessivamente, fornendoci un film per certi versi romanzato, non eccessivo, ma che sottolinea nel modo giusto il tema portante.
Insomma... un messaggio che dovremmo fare nostro.

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Di Marco (del 08/02/2008 @ 07:40:49, in Canzone del giorno, linkato 74 volte)

Ci sono certe canzoni che leghi indissolubilmente con un periodo della tua vita, o con una persona, o con un evento particolare.
Canzoni che riescono a farti rievocare, anche a distanza di tempo, le emozioni che provasti "la prima volta".
Quella che vi propongo oggi è una di queste. E' abbastanza nota, anche se non è passata poi così tanto nelle radio, perdendosi di fatto nel mare magnum del pop di questi anni. Io la trovo però una bella canzone, davvero una bella canzone. Un buon equilibrio tra parole e note, un bel sound... insomma una buona confezione. da ascoltare e riascoltare con piacere... (almeno spero! : - )). buon ascolto allora...
In my place - Coldplay (dall'album A rush of blood to the head, 2002)

In my place, in my place
Were lines that I couldn't change
I was lost, oh yeah

I was lost, I was lost
Crossed lines I shouldn't have crossed
I was lost, oh yeah

Yeah, how long must you wait for him?
Yeah, how long must you pay for him?
Yeah, how long must you wait for him?

I was scared, I was scared
Tired and underprepared
But I wait for you

If you go, if you go
Leaving me here on my own
Well I wait for you

Yeah, how long must you wait for him?
Yeah, how long must you pay for him?
Yeah, how long must you wait for him?

Please, please, please
Come on and sing to me
To me, me

Come on and sing it out, out, out
Come on and sing it now, now, now
Come on and sing it

In my place, in my place
Were lines that I couldn't change
I was lost, oh yeah
Oh yeah
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