I love this game
Non so se mettere quest'articolo nella sezione "Fotografia" o "Sport". diciamo che lo spunto è stato il post-produzione della foto che ho realizzato in occasione di un incontro di basket in cui avrei dovuto partecipare, ma che per cause di forza maggiore (rottura del legamento crociato anteriore) ho visto da bordo campo. Non è facile smettere di punto in bianco, soprattutto se ti stai divertendo e se lo sport è anche uno sfogo per le quotidiane difficoltà che riscontri. Ma a volte la vita è così. Probabilmente, dovevo fermarmi con il basket, e percorrere altre strade. Così, inizio a vedere le partite da fuori, e a fotografare.
Come prima impressione, la fotografia sportiva è come quella naturalistica: scatti valangate di foto, spesso con il multiscatto, per ottenerne poche, veramente poche, di buone. Il gesto atletico è la sintesi suprema del "carpe diem": non solo per l'atleta, ma anche per il fotografo che sta lì pronto (e pronto deve esserlo) a cogliere il momento supremo dell'azione. Ci sono infinite variabili che concorrono nel rendere "orribile" la foto: lo sfondo, i movimenti dei giocatori, le luci... isolare il movimento del soggetto è pressocché impossibile. anche perché il fotografo non può entrare "più di tanto" nel vivo dell'azione.
E' comunque un buon viatico per imparare e allenarsi. Ho sempre trovato difficoltà nel fotografare le persone: non riesco a coglierne gli aspetti più caratteristici, non trovo gli scatti interessanti. Ora inizierò a lavorarci un po' di più. E, come al solito, sarete voi a decretarne il risultato.
Quassù, il mio personale logo di "I love this game": se ce l'ha l'NBA, posso averlo anche io... 
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