The purpose of art is the celebration of beauty.
And beauty is the moral harmony visualized in the material and physical world
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Di Marco (del 17/11/2011 @ 11:55:00, in Cucina, linkato 218 volte)
Torta di mele
Riprendo con piacere un mio vecchio post (2006!) per ripresentare la torta di mele. Dato il periodo, credo che sia particolarmente indicato per autunno inoltrato e inverno, grazie all'abbondanza di mele... L'ho rifatta di recente e si è dimostrata veramente eccezionale come mi ricordavo: è piaciuta a tutti! Direi che il mix imbattibile sono le mele, la cannella, la vaniglia... spinge al periodo natalizio e alle feste.
Una regola generale, che è valida per ogni ricetta di cucina: ponete particolare attenzione agli ingredienti. Voglio dire: i prodotti da discount sono validissimi, ma se volete ottenere qualcosa di unico, ricordatevi di scegliere con cura ogni prodotto, valutando gusto, consistenza, freschezza... Non tutte le mele per esempio presentano le stesse caratteristiche: le granny smith (quelle verdi verdi, per intenderci) non sono indicate per questo dolce. Le renette si sposano molto bene, ma tra 7.000 varietà (!), ognuna con le sue caratteristiche, provate - provate - provate: la cucina è sperimentazione!.
Ingredienti 300 g. di zucchero semolato 300 g. di farina bianca 120 g. di burro 4 mele di medio piccole dimensioni 5 tuorli un limone e mezzo una bustina di lievito in polvere vanillina un bicchiere di vino bianco secco 1 bastoncino di cannella 2 chiodi di garofano un pizzico di sale 50 g. di zucchero a velo (opzionale) gelatina di melagrana (per decorazione, opzionale)
Preparazione Pelate le mele, tagliatele a metà e privatele del torsolo; ponetele in una teglia, unite la sottile scorza gialla di mezzo limone due chiodi di garofano, una piccola stecca di cannella , un bicchiere di vino bianco e cospargetele con 80 g. di zucchero. Incoperchiate e fate cuocere le mele per circa 30 minuti, rigirandole di tanto in tanto; toglietele poi dalla teglia e lasciate raffreddare. E' importante che le mele non siano cotte e ridotte in poltiglia: devono mantenere una seppur minima compattezza. Preparate ora la pasta: montate il burro ammorbidito e quando lo avete ridotto come una crema incorporategli il restante zucchero semolato e i tuorli, lavorando sempre energicamente il composto (ideale è effettuare tutte queste lavorazioni con la sbattitrice elettrica). Incorporate poi al composto anche la scorza grattugiata di un limone e tutto il suo succo filtrato, la farina fatta cadere a pioggia da un setaccino insieme ai tre quarti di lievito, mezza bustina di vanillina e un pizzico di sale. Imburrate una tortiera del diametro di cm. 20, con parete alta, e in essa versate metà dell'impasto preparato, distribuitevi sopra quattro mezze mele tagliate a fettine sottili e copritele con la pasta rimasta. Tagliate le restanti mezze mele a fettine, mantenendole però unite alla base, quindi affondatele quasi interamente nella pasta. Passate in forno già caldo a 180° cuocendolo per circa 50 minuti, finché uno stecchino infilato nella pasta ne uscirà asciutto. Levate la torta dal forno e lasciatela intiepidire. Opzionalmente, aiutandovi con un cartone rigiratela e poi capovolgetela in un piatto di portata piano. Coprite le mezze mele con dischetti di carta e spolverate la superficie del dolce con lo zucchero a velo fatto cadere da un setaccino. Fate fondere sul fuoco basso la gelatina di melagrana e con essa pennellate per bene le mele. Servite freddo.
Di Marco (del 24/04/2011 @ 11:40:08, in Fotografia, linkato 86 volte)
Ceres, la stazione ferroviaria
Guardo il mio sito, e l'ultimo post pubblicato è ingeneroso... dopo circa 4 mesi, finalmente trovo le risorse per tornare a scrivere. In realtà vorrei dedicarmi alla fotografia, che confesso nell'ultimo anno ho trascurato notevolmente. Un po' per pigrizia, un po' per insoddisfazione della "materia prima", mi sono giocoforza concentrato su altre attività, per cui il primo a pagare è stato marcaccioli.com. La fotografia però è importante, per me costituisce lo sfogo alla creatività, alla fantasia. E' il mio modo di interpretare la realtà e di proporla sul web, con la speranza che possa essere quantomeno interessante, senza avere la pretesa di risvolti artistici...
Buona Pasqua allora! E, per festeggiare, ricomincio a pubblicare una foto. Quella che vi propongo sopra è la stazione di Ceres, un paese di mezza montagna in Piemonte. La ferrovia è storica, risale a fine '800. nel '92 una serie di frane interruppe il servizio, e solo nel 2009 la linea è stata ripristinata.
Ceres... beh, non si può dire che sia un bel paese pittoresco di montagna. E' piuttosto disarticolato, con costruzioni disomogenee, alcune diroccate (un albergo dagli antichi fasti completamente sventrato, un castelletto molto interessante, ma in rovina, una scuola di epoca fascista lasciata alle erbacce) e un inizio di ricostruzione e abbellimento di alcune zone (la via centrale ben lastricata, la creazione di aiuole...).
La foto qui sopra è stata desaturata, per conferire maggiore forza al senso di antico, con una maggiore enfasi sui contrasti e un viraggio verso l'accentuazione delle luci diffuse. Non mi fa impazzire nel complesso, non c'è un soggetto "forte" nella foto: il treno non è in movimento, mentre la stazione, caratteristica come costruzione, è parzialmente coperta dal traliccio di sostegno ai cavi ferroviari, diminuendo di fatto l'attenzione verso la costruzione stessa.
Quanto ci ho messo? una buona mezz'ora. Ciascuna foto ha bisogno di una bella dose di editing di post produzione, a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. E il tempo è proprio quello che scarseggia, ultimamente. Confido però nella bella stagione (che mi porterà a girare un po' di più...).
Di Marco (del 02/01/2011 @ 09:58:34, in Fotografia, linkato 218 volte)
Saluto al sole
Non sapevo come festeggiare il nuovo anno. Stavo cercando un qualche spunto interessante da condividere con voi, qualcosa magari legato all'attualità, o agli ultimi eventi, ma questi giorni sono piuttosto deprimenti. in Italia, per lo meno. Non si vede una grande prospettiva, e grandi sogni non si fanno. Così, visto che il tempo non è dei più clementi, mi sono rifugiato in casa e mi sono messo a riguardare qualche foto. Tra le innumerevoli (e non meritevoli), ne ho trovata una che può simboleggiare il saluto al nuovo anno. E' una foto che scattai nel 2006, in occasione della mia prima (e, al momento, unica) scalata al Rocciamelone, montagna che si trova sopra Susa con la vetta a 3.538m. Partenza nel primo pomeriggio di sabato, due ore circa di scalata agevole, arrivo al rifugio e meritata sosta, con tanto di cena e pernottamento in sacco a pelo. La mattina dopo, sveglia all'alba per godere dello spettacolo ed arrivare presto in vetta. La scalata, d'estate ovviamente, non è impervia e può essere fatta con un pizzico di giudizio da chiunque. Ve la consiglio perché se trovate la giornata giusta potete godere di un panorama unico. Chi frequenta abitualmente il Rocciamelone favoleggia, nelle giornate particolarmente terse, di vedere dal golfo di Genova a Milano. In ogni caso, è sempre un bel vedere. Io ci andai armato di scarpe da ginnastica, e non ho trovato difficoltà. Per cui...
Veniamo alla foto. Di per sé non è tecnicamente "corretta", in quanto si porta dietro un po' di imperfezioni. Innanzitutto, per noi europei, la foto si legge da sinistra verso destra. In questo caso, il protagonista è la persona che guarda l'alba. si trova sulla destra e guarda verso sinistra, per cui la lettura deve essere ribaltata. non è un grande sforzo, ma dà la sensazione di "disagio". In seconda battuta, manca una fuga importante. E' vero, si intravede la valle che prosegue sulla sinistra, ma manca completamente il cielo, ovvero l'infinito. L'occhio non riesce a spaziare, e allora cerca di individuare qualche elemento di interesse nel resto della foto. Che non c'è (altra pecca). Per il resto, mi sembra tutto sommato equilibrata con un buon focus sul soggetto principale e sulla roccia. Il concetto di "Saluto al sole", e quindi al nuovo che avanza, è abbastanza esplicito e forte, per cui il messaggio arriva piuttosto semplicemente.
Ecco allora il mio augurio. Speranza, verso un nuovo anno che vi sappia portare felicità. E che possiate onorare ogni giorno con il meglio di voi stessi.
Di Marco (del 27/12/2010 @ 23:53:58, in Filosofia, linkato 102 volte)
Arco olimpico
Siamo in prossimità dello scadere di un altro anno. Personalmente, non mi è mai piaciuto molto festeggiare il 31 dicembre. Per me il "nuovo anno" coincideva con l'inizio della scuola. sì, settembre era davvero l'inizio. Iniziava la nuova classe, ma anche il campionato di calcio, quello di basket. E l'estate mi aveva sempre fatto un po' crescere. Le vacanze invernali, quelle no. semmai, contribuivano a farmi crescere il girovita... E comunque, per convenzione, si festeggia a dicembre. Gennaio, ovvero Giano bifronte: si guarda a quello che si lascia, si cerca di scrutare quello che ci aspetta. E' un ponte, un ponte che si attraversa. Da un lato, all'altro. Contro la corrente, contro i dubbi, le perplessità, le nostre paure, i nostri sogni. E anche contro quello che pensiamo di vedere, ma che non c'è, o quello che non riusciamo a vedere, anche se c'è. Alzi la mano chi non inizia il nuovo anno con almeno il tentativo di rinnovamento. Chi vuole chiudere un capitolo, chi ne vuole aprire un altro, oppure semplicemente chi vuole proseguire nel percorso intrapreso, perché crede nel proprio "progetto" e desidera portarlo a compimento. Lottare, lottare per i propri obiettivi, siano essi grandi o piccoli. Troviamo la forza delle nostre azioni sulla base delle nostre speranze, delle nostre ambizioni. Cercando un appiglio quando ci sentiamo mancare, e sentendoci fortificati quando troviamo delle conferme. Questo strano animale che si definisce "uomo" va con la ragione e con il cuore. Il cuore laddove la mente non può arrivare a comprendere un pensiero. Ma anche il cuore che offusca la ragione stessa, distorce la realtà o semplicemente la nega. Siamo un coacervo di contraddizioni. Siamo animati da alti istinti, ma anche da bassezze ignobili. Cerchiamo il nostro angolo di sole, e non importa se ne abbiamo già avuto in passato e il nostro turno è finito. Non ci basta mai.
La corsa verso l'ignoto. Saremo un giorno soddisfatti? Può essere la vita "semplice"? certamente, possiamo renderla meno difficile, attraverso le nostre scelte. Giuste o sbagliate che siano. Si cerca sempre il meglio, e si può commettere errori. Ma il viaggio... quel ponte da attraversare è una scommessa affascinante.
Vi lascio con un semplice indovinello, legato al ponte. Un pastore possiede un lupo, una pecora e una balla di fieno. Deve attraversare un fiume con una zattera, ma essendo questa piccola, può portare solo una cosa alla volta. Come fa ad attraversare il fiume contando che: - se il lupo è da solo con la pecora, se la mangia - se la pecora è da sola con il fieno, se lo mangia
..e così, siamo arrivati a un altro Natale. Siamo già al nuovo giro di lancette, il 2010 ci abbandona per il nuovo anno. Le festività costituiscono sempre un problema, in particolare per quelle che ti fanno venire in mente la famiglia, gli affetti, e che ti portano a pensare, a riflettere. lo facciamo così raramente. Pensare è faticoso. molto.
Beh, oggi come canzone del giorno vi propongo una dei Take That, del "secondo periodo": il primo è quello del lancio, degli anni '90. Poi, il loro ritorno, molto più recente. Il terzo è quello che vede la partecipazione di Robbie Williams, che è poi quello attuale
Credo che il titolo, Patience, sia molto azzeccato. Di pazienza, non ne abbiamo mai abbastanza. la nostra era è fatta di frenesia. viviamo di frenesia, ci cibiamo sostanzialmente di essa. Non potremmo addirittura farne a meno. Siamo circondati dall'esigenza della velocità, in tutte le sue forme: la connessione a Internet, il tempo medio dei mezzi pubblici, la prontezza dei servizi, o anche di una semplice risposta... L'augurio è che questo Natale, e magari il 2011, ci porti un po' di lentezza. Diamo pazienza, magari la risposta ci potrebbe sorprendere.
Buon Natale a tutti e grazie a chi continua a seguirmi, nonostante la mia perdurante latitanza...
Take That - Patience (dall'album Beautiful World, 2006)
Just have a little patience
Solo abbi un po' di pazienza
I'm still hurting from a love I lost
Mi sto ancora riprendendo da un amore che ho perduto
I'm feeling your frustration
sento la tua frustrazione
Any minute all the pain will stop.
ogni minuto e il dolore finirà
Just hold me close inside your arms tonight
Solo tienimi stretto tra le tue braccia stanotte
Don't be too hard on my emotions.
non essere troppo dura con le mie emozioni
[Chorus:]
'Cause I
Perché io
Need time
ho bisogno di tempo
My heart is numb, has no feeling
Il mio cuore è disorientato, non prova emozioni
So while I'm still healing
così mentre sto cercando di alleviare il mio dolore
Just try and have a little patience.
solo cerca di avere un po' di pazienza
I really wanna start over again
io voglio veramente ricominciare daccapo di nuovo
I know you wanna be my salvation
so che tu vuoi la mia salvezza
The one that I can always depend.
l'unica dalla quale io posso dipendere
I'll try to be strong
cercherò di essere forte
Believe me I'm trying to move on
credimi sto cercando di andare avanti
It's complicated but understand me.
è complicato ma cerca di capirmi
[Chorus]
'Cause the scars run so deep
perché le ferite vanno così in profondità
It's been hard but I have to believe
è stata dura ma devo crederci
Just have a little patience [x2]
solo cerca di avere un po' di pazienza
[Chorus]
Have a little patience
cerca di avere un po' di pazienza
My heart is numb, has no feeling
Il mio cuore è disorientato, non prova emozioni
So while I'm still healing
così mentre sto cercando di alleviare il mio dolore
A Torino, in queste settimane, ci sono giornate con un cielo blu intenso. Strano, per la continua cappa di smog che la sovrasta perennemente. Noi, qui sotto, non ce ne accorgiamo; basta prendere l'aereo una volta che la visione, dall'alto, è impressionante. respiriamo aria malata e viziata, e ci conviviamo passivamente, accettando tutto questo come una implicita conseguenza del nostro stile di vita "moderno", fatto di riscaldamento, acqua calda, elettrodomestici a portata di mano, automobili, e via discorrendo.
In questi giorni di blu intenso, un velo di malinconia copre il mio cielo. difficile da spiegare, per fortuna che in mio soccorso arriva la nuova canzone di Jamiroquai. da un lato mi fa sentire meno "solo", perché evidentemente deve essere un sentimento più o meno diffuso. Dall'altro, mi manca un po' il mio "primato"
Non facesse così freddo, farei certamente come lui: in sella alla moto, girando per le strade e per panorami naturali che ti riconciliano un po' con il tuo habitat.
Beh, lasciamo la parola a Jamiroquai... buon ascolto.
Jamiroquai - Blue skies (dall'album Rock Dust Light Star, 2010)
So these are the figurines
Quindi sono queste le figure
Acting out all the scenes before my eyes
che mostrano le immagini davanti ai miei occhi
I thought I knew them all by name
pensavo di conoscerle tutte per nome
But they started looking much the same
ma iniziarono ad assomigliarsi tutte
And it’s no surprise
e non è sorprendente
But I don’t wanna listen
ma non ho voglia di ascoltare
Too much
troppo
How can I give up on all the days I know I’ve won
come posso rinunciare ai giorni che so di aver vinto
There’s nothing but rainbows
non c'è nient'altro che arcobaleni
I believe in the shadows
credo nelle ombre
Now honey
ora, baby
Thought I might Be dropping out
pensavo che dovrei ritirarmi
But now I am gonna work it out
ma ci sto lavorando su
I am gonna work with me
sto lavorando su di me
I am Runnin’ like it …looser
sto correndo senza freni
Then I’m rolling like sea Rusty Ship on a stormy sea
e sto ballando come la Rusty Ship in un mare in tempesta
You know that people are saying
Tu sai cosa dice la gente
Strange things
queste strane cose
Talk to the hand ’cause I know you think the face is gone
parla gesticolando perché so che tu pensi che il viso sia scomparso
I don’t wanna listen
ma non ho voglia di ascoltare
Too much
troppo
I’m not gonna give up on all the days I know I’ve won
e non intendo rinunciare ai giorni che so di aver vinto
There’s nothing but blue sky
non c'è nient'altro che un cielo blu
There’s nothing but blue sky
non c'è nient'altro che un cielo blu
Nothings gonna stop me now
niente mi può fermare ora
I am skimming like a skipping stone on a silver lake
sfreccio via come un sasso lanciato su un lago argentato
I take it when the chips are down
e prendo tutto quando le fiches sono sul tavolo
But to play the perfect happy clown
ma per fare la parte del perfetto clown felice
You gotta make a mistake (gotta make mistakes)
devi commettere un errore (devi commettere errori)
People are saying
la gente dice
Strange things
strani eventi
And I don’t wanna listen (I don’t wanna listen)
e non ho voglia di ascoltare (non voglio ascoltare)
Too much yeah
troppo
Nothing but blue sky
non c'è nient'altro che un cielo blu
Blue Sky
un cielo blu
How can I tell you I Know this wont Be the last Song
come posso dirti che so che questa non sarà l'ultima canzone
I don’t wanna listen (I don’t wanna listen)
non ho voglia di ascoltare (non voglio ascoltare)
Too much
troppo
Not gonna give up on the days I know I’ve won
e non intendo rinunciare ai giorni che so di aver vinto
Di Marco (del 17/10/2010 @ 18:19:03, in Racconti, linkato 166 volte)
Egret, my new birmanese cat (thanks to floridecires)
Ti amo ti amo ti amo ti amo. beh, dai, basta una volta sola... sì, ma in realtà è per farti capire quanto ti amo. ma scusa, o ami, o non ami, non è che ci siano tante gradazioni di amore... e invece sì! eccome se ci sono! si può amare, amare poco, amare superficialmente, e amare tanto. ecco, io ti amo tantissimo. E' molto bello quello che dici. ne sono davvero onorato. Ma resto della mia idea, se ami, love is all or nothing, non c'è via di mezzo... ma no sottilizziamo, mi sembra quasi di parlare del sesso degli angeli... l'importante è quello che mi dimostri ogni giorno, no? Ogni giorno della mia vita, ogni attimo, ogni respiro. Così, nell'amore in poesia. Nella realtà, ti amo per i tuoi pregi, ma ti sopporto per i tuoi difetti, che mi appaiono come piccole grandi caratteristiche del tuo essere te, così rappresentativi della tua vita, dei tuoi penseri, del tuo modo di relazionarti con il mondo.
A volte non ti sopporto proprio, ma bastano piccoli momenti in cui riesci a capovolgere tutto, a farmi vedere la parte bella del mondo, quella che mi spinege a svegliarmi la mattina e ad affrontare la giornata con un sorriso di speranza.
...
Sai, stavo pensando se questo amore è solo dare, o dare e ricevere. intendes? Non bene, spiega meglio. Ma sì, dai, è semplice. Secondo te, si può amare una persona senza essere ricambiati? Si può parlare di vero amore? Oppure l'amore sussiste solo quando è partecipato, condiviso? Non lo so, io credo che l'amore vero sia proprio quello per una persona che sai non ricambierà il tuo sentimento. E' facile in qualche modo essere innamorati di chi ti venera come un dio, molto meno essere a disposizione di chi sai che non potrà darti nulla in cambio. Insomma, l'amore è un dono, e ha maggiore valenza se è un dono fine a se stesso. Ci si sente più leggeri nel donare senza aspettarsi qualcosa in cambio. A questo non ci avevo pensato... anche se forse definirei più questo sentimento come devozione, che come amore. E poi, anche se nei fatti pensi che non ti venga dato nulla, in realtà il semplice fatto di stare bene è di per sé un efficace tornaconto.... no? Allora cosa ne pensi dell'amore nei confronti degli animali? Lo puoi definire così? Animali, come quelli "di compagnia"? Cani e gatti, per intenderci? Sì, cani e gatti. Il tuo gattino, Ercole per esempio, puoi dire di averlo amato? Ercolino? sì... ti ricordi com'era dolce... quella nuvola bianca di pelo che spargeva per tutta la casa, quell'insopportabile casinista che si limava le unghie dappertutto, quell'anarchico che si piazzava nei posti più impensati e che si faceva accarezzare solo quando voleva lui... ecco, il tuo esempio tira acqua al mio mulino. Ercolino l'ho amato, sì, eccome se l'ho amato. E nonostante fosse insopportabile per quel suo comportamento ribelle, in realtà quando ti si avvicinava, con quegli occhioni dolci, con quel musetto tenerissimo, con quei movimenti così eleganti e sinuosi.. Ercolino mi ha trasmesso tanto amore, come spero ne abbia avuto lui da parte mia. anche se in fondo so che sentisse tutto questo. quando aprivo la porta di casa, era lì pronto a salutarmi, quando ero a dormire, saltava sul letto e mi dormiva vicino alle gambe, appallottolandosi e ronfando sommessamente... lo faceva solo per sé? era il suo modo di dimostrarmi affetto, o amore? Stiamo parlando di un gatto... vuoi confrontarlo con un essere umano? No, non voglio cadere nella retorica che un animale spesso è più umano di un uomo, sennò davvero torniamo a parlare del sesso degli angeli. Voglio solo dirti che, sì, forse sì, forse è proprio così: a volte due persone nemmeno si parlano, pur avendo a disposizione la parola. A volte non serve parlarsi, quando c'è un'alchimia inspiegabile. e questo può capitare indifferentemente tra esseri umani, o tra uomo e animale. Che dici, ci sarà un paradiso dei gatti? Io me lo auguro, spero proprio che Ercolino possa continuare le sue scorribande tra i batuffoli di nuvole, pronto a nuovi assalti, a improvvisi balzi dagli angoli, sempre disposto a giocare e a divertirsi insieme a te... Il paradiso dei gatti... pace all'anima sua, a Ercolino e a tutta la razza felina. No, pace a chi sa amare, a chi non se ne vergogna, a chi vive con naturalezza un'emozione comune a qualunque forma di vita.
Di Marco (del 04/09/2010 @ 15:28:13, in Filosofia, linkato 126 volte)
Credo sia in qualche modo inevitabile il fatto che, per lo più inconsciamente, viviamo come se non dovessimo morire mai.
Eppure, in tante occasioni, gli eventi, a volte vicini, a volte lontani, ci riportano drammaticamente al fatto che la morte è una nostra passeggera. ce l'abbiamo sempre di fianco, in ogni istante.
Credete al destino? Il destino ce lo costruiamo noi? siete proprio sicuri di questo? non c'è forse un mix di fatalità e di volontà personale?
In certe occasioni, però, ci sentiamo talmente impotenti da non poter fare altro che soccombere. E sperare. e vivere la nostra vita al meglio delle nostre possibilità, perché il tempo che abbiamo potrebbe essere più prezioso di quanto pensiamo.
Posto questo video perché è un mix di tante emozioni, che mi hanno veramente sconvolto due estati fa. Puoi essere anche un guidatore esperto, ligio alle regole della strada, ma se il destino ti ha puntato, non puoi veramente farci nulla. In più, quando si guida, volente o nolente, hai in mano un'arma. che può far male a te e agli altri.
Il video qui di seguito per non dimenticare quanto siamo fortunati e quanto rischio corriamo nel perdere quanto di prezioso abbiamo adesso, senza rendercene conto.
Di Marco (del 25/08/2010 @ 17:41:37, in Fotografia, linkato 66 volte)
Noto, la Cattedrale
...e finalmente, ecco le foto della Sicilia.
O, almeno, una sua parte. Più che altro, una stretta selezione. Si dice che non bisogna mai, e poi mai, andare oltre le 60 foto. 30 è un numero onesto, dopo bisogna sceglierle accuratamente. bisogna sempre ricordarsi che l'interlocutore può non gradire vedere 100 foto di un medesimo soggetto e, soprattutto, non ha lo stesso attaccamento viscerale che il fotografo ha nei confronti delle sue fotografie. Che dire... sicuramente vi invito a dare un'occhiata. è una bella carrellata di foto che riguardano un po' tutto il tour estivo, con foto che spaziano dalla provincia di Palermo a quella di Catania, passando per Trapani, Agrigento e Ragusa.
nei prossimi post tornerò a trattare singolarmente le foto, così da riprendere il filo con il viaggio di quest'estate.
Di Marco (del 06/08/2010 @ 18:39:10, in Fotografia, linkato 61 volte)
Trapani, lungomare
Finalmente, la Sicilia. La Sicilia, finalmente. Sono anni che desideravo andarci, e non avevo ancora avuto la possibilità di girarla. Questo, è stato l'anno giusto. Attraverso le foto, cercherò di raccontarvela con i miei occhi. Diciamo subito che non è possibile vederla tutta in 20 giorni (questo il periodo che mi sono concesso), per cui qualcosa ho dovuto sacrificare. Qui, potrete vedere la mia interpretazione delle province di Trapani, Agrigento, Ragusa e Siracusa, la parte sud-ovest, quindi. Gioco forza, ho dovuto sacrificare tutto il palermitano, Messina, Catania e le zone più interne come Enna e Caltanissetta. Beh, sicuramente un'ottima scusa per tornarci nuovamente....
Devo dire che la Sicilia è davvero una terra fantastica. Sorprendente. Tralasciando le strade, che ogni tanto presentano crateri non segnalati, e che risparmiano sulla vernice (la linea di mezzeria è un optional praticamente ovunque...), a volte ti basta superare una collinetta che si aprono panorami mozzafiato. Peccato, poi, la poca pulizia dei cassonetti (che, con il vento forte, non solo spargono nell'aria odori insopportabili, ma cosa è peggio disperdono interi sacchi di spazzatura un po' ovunque), oltre a improvvisate (e illegali) discariche di fortuna contenenti qualsiasi cosa (da boiler rotti, a poltrone, a gomme...). Sono un po' i problemi che ci portiamo dietro in tutta Italia, ma forse qui fa più male, vista la bellezza del posto. Peccato. Ma lasciamo perdere, e concentriamoci sulle parti belle.
Iniziamo il tour con la provincia di Trapani, che è la prima che ho potuto apprezzare nel tour. Vi presenterò un po' di foto di terra e di mare, tanto per darvi un'idea. In seguito, preparerò una sezione dedicata di foto alla Sicilia, da gustarvi comodamente con la stessa modalità del portfolio che ho on line.
Pronti a partire? enjoy....
Ah, qui sopra un piccolo assaggio. Il lungomare, appena rifatto, di Trapani, proprio di fianco al mercato del pesce, nel centro storico. Completamente tirato a lucido grazie all'America's Cup del 2002 (grazie!), che rende onore a una bella città, molto elegante.
Di Marco (del 28/07/2010 @ 19:25:46, in News, linkato 51 volte)
Con un lieve ritardo, ecco un breve resoconto del concerto di Mark Knopfler a Piazzola sul Brenta (PD) di qualche settimana fa. Ovviamente, niente Tunnel of Love. Non è che, se l'avesse fatta, non sarei più andato a un suo concerto in futuro, ma dopo 18 anni... magari ci poteva stare. E invece niente. Chissà perché, addirittura dal periodo dei concerti del periodo Alchemy, Mark non si diletta con una che ritengo tra le più belle canzoni non del suo repertorio, ma del rock nella sua accezione più ampia. Che sia un problema di copyright, che ci sia qualcosa che non so? Se qualcuno potesse svelare l'arcano, mi farebbe un grande favore. La domanda è: ma il buon Mark, da quando è passato alla carriera da solista, ha mai realizzato un live con Tunnel of Love? Se sì, dove? e quando? una curiosità che mi piacerebbe risolvere, prima o poi...
Ma veniamo a questo concerto. Innanzitutto, la location: Piazzola sul Brenta è molto suggestiva, con la villa di fianco a fare da cornice che valica il tempo, insieme alla musica che si spande nell'aria. Organizzazione molto efficiente, già dai parcheggi: tutti molto cortesi e gentili nell'aiutarti a trovare velocemente la strada giusta. Un po' di attesa, fremente per l'inizio (che pezzi farà? darà più spazio a quelle vecchie o a quelle nuove?), e alle 9.30 inizia la musica. L'inizio è dedicato al nuovo album, Get Lucky, con Border Riever. Poi molto spazio viene riservato al nuovo repertorio (quello da solista, per intenderci) e in particolare all'album Sailing to Philadelphia.
Bisogna aspettare la metà inoltrata del concerto per ascoltare un po' di Dire Straits, con le immancabili Romeo & Juliet, Telegraph Road, Brothers in Arms, e ovviamente Sultans of Swing. E' in realtà la fine del concerto, che nell'immancabile bis concede anche So far away e termina con Piper to the end. Una fine un po' strozzata, anche perché l'ultimo brano per antonomasia, Going Home, questa volta non lo fa. E' un po' come se Vasco non finisse il concerto con Albachiara: sacrilegio!
Ora, come ha detto giustamente il critico di radio Capital, MK è sempre più bravo. come fa suonare la chitarra, ce ne sono pochi al mondo, in tutte le epoche. Rispetto al concerto di 2 anni fa, l'ho trovato meno "ruggente", meno appassionato. Molto tecnico, molto bravo qualitativamente, ma poco emozionante. e poco emozionato. Bravissimo, ma "freddo". La scelta poi della scaletta non mi trova mai molto d'accordo, ma credo che sia una costante per qualsiasi fan. Io avrei scelto i pezzi più importanti della sua ultima produzione (che interessano una parte, diciamolo dai, marginale dei suoi fan), come Why Aye Man, Darling Pretty, ecc., che sono comunque molto belli e graditi, le immancabili (come Brothers In Arms, Sultans of Swing, Telegraph Road, Romeo & Juliet, Going Home), e poi le "chicche", da disseminare qua e là nel concerto, e alla fine: sempre del repertorio dei Dire Straits, ma quelle meno conosciute, quelle da "veri fan": Lady Writer, Lions, Follow me home, Water of Love, Hand in Hand, ecc... insomma, quelle "vere", che ci hanno fatto innamorare a prescindere dalle evergreen che rimarranno nella storia della musica.
Evidentemente Mark vuole che i suoi fan lo apprezzino anche per le sue sperimentazioni, per le commistioni tra il rock tradizionale e le ballate delle valli, dell'Irlanda, della Scozia, ma anche delle tradizioni western più profonde. E ci riesce con risultati davvero ottimi, bisogna riconoscerlo. Ma al concerto Mark è più nostro che "suo", e qualcosa in più potrebbe concederci.
Come quando aspetti con troppa ansia un evento, poi rischi di perderlo, o di non assaporarlo nel modo giusto. speriamo che non sia così... Voglio chiudere questa carrellata parlando non dell'ultimo album, Get Lucky (ce ne sarà occasione), ma tornando a casa. E' in particolare un augurio che mi faccio. il primo concerto l'ho visto nel 1992, allora erano Dire Straits. Milano, Brescia, Milano, ancora Milano, sempre Milano (ma a Torino mai, eh?), insomma ogni volta che viene in Italia, io ci sono. Sono 18 anni che aspetto che suoni live una canzone: Tunnel of Love. Non so se sia la mia preferita, ma l'assolo finale mi mette sempre i brividi. mi fa pensare che il mondo è un posto meraviglioso, e che vale la pena vivere solo per avere la possibilità di ascoltare ancora una volta una canzone così. Chissà se quest'anno il mio papà mi accontenterà... Certo, Sultans of Swing, come non dimenticare Brothers in Arms, o Telegraph Road, per non parlare di Going Home.... ma insomma, Tunnel of Love è Tunnel of Love, non si discute... eppure, non la mette mai in scaletta. chissà che quest'anno...
Tunnel of Love fa parte di uno degli album più tipicamente "Dire Straits", Making Movies: 7 tracce con questo brano iniziale che mette i brividi. Siamo negli anni '80, i due album d'esordio hanno fatto apprezzare questa band, ma è con questo che fanno il loro vero "breakthrough".
Io credo davvero che ci sia una sorta di santità in quelle corde, in quegli assoli, in quella maestria. La bellezza si nasconde anche nel rock.
Ci vediamo dopo il concerto...
Dire Straits - Tunnel of Love (dall'album Making Movies, 1981)
Getting crazy on the waltzers but it's the life that I choose
Divento pazzo per i walzer ma è la vita che ho scelto
Sing about the sixblade sing about the switchback and a torture tattoo
cantare del coltello a sei lame dell'interruttore e del tatuaggio della tortura
And I been riding on a ghost train where the cars they scream and slam
e sono salito sul treno fantasma dove sui vagoni urlano e sbattono
And I don't know where I'll be tonight but I'd always tell you where I am
e non so dove sarò stanotte ma ti posso sempre dire dove mi trovo ora
In a screaming ring of faces I seen her standing in the light
In un gruppo di volti eccitati l'ho vista in piedi nella luce
She had a ticket for the races just like me she was a victim of the night
aveva un biglietto per la corsa proprio come me era una vittima della notte
I put my hand upon the lever said let it rock and let it roll
ho messo la mia mano sopra la leva e ho detto: che sia rock&roll
I had the one arm bandit fever there was an
avevo la febbre per quel braccio galeotto
arrow through my heart and my soul
c'era una freccia che attraversava il mio cuore e la mia anima
And the big wheel keep on turning neon burning up above
e la grande ruota continua a girare con le sue luci che brillano sopra di noi
And I'm just high on the world
e sono solo in cima al mondo
Come on and take a low ride with me girl
forza vieni a fare un giro lento con me baby
On the tunnel of love
nel tunnel dell'amore
It's just the danger when you're riding at your own risk
è proprio la paura che ti assale quando guidi a tuo rischio e pericolo
She said you are the perfect stranger she said baby let's keep it like this
lei mi disse sei uno sconosciuto perfetto mi disse lasciamo tutto così
It's just a cakewalk twisting baby step right up and say
è soltanto un giro di walzer baby
Hey mister, give me two, give me two now, cos any two can play
hey tu, dammene due, dammene due ora, perché solo 2 possono giocare
And the big wheel keep on turning neon burning up above
e la grande ruota continua a girare con le sue luci che brillano sopra di noi
And I'm just high on the world
e sono solo in cima al mondo
Come on and take a low ride with me girl
forza vieni a fare un giro lento con me baby
On the tunnel of love
nel tunnel dell'amore
Well it's been money for muscle another whirligig
beh ho preso spiccioli per il punchball un'altra trottola
Money for muscle another girl I dig
spiccioli per il punchball e un'altra pupa ho conquistato
Another hustle just to make it big
un altro trambusto solo per farlo apparire più grande
And rockaway rockaway
e rock&roll rock&roll
And girl it looks so pretty to me just like it always did
e baby sembri così carina con me proprio come è sempre stato
Like the Spanish city to me when we were kids
mi ricorda la città spagnola quando eravamo piccoli
Oh girl it looks so pretty to me just like it always did
oh baby sembri così carina con me proprio come è sempre stato
Like the Spanish city to me when we were kids
mi ricorda la città spagnola quando eravamo piccoli
She took off a silver locket she said remember me by this
tirò fuori un medaglione d'argento e mi disse: ti ricorderai di me con questo
She put her hand in my pocket I got a keepsake and a kiss
mise la sua mano nella mia tasca ricevetti un ricordo e un bacio
And in the roar of dust and diesel I stood and watched her walk away
e nel turbinio della polvere e del gas rimasi in piedi e la vidi camminare via
I could have caught up with her easy enough but
avrei potuto raggiungerla facilmente ma
something must have made me stay
qualcosa mi trattenne
And the big wheel keep on turning neon burning up above
e la grande ruota continua a girare con le sue luci che brillano sopra di noi
And I'm just high on the world
e sono solo in cima al mondo
Come on and take a low ride with me girl
forza vieni a fare un giro lento con me baby
On the tunnel of love
nel tunnel dell'amore
And now I'm searching through these carousels and the carnival arcades
e ora cerco vagando tra questi caroselli e arcate carnevalesche
Searching everywhere from steeplechase to palisades
cercando dappertutto dalle corse a ostacoli alle palizzate
In any shooting gallery where promises are made
in ogni banchetto degli spari dove le promesse vengono fatte
To rockaway rockaway from Cullercoats and Whitley bay out to rockaway
al rock&roll rock&roll da Cullercoats e Whitley bay fino al rock&roll
And girl it looks so pretty to me like it always did
e baby sembri così carina con me proprio come è sempre stato
Like the Spanish city to me when we were kids
mi ricorda la città spagnola quando eravamo piccoli
Girl it looks so pretty to me like it always did
oh baby sembri così carina con me proprio come è sempre stato
Like the Spanish city to me when we were kids
mi ricorda la città spagnola quando eravamo piccoli
Lascio il titolo in inglese perché la sua traduzione potrebbe far venire qualche risolino di troppo...
Siamo quasi ai giorni nostri, ormai. E' il 2007. Dopo una piccola ripresa di marketing dei Dire Straits, Mark si ripresenta, senza grandi clamori, con un nuovo album: Kill to get crimson (uccidi per avere il cremisi). Nel frattempo, tanto per sfogare tutta la sua passione countty, si "accoppia" (artisticamente, s'intende) con la famosa (in patria) cantante country americana Emmylou Harris, che non cito perché, nonostante abbia ovviamente comprato il cd, è troppo country. Al punto che se non ti metti il cappello da cowboy e gli stivali speronati ti senti fuori luogo.
Ma torniamo all'album di Mark. Non è male nemmeno questo. Ci sono due canzoni in particolare, True love will never fade (che ho ripreso su questo sito in passato) e Heart full of holes, due ballate melodiche e dal testo semplice. Diciamo che, anche qui, c'è un discreto compromesso tra le sonorità rock e i suoni tanto amati da Mark, che riportano a sound irlandesi, celtici, scozzesi, ecc.
In questa occasione, vi propongo un'altra canzone dell'album, che mi piace molto per il senso di solennità che mi sembra di avvertire tra le sue note... buon ascolto!
Mark Knopfler - The fish and the bird (dall'album Kill to get crimson, 2007)
when I gave my heart
quando diedi il mio cuore
to a tinker boy
a un falso ragazzo
he said a fish could love a swallow
lui diceva che un pesce potesse amare una rondine
and I will go with my travelling man
e che io sarei andato insieme al mio uomo viaggiante
wherever he goes I will follow
dovunque va, io lo seguirò
he will mend
lui pulirà
your pots and pans
le tue pentole
your kitchen knives he'll take and sharpen
i tuoi coltelli da cucina e lì farà splendere
then I'll be gone with my travelling man
e allora io sarò andato insieme al mio uomo viaggiante
and never more your doorway darken
e mai più la tua porta di casa al buio
the fish and the bird
il pesce e l'uccello
who fall in love
che si innamorano
will find no place to build a home in
non troveranno un posto dove coltivare il loro amore
Abbiamo ormai capito: a Mark piacciono i temi della gente comune, in particolare quella comune. Se il precedente album (The Ragpicker's dream) era un inno alla vita della gente umile e semplice, il nuovo album, uscito anche questo dopo solo 2 anni (incomincia a prenderci gusto...), è un ritorno a sonorità un po' meno "ardite", con pezzi decisamente melodici e testi più "cantabili".
Il titolo dell'album, Shangri-la, è anche il titolo di una traccia dell'album, a mio avviso la più dolce e orecchiabile, che metto tra le top di Mark post Dire Straits. Questo è un album che si ascolta piuttosto volentieri, tant'è che spesso entra nel mio lettore per diffondersi in casa.
Curiosità Shangri-la è un posto mitico, in particolare per la mitologia mediorientale (un po' come il nostro paese del bengodi). E' una commistione tra posto spirituale e posto fisico, in cui tutto è magico. una sorta di nirvana. Shangri-la è anche il nome di diverse località e resort sparse per il pianeta; nell'album è una spiaggia culla di due amanti che trovano il loro piccolo paradiso in cui tutto è perfetto. Con mio sommo dispiacere, nel Shangri-la tour, a Milano, mi aspettavo (e speravo) che la suonasse, ma incredibilmente non lo fece. Che burino!!! Beh, l'ha poi fatta nel tour successivo. buon ascolto...
Mark Knopfler - Our Shangri-la (dall'album Shangri-la, 2004)
Sailing to Philadelphia non era poi così male. Si è fatto ascoltare volentieri, tornando come abbiamo detto verso sonorità più "apprezzabili". Con una insolita verve creativa, Mark questa volta non ci fa aspettare altri 4 anni. Gliene servono molti meno, solo 2, ed ecco che esce un nuovo album: The Ragpicker's dream. Ovviamente, sono tra i primi a cercarlo nei negozi, fidandomi come sempre del nome. Anche qui, il marketing fa il suo dovere: sull'etichetta compare "the voice and guitar of Dire Straits", ecco qui il rimando all'età dell'oro...
L'album si apre con Why Aye Man, un western rock interessante, con un finale che ricorda le tipiche sonorità dei Dire Straits. Forse, ci siamo! Nonostante tutti questi anni, Mark è tornato da dove era partito. In realtà, la seconda canzone ci spiega che niente è più lontano dalla verità: sonorità molto diverse, che strizzano a lungo l'occhio alle ballate irlandesi (british) e con testi poco orecchiabili (e cantabili): mi ricorda tanto il periodo del paroliere Panella del buon Battisti (che nostalgia di Mogol...).
The Ragpicker's Dream è un album che ascolto pochissimo. Salvo poca roba, Why Aye Man mi piace molto e secondo me live, con le performance di Mark che ampliano ed esaltano certe sonorità (se penso a Sultans of Swing live mi vengono ancora adesso i brividi), può rendere il massimo.
A questo punto, non posso che presentarvi proprio Wye Aye Man... enjoy!
Mark Knopfler - Why Aye Man (dall'album The Ragpicker's Dream, 2002)
We had no way of staying afloat
non abbiamo avuto modo di stare a galla
We had to leave on the ferry boat
dovemmo abbandonare la barca
Economic refugees
rifugiati economici
On the run to germany
verso la Germania
We had the back of maggie's hand
Avemmo il dorso della mano di Maggie
Times were tough in geordieland
Tempi duri nella Geordieland
We got our tools and working gear
avevamo i nostri strumenti e gli equipaggiamenti da lavoro
And humped it all from newcastle to here
e ingobbiti da Newcastle a qui
Why aye man, why aye, why aye man
Ma perché, ma perché, ma perché
Why aye man, why aye, why aye man
Ma perché, ma perché, ma perché
We're the nomad tribes, travelling boys
Siamo le tribù nomadi, i ragazzi che viaggiano
In the dust and dirt and the racket and the noise
nella polvere e nello sporco, nel baccano e nel rumore